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FATTI E
PERSONE
Università: Tuscia, curriculum in 'verde' per
nuove professioni
Boom delle nuove professioni verdi e della tutela del ''made in Italy'':
dal vino alle biotecnologie, passando per il cibo sano e la gestione delle
foreste: sono tante le offerte per un settore -quello green- che non conosce
flessioni. Proprio per cogliere le occasioni offerte da questo mondo del
lavoro in crescita è necessario avere un ''curriculum green'' attraverso
un percorso formativo ad hoc. Per dare risposte concrete a questa domanda
di nuove professioni, il Dipartimento per l' Innovazione nei Sistemi Biologici,
Agroalimentari e Forestali (DIBAF) dell'Università degli Studi
della Tuscia (Viterbo) offre cinque corsi di laurea, tre triennali in
Biotecnologie; in Tecnologie Alimentari ed Enologiche; in Scienze Forestali
e Ambientali e due corsi biennali di laurea magistrale in Sicurezza e
Qualità agro-alimentare e in Scienze Forestali e Ambientali. Si
tratta di lauree che, a quattro anni dalla loro istituzione, stanno realizzando
un alto tasso di occupazione: 1 laureato su 2 trova infatti lavoro entro
l'anno del conseguimento della laurea, grazie allo stretto legame tra
percorsi didattici del DIBAF e il mondo delle imprese, degli Enti pubblici
territoriali, delle strutture di ricerca e del mondo delle professioni
e a una preparazione tecnica e professionale altamente qualificata. Questa
qualità della didattica ha avuto anche un riconoscimento ''ufficiale''.
''Nel rapporto ANVUR sulla qualità della ricerca delle Università
italiane, l' Università della Tuscia - ha detto Giuseppe Scarascia
Mugnozza, Direttore del DIBAF- si piazza al primo posto in Italia tra
le Università di medie dimensioni proprio per il settore agro-alimentare
e forestale, con il contributo decisivo del Dibaf, che infatti risulta
primo per la qualità dell'attività scientifica svolta dai
propri docenti e ricercatori, tra tutti i sette dipartimenti dell'ateneo;
anche a livello nazionale il DIBAF ottiene una valutazione lusinghiera
risultando quarto su oltre settanta dipartimenti di agraria e biotecnologie
di tutte le Università italiane, comprese quelle di maggiori dimensioni
e di tradizione molto più antica dell'ateneo viterbese''. I dati
confermano questo trend positivo per le nuove professioni: nel solo settore
agroalimentare e forestale nel primo trimestre del 2013 c'è stato
un aumento di occupazione del 9% per gli under 35; nel settore enologico
l'occupazione, pur in un momento di crisi, è salita del 2,6% e
sei nuovi esperti di vino su dieci vengono occupati a soli tre mesi dalla
laurea; l'industria alimentare, il secondo settore produttivo del paese,
investe in sicurezza dei cibi 2 miliardi l'anno e impiega 60.000 addetti
con numeri in aumento; sono 175 le che imprese operano nel settore del
farmaco biotech con circa 6.800 occupati nel settore ricerca e sviluppo.
(red/mpd – www.asca.t)
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