LUOGHI, FATTI E
PERSONE
AGORA, ora Agorà Ambrosiana, associazione di Dibattito a confronto,
fondata in Milano nel 1987
da APPUNTI PER IL SALUTO DI
BENVENUTO
a "Picula e Bruscitti", 23 marzo 2005
Tra i fondatori c'è Alberto, e tra gli amici impegnati il Dr. Luca
Ruffino
che salutiamo come prossimo braccio operativo in giunta
a fianco del Governatore di Lombardia.
ASA, associazione della Stampa Agro Alimentare, sostiene
l'evento con Enza Bettelli e Gianni Staccotti
che rappresenta anche
la Credenza di Sant'Ambrogio
questa volta in trasferta gastronomica
nelle tradizioni piacentine e dai bustocche
Malasorte
ci ha incolto nel privarci della compagnia di Nena Aspesi, la cui amorevole
cucina dei bruscitti
ha subito una recrudescenza di
influenza,
vincente da poche ore
Stamane era in forma tra le sue linee di orditura
Segretario, presidente, membri del Magistero erano indisponibili e lei
si era sacrificata per Agorà
e per assaggiare la "picula".
Si rifarà in ottobre, perché alla Famiglia Bustocca è
stata fissata un'udienza speciale di confronto tra i piatti della cucina
di campagna, che da popolare sono diventati tesori della cucina padana
da conservare, tipicamente veri solo a casa loro
Il saluto della ristorazione "amica" di San Galdino e della
sua cassoeula arriva con i maschi della famiglia Marmondi al completo,
che approfittano di un momento di sosta per conoscere cose nuove e genuine,
simili alle loro, conservate per generazioni
Quante golose esperienze
da divulgare
Nessuna nuova notizia da UDIRTA', la ristorazione italiana di qualità,
che stenta a dar voce al suo sviluppo
fagocitata dalle lobby
sulla piazza. Non in Agorà.
Paolo Marchi ha iniziato ieri il
suo ramadan
per alleggerire
il peso del quintale
e comunque Il Giornale
lo blocca questa sera
Eugenio Medagliani
ha promesso la presenza in ottobre
a Busto: troppo impegnato oggi in una ricca sequenza di eventi subito
dopo Pasqua
con le Pentole
porterà il suo verbo alla
riscoperta delle tecniche per eseguire queste lunghe cotture... ereditate
dai focolari...
Vito Soavi invece c'è, con Franca. A lui una calata
nella storia della saga piacentina per ottobre, come ai tempi di Villani!
Cominciamo? Gnocco fritto. Più tardi le presentazioni
di cottura delle "carni rosse"...
ELS
Interventi e comparse
Il saluto di Luca Ruffino è semplice: auguriamoci
di potere fare bene e tenere presenti e in buon conto gli apporti positivi
provenienti da chi come voi, apertamente, affronta i problemi quotidiani
e cerca di trovare delle soluzioni alla loro cura.
Al termine di serata, Luca festeggerà in anteprima l'augurio al
successo, con bollicine che accompagnano i morbidi sapori delle prugne
in marmellata sulla crostata.
Enza ha preso qualche immagine e ha lasciato campo a Gianni
di raccontare particolari di dettaglio ai suoi vicini sulle tradizioni
milanesi e del territorio, soprattutto gastronomiche che allargavano le
informazioni sulla "picula" e sulle gustose specialità
in menu.
Io, privato della Nena, ho utilizzato parte del materiale
del "trittico" dei bruscitti che mi era stato preparato dal
Magistero. Il tono è rimasto di divulgazione curiosa rimandando
alla serata di ottobre alla Famiglia Bustocca l'allargamento di curiosità
e aspetti che per ogni piatto popolare diventano parte integrante della
tradizione indipendentemente dalle severe selezioni dei Magisteri!
Dopo avere accennato a "bruscitt" di Gallarate
e Varese in quanto nominati nei versi bustocchi con la ricetta originale
e le istruzioni per il volgo "ul DIAVAREN da BUSTI", a cura
di ANTEO, ecco che i Marmondi raccontano dei "bruscitt" di Magenta
e della tradizione dei territori intorno ad Abbiategrasso di carni rosse
al coltello cotte, stracotte, in simile maniera, con più vino o
altri ingredienti di dettaglio.
Tutte cucine locali, familiari, rimaste vive nelle sagre, in qualche locale
datato e nelle famiglie. In alcune...
La poesia comincia con la descrizione del Paradiso terrestre,
con la Eva, il serpente, le mele, i piaceri della carne, ragazzi ed estranei
in festa, pascoli naturali e il diavoletto di Busto alla ricerca di belle
donnine a cui offrire la mela e toccare... fino a finire al rogo mentre
le mucche tritate con gli accessori del diavolino hanno fatto tutti "bruscitti"...
Si sviluppa in sei quadri e mette tutti... di buon umore.
