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AZIENDE
EPRODOTTI
Fungo Igp di Borgotaro: la Commissione Europea
modifica il disciplinare
Dal 17 settembre si allarga l’area Igp ed è possibile
marchiare il prodotto essiccato. Soddisfatti Consorzio di tutela e Provincia
di Parma.
La Commissione Europea ha recentemente
approvato le modifiche al disciplinare di produzione dell’Indicazione
Geografica Protetta “Fungo di Borgotaro”. Le principali novità
consistono nell’allargamento dell’area IGP e nella possibilità
di marchiare il prodotto essiccato. Le hanno illustrate nel corso di una
conferenza stampa che si è svolta stamattina in Piazza della Pace,
il Vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, il Presidente del
Consorzio per la Tutela dell’IGP “Fungo di Borgotaro”
Roberto Dellapina, insieme al Direttore Francesca Corsi Bianchinotti e
al Responsabile della gestione forestale Antonio Mortali.
PERCHÉ LE MODIFICHE
Il porcino di Borgotaro attualmente è l’unico micete in Europa
a vantare un marchio di qualità. Negli anni Ottanta si è
intrapreso l’iter per il riconoscimento, che arriva in Italia nel
1993 e in Europa nel 1996.
Dopo circa un decennio si acquisisce l’esperienza necessaria per
valutare punti di forza e debolezza della filiera. In particolare, gli
elementi di fragilità più evidenti sono: l’aleatorietà
e la deperibilità del fungo.
La nascita del fungo è aleatoria perché non è programmabile;
pur essendo annoverato nella categoria degli ortofrutticoli, rispetto
a questi ultimi ha una caratteristica unica: non può essere coltivato,
cosicché anche la commercializzazione del prodotto marchiato risulta
fortemente aleatoria.
Il micete marchiato, essendo solo allo stato fresco, deve essere commercializzato
e consumato a breve: l’alta deperibilità esclude il porcino
dal mercato interregionale e nazionale.
COSA CAMBIA COL NUOVO DISCIPLINARE
Le novità principali sono due:
1. L’area a Indicazione Geografica Protetta si estende nei comuni
di Bedonia, Compiano, Tornolo, Albareto, Borgo Val di Taro e Berceto (in
Provincia di Parma), Pontremoli e Zeri (in Provincia di Massa Carrara),
per una superficie di oltre 63.000 ettari, triplicando l’area originale.
2. La possibilità di marchiare il prodotto essiccato permette di
estendere la commercializzazione al mercato nazionale e internazionale
e non limitando la lavorazione del micete ai soli mesi di settembre e
ottobre e permetterà di far fronte alla forte domanda di prodotto
IGP da parte dei mercati.
Le modifiche apportate al disciplinare di produzione avranno la conseguenza
di potenziare la commercializzazione del prodotto nello spazio e nel tempo,
al fine di rafforzare la filiera caratterizzata da debolezza ed aleatorietà,
favorendo la permanenza delle popolazioni nelle aree rurali della Valtaro.
I COMMENTI
"Il riconoscimento ottenuto dall'Unione Europea costituisce un'ulteriore
importante tappa nel cammino del Fungo IGP di Borgo Taro – commenta
il Vice presidente della Provincia di Parma Pierluigi Ferrari –
L'ampliamento dell'areale e la marchiatura del prodotto essiccato rappresentano
una grande valorizzazione del prodotto-territorio."
E Roberto Dellapina, Presidente del Consorzio per la Tutela dell’IGP
“Fungo di Borgotaro”, afferma: “È con orgoglio
che abbiamo raggiunto questo faticoso traguardo, dopo oltre un decennio
di lavoro di archivio e di interlocuzione burocratica, un lavoro che ha
richiesto un investimento di oltre 30.000 euro. La necessità di
provvedere a modificare il disciplinare di produzione è nata dalla
constatazione di quanto debole fosse la filiera del porcino marchiabile
solo allo stato fresco: il fungo, non essendo coltivabile ed essendo altamente
deperibile, limitava fortemente il mercato e la commercializzazione.”
CONSEGUENZE OPERATIVE
Il disciplinare entrerà in vigore il 17 settembre 2014. Con le
modifiche apportate, anche la filiera subirà conseguenze: pertanto
verrà modificato anche il piano dei controlli, il documento operativo
che stabilisce le norme che si devono rispettare per poter marchiare il
Fungo di Borgotaro. Questo documento è fase di elaborazione da
parte di Suolo e Salute, l’organismo di controllo e certificazione
incaricato dal Consorzio di Tutela. Poiché l’iter burocratico
prevede l’approvazione da parte del Ministero competete, è
verosimile che per la stagione fungina alle porte non cambi alcunché
rispetto al disciplinare “vecchio”: il prodotto marchiabile
rimane quello allo stato fresco e proveniente solo dai territori IGP dei
Comuni di Albareto, Borgo Val di Taro e Pontremoli.
(http://notizie.parma.it)
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