L’originale porcetto sardo “Doc” torna finalmente in tavola in tutto il territorio nazionale, dopo 4 anni di blocco totale che gli avevano impedito di varcare i confini della Sardegna: il Ministero della Salute decide di riaprire le esportazioni fuori dall’Isola del maialetto sardo per gli allevamenti certificati. Galeotto sarà stato il precedente, quello che aveva consentito a Coldiretti di portare la prelibatezza incriminata ad Expo per farla gustare ai visitatori.
“Era l’11 novembre del 2011 - ricorda la Coldiretti - quando un decreto dell’Unione europea sospendeva le autorizzazioni all'esportazione di carni suine fresche e insaccate sarde, a causa delle recrudescenza della peste suina africana presente in Sardegna dal lontano 1978. L’anno scorso poi sulla Gazzetta ufficiale europea, a firma del Commissario per la Salute e le politiche dei consumatori Tonio Borg, fu firmata la proroga del divieto fino al 31 dicembre del 2018.”
Il “porcheddu” o “porceddu”, spesso italianizzato con il termine "porcetto", è un classico della cucina pastorale sarda e si ottiene dalla cottura lenta e allo spiedo su graticole di un maialino da latte di 4 o 5 chili di peso o di venti giorni, che - conclude la Coldiretti - viene aromatizzato con mirto o rosmarino dopo la cottura. Il via libera - conclude la Coldiretti - rappresenta un momento importante per iniziare un percorso che a breve consenta di poter dimostrare l’esistenza di tutte le condizioni sanitarie per consentire le esportazioni anche dei cosiddetti lungo stagionati per sostenere un settore determinante e creare nuovi posti di lavoro in Sardegna. (www.italiaambiente.it)
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