Antonino della "picula" racconta come fosse la
razione del carrettiere, ottenuta dalla cottura dell'animale al termine
del suo ciclo di vita-lavoro. Solo quelli che morivano naturalmente: non
venivano immolati allo scopo! Quindi rari e amici dell'uomo fino all'ultimo:
la presenza di peperone e l'arricchimento con un cucchiaino di concentrato
di pomodoro rende il gusto netto e personalmente marcato. I muscoli non
provengono da selezione particolare come quella che viene richiesta per
i "veri bruscitti", da manuale. La pentola - ma lo affineremo
alla prossima puntata - non gioca un ruolo importante con il suo contributo
di scambio con la chimica della superficie. In effetti la presenza di
peperone e di estratto di pomodoro conferisce quella moderata acidità
che lascia la bocca pulita.
I "bruscitti" che risentono di una lunga demolizione
termica moderata da brodo e da burro conferiscono un retrogusto vellutato,
aristocratico: chi sia in città che negli altri territori arriva
a sostituire il brodo con il vino... ottiene un risultato che ricorda
i risotti piemontesi rispetto a quelli lombardi...
Basta
capire e gustare: il divertimento comincia da lì! Tutti approvano
sorridendo. Cucina di qualità e qualità in cucina: capire
la differenza e divertirsi in ciascuna delle due circostanze è
altrettanto un segnale di saggezza, ma soprattutto, accontentarsi di non
insistere sul primato del proprio gusto!
Nena avrebbe passato una simpatica serata e avrebbe stimolato
il confronto con le promesse gastronomiche del trittico del Magistero:
"pulti, fasoeu e verzi", "ul vin da Busti", e "ul
Diavaren...". Lo farà un'altra volta. Giovedì, in fondo,
siamo stati ospiti dei piacentini Roffi che hanno sfidato il "diavaren"
al rogo con "picula" e polenta abbastanza cittadina... Ma salumi,
"caramelle", "pisarei e fasoeu" e i vini curati, selezionati
e accostati ad ogni piatto da Antonino hanno portato al caos paradisiaco...
Mancava, nello scenario bustocco, infatti solo il cavallo!
Restano i complimenti da piacentini e milanesi, compreso
il plauso dei Roffi e il ringraziamento di AA! Anche Pasqua intanto è
passata, e l'estate si è affacciata.
Auguri di fortuna e divertimento, Enzo Lo Scalzo, AA -
ASA
RICETTE
Antica osteria piacentina Al Giardinetto
Da Osteria dei sapori regionali - Dicembre 1998
per un confronto di tradizioni popolari di cucina padana
la "picula 'd caval" piacentina
800 g di carne di cavallo tritata grossolanamente
2 cipolle
400 g di pomodori (o di pelati)
1 cucchiaio di pestata di lardo (o di strutto, per "ingrassare"
la carne)
300 g di peperone fresco
pepe, erbe aromatiche, aglio, sale
brodo (o vino bianco)
Soffriggere dolcemente la cipolla tritata, aggiungere la
carne (cavallo) tagliata a punta di coltello e farla rosolare a fuoco
basso. Aggiungere il brodo (o vino bianco) e stufare per circa 1 ora.
Aggiungere i pomodori(erano diffuse varianti anche senza pomodoro) e il
peperone, cuocere ancora per 4O minuti, quindi unire un cucchiaio di erbe
aromatiche (rosmarino, salvia, prezzemolo, basilico, ecc) con uno spicchietto
d'aglio.
La "pìcula" va servita subito con polenta e non sopporta
di essere riscaldata.
I"bruscitti" bustocchi
In
sintesi, la ricetta è: "tampetto" e "fustello"
di manzo (un cuoco mi ha detto che a Milano quel taglio si chiama "pannera"),
non macinato ma sminuzzato a coltello, aromatizzato con un cucchiaino
da tè per chilogrammo di carne di semi di finocchio (foeniculum
vulgare ) oppure di erba bona, e una punta di aglio, una spruzzatina di
vino a buona struttura, tipo Inferno (dall'antica uva piemontese-lombarda
Pignola), una lunga e delicata cottura nel suo brodo (cioè nella
sua acqua di costituzione) per alcune ore, oggi esclusivamente burro come
condimento (un tempo lardo o strutto), un po' di sale. E' una preparazione,
quando è pazientemente tagliata al coltello e non macinata, cotta
nella tradizionale marmitta pesante in terracotta o pietra ollare, di
eccezionale bontà, umida ma non sbrodolosa, accostabile con polenta
gialla.
Per 20 persone Nena ha cucinato 4 kg di manzo nei tipi: tampetto, fustello
e muscolo del diaframma.
Roffi ha cucinato muscolo di posteriore di cavallo. Ha usato concentrato
di pomodoro.
Durante la conviviale le ultime notizie del Magistero dei Bruscitti su
varietà e alternative delle tradizioni familiari. Ricerche documentarie
sulla "picula".
In Ottobre 2005 ri-edizione e dibattito alla Famiglia Bustocca,, in Busto
Arsizio, a cura di AA.
Da dove viene il peperone?
E' il Capsicum annuum e appartiene alla stessa specie del
piccante peperoncino.
Ne esistono parecchie varietà, dolci, leggermente piccanti, variamente
colorate.
I peperoni dolci si usano in insalate, stufati, salse e possono essere
cucinati anche ripieni. Qualcuno li trovano difficili da digerire, se
non ben cotti.
Sono ortaggi originari dell'America tropicale e delle Indie
occidentali... E' molto noto quello grande del Messico che accompagnava
le focacce di mais, rotonde, per apportare vitamine: povero dal punto
di vista nutrizionale, il peperone è ricco di vitamine PP, B1,
B2, C e K. Il vegetale è tradizionalmente coltivato nelle valli
piacentine.
Detti popolari: "ha il naso grosso come un peperone";
"ha il naso a peperone"; e "rosso come un peperone".
Invece la ricchezza in vitamina PP ne caratterizza la capacità
di mantenimento in buono stato delle vene, moderandone la pressione e
intervenendo sapientemente nella circolazione, e nella soluzione di casi
di atonia gastrica!
ELS
I piatti più famosi della cucina italiana con
carne di cavallo
Sono pochi, non solo in Italia. In pochi paesi del mondo
si mangia carne di cavallo. E' uno degli animali più antichi che
troviamo di fianco all'uomo.
Tra gli utensili trovati, attribuibili al periodo intorno a 100.000 anni
fa, oltre a mazze e asce, si ritrovano anche alcuni utensili simili a
coltelli derivati da ossa: venivano usati per macellare gli animali, dai
cervi e cavalli agli elefanti, che arricchiscono coi loro resti scheletrici
i campi di ricerca. Purtroppo sono state trovate anche tracce di segni
sulle ossa umane, dal Sud Africa alla Croazia: il cannibalismo faceva
parte del comportamento. "They treated their fellow humans the same
as the other fauna", è il parere di un eminente studioso spagnolo,
Eudald Carbonell, archeologo.
Non meravigliamoci che l'amico cavallo facesse parte delle vittime. L'uomo
ha chiamato"ippofagia", l'alimentazione di umani con carne di
cavallo. Galeno comunque classificava il latte di cavalla al secondo posto
in assoluto della qualità, dopo la mucca.
Le ricette di Fernanda Gosetti , da "In cucina con
Fernanda Gosetti":
- Ossibuchi di puledro in umido - Filetto di cavallo al Marsala
- Spezzatino di cavallo - Stracotto di cavallo
Le ricette da "la Cucina d'oro", Mondadori, a
cura di Giovanni Nuvoletti Perdomini in collaborazione con L'Accademia
Italiana della Cucina
- Pastissada di cavallo - Braciola alla barese
- Cavallo alla Borgognona (in cassetta)
Ricette dai Ricettari regionali della Accademia Italiana
della Cucina
- Pìcula ad caval (all'uso di Piacenza) - Stracotto di asino (o
cavallo) alla paesana (all'uso mantovano)
- Pastissada de caval (all'uso di Verona) - Braciola alla barese
Una delle usanze tradizionali della caccia alla volpe
era di dare in pasto ai cani che si erano distinti nell'inseguimento le
carni dei vecchi cavalli, che dopo avere tanto partecipato alle cacce
erano ormai invecchiati. Era un modo di premiare i due principali alleati
con una fine cruenta risolta in casa, onorevolmente.
Oggi la macellazione di carne di cavallo per alimentazione umana ha visto
crescere sempre più la domanda. Sono nati allevamenti specifici.
In Italia esistono allevamenti storicamente presenti nel veronese, nel
bresciano e, ritengo, nel piacentino. In Italia la carne equina viene
principalmente usata per bistecche, brasati, spezzatini, arrosti e tritata
per fare polpette e da mangiare cruda. Costato, controfiletto e filetto,
noce, e polpa sono piacevolmente usati. Solo le carcasse vanno a cibo
per cani.
La composizione della carne è chimicamente delicata ed esige, secondo
la Gosetti, "maggiore severità dei controlli igienici. La
carne deve essere mangiata non troppo frollata perché ha un periodo
di conservazione molto più breve della carne bovina."
E' una carne ottima, economica e salutare. E' di color rosso: più
intenso negli animali adulti, molto più chiaro nei puledri; il
suo grasso tende al giallognolo.
Molti anni fa venivano macellati animali al limite di età e fisicamente
stremati per cui la carne non era certo tenera. Oggi vengono venduti animali
di allevamento e la carne è tenerissima. Con le carni più
dure si confezionano gustosi insaccati.
La carne di puledro, ottima lessata, può essere cucinata come quella
di vitello ed è più saporita di quest'ultima. Per le ricette
con carne di cavallo sono necessari gli stessi pezzi consigliati per il
manzo e sono valide le stesse ricette.
Infine anche le frattaglie: quelle di puledro sono praticamente uguali
a quelle del vitello; quelle di cavallo sono da taluni buongustai giudicate,
come sapore, superiori a quelle del manzo adulto.
In quasi tutte le ricette si usa vino vino tra gli ingredienti...
Forse il naso rosso viene dalla sua abbondanza... e non dal peperone!
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