AZIENDE E PRODOTTI
Il vino parla italiano: l'Organizzazione internazionale certifica il sorpasso sulla Francia

Dopo le prime ammissioni transalpine, l'Oiv stima per il 2015 una produzione di 48,9 milioni di ettolitri nel Belpaese contro i 47,4 milioni francesi. Al terzo posto, staccata, la Spagna, poi gli Stati Uniti. Boom per il Cile, tracollo per la Nuova Zelanda

Il vino, nel mondo, parla italiano: la Francia torna ad ammettere il soprasso della produzione italiana. A poche settimane di distanza dalle prime stime sull'andamento del 2015, che si basavano sui dati provenienti da Bruxelles sulla base di rilevazioni a fine settembre, oggi è l'Organizzazione internazionale della vigna e del vino, organismo intergovernativo a carattere tecnico e scientifico, a ribadire la supremazia tricolore.
Nel 2015 la Penisola tornerà in cima alla graduatoria dei produttori mondiali, con 48,9 milioni di ettolitri a fronte dei 47,4 milioni di ettolitri dell'esagono. Secondo l'Oiv, quest'anno la produzione globale di vino aumenterà del 2 per cento, a 275,7 milioni di ettolitri. Terzo produttore mondiale, ma molto distanziato dai primi due, la Spagna con 36,6 milioni di ettolitri. Al quarto posto gli Stati Uniti con 22,1 milioni.

Premettendo che si tratta ancora di dati parziali, perché alcuni Paesi non hanno ancora trasmesso le loro stime, l'Organizzazione dice che l'annata si chiuderà con una forchetta di produzione tra 270,7 e 280,7 milioni di ettolitri (da dove la media di 275,7). Dopo il record del 2013 e il contraccolpo dell'anno scorso, si tratta di un annata da "buona media". All'appello mancano per esempio i dati di Russia e Cina, che sono l'ottavo e dodicesimo produttore mondiale.

l balzo dell'Italia si deve al +10% stimato per il 2015, contro il +1% dei cugini transalpini. In calo la Spagna, mentre per i Paesi sudamericani si registrano andamenti contrastanti: se l'Argentina è scesa del 12%, il Cile ha segnato un nuovo record con un aumento della produzione del 23%. Nell'emisfero sud si confermano volumi stabili in Australia e Sudafrica, ma la Nuova Zelanda perde il 27% della produzione che si spiega più che altro con il confronto con un 2014 da record. Nel Vecchio continente, le previsioni sono di un segno positivo per Portogallo, Romania, Ungheria e Austria, mentre Germania e Grecia sono viste in calo. Anche per quest'anno, chiosa l'Oiv, la produzione è sufficiente a coprire il consumo internazionale e l'uso industriale, stimato tra 235 e 248 milioni di ettolitri. (www.repubblica.it)




ASA Press / Le notizie di oggi