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AZIENDE
E PRODOTTI
Cosce italiane troppo magre per diventare Prosciutto Crudo di Parma Dop!
Ha senso questa nuova valutazione?
Gli allevatori si preparano a discuterne a Italpig nell'ambito delle Fiere
Zootecniche Internazionali di Cremona (22-25 ottobre).
E’ questo il sorprendente risultato
a cui sono giunti i ricercatori del Crpa di Reggio Emilia (Centro ricerche
produzioni animali) attraverso l’applicazione, su un campione di
21.500 maiali destinati al circuito tutelato, delle nuove equazioni di
stima emanate da Bruxelles nel gennaio scorso per la classificazione delle
carcasse.
Una elevata percentuale di carne magra nelle cosce suine destinate al
circuito tutelato è incompatibile con quanto prevede il Disciplinare
di produzione
Di fatto, oltre il 20% delle cosce analizzate non rientrano nelle classi
centrali U, R, O in cui devono confluire quelle destinate alle produzioni
Dop, bensì nella E, il che ne decreta l’inidoneità
alla trasformazione per il circuito tutelato.
Già scossa da una crisi di sistema che dura da diversi anni, la
suinicoltura italiana si trova così a dover fare i conti con un
nuovo fronte che sta mandando in fibrillazione gli allevatori che producono
per la Dop, e che alla luce dei risultati sopra riportati potrebbero vedere
compromessa la loro redditività.
Alle Fiere Zootecniche Internazionali che si terranno a Cremona dal 22
al 25 ottobre 2014 il comparto suinicolo troverà ampio spazio per
affrontare, discutere e individuare possibili soluzioni ai suoi problemi
più cogenti.
Non a caso Cremona si impone come centro nevralgico della zootecnia nazionale
e internazionale grazie alla sua posizione strategica e ai numerosi allevamenti
esistenti sull’intero territorio provinciale dove professionalità,
innovazione tecnologica e spesso sperimentazione scientifica marcano quella
capacità di fare impresa anche nell’agroalimentare che ci
è universalmente riconosciuta.
In 16 anni l’incremento di carne magra nelle cosce dei suini prodotti
per diventare Prosciutti di Parma Dop è stato del 23%. Una percentuale
che ha sorpreso anche i ricercatori del Crpa
Ma torniamo alle nuove equazioni di stima per la classificazione delle
carcasse suine. “L’evoluzione dei tipi genetici prevalenti
– spiega Andrea Rossi del Crpa – ha portato negli ultimi anni
verso una popolazione suina caratterizzata da tagli di carne sempre più
magri. Questo dato ci era noto. Non immaginavamo però che l’elaborazione
effettuata nei mesi di marzo e aprile scorsi sul campione di 21.500 maiali
portasse a quella percentuale di incremento, rispetto ai dati del 1998,
che ci ha davvero sorpreso”. Il dilemma che si impone, a questo
punto, è come utilizzare le cosce di classe E, prodotte per diventare
prosciutto crudo Dop ma di fatto escluse da questo tipo di trasformazione.