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AZIENDE
E PRODOTTI
La produzione di carne non toglie risorse al pianeta
Dalla piramide alimentare alla clessidra ambientale, per dimostrare che
il consumo e la produzione di carne in Italia sono sostenibili sotto tutti
i punti di vista. E' questo il messaggio dell'evento promosso dalle principali
associazioni di categoria delle filiere di carni italiane - Assocarni,
Assica e UnaItalia -, che il 22 mattina all'Expo Gate di Milano hanno
presentato i risultati di uno studio che ha coinvolto esperti della nutrizione,
della salute e della sostenibilità ambientale. Il progetto, intitolato
''Carni sostenibili'' e consultabile al sito www.carnisostenibili.it,
è il primo nel suo genere prodotto in Italia nonché il primo
ad unire le tre principali associazioni.
''Abbiamo dimostrato che mangiare carne in maniera equilibrata è
sostenibile'', ha dichiarato Francois Tomei, direttore dell'Associazione
nazionale industria e commercio carni, secondo il quale ''la produzione
di carne non toglie risorse al pianeta''. Un messaggio che il settore
alimentare della carne italiana intende portare al Padiglione Italia di
Expo 2015, un appuntamento su cui tutta l'alimentazione nazionale si sta
preparando.
L'immagine al centro dell'evento, presentato dal giornalista televisivo
Alessandro Cecchi Paone, è stata la clessidra alimentare, simbolo
dell'equilibrio esistente tra l'impatto ambientale creato dal consumo
di carne e quello sviluppato da altri alimenti. Secondo il rapporto, infatti,
la bassa quantità di carne prevista nella dieta mediterranea ne
compenserebbe l'impatto ambientale derivante dal grande utilizzo di acqua,
pascoli e trasporti pesanti, rendendolo più simile a quello della
filiera alimentare vegetale.
A differenza di altri studi condotti sulla materia, quello curato dall'ingegner
Massimo Marino per le associazioni di categoria parte dall'analisi del
cosiddetto ''consumo reale'' pro capite, che esclude dal peso della carne
le parti non edibili. Ne risulta così un'alimentazione carnivora
più bilanciata, in linea con i dettami della dieta mediterranea
e non lontana, come impatto ambientale, dal consumo e produzione di vegetali.
Sarebbero infatti 7,5 i chili di anidride carbonica emessi dalle 14 porzioni
settimanali consigliate dai dietologi, a differenza dei 6,7 prodotti dalle
35 porzioni di frutta e ortaggi.
Secondo i dati forniti dal progetto ''Carni sostenibili'', il settore
carni in Italia genera un valore economico di 30 miliardi di euro all'anno,
rispetto ai circa 180 dell'intero settore alimentare e ai 1500 del Pil
nazionale. Le differenze tra le tre principali filiere si trovano tuttavia
nella bilancia commerciale, che vede quella bovina al primo posto per
importazioni (circa il 40% del totale consumato in Italia), seguita dalla
suina (al 35%, a fronte di una forte esportazione di salumi) e infine
l'avicola, definita ''neutra''.
La produzione si concentra particolarmente nel Nord Italia, dove viene
allevata la gran parte degli animali presenti sul territorio nazionale
(il 70% dei bovini, i quattro quinti dei suini e i due terzi dei volatili).
Settori che in totale impiegano circa 180mila addetti, per la gran parte
impegnati nella filiera bovina. (www.adnkronos.com)
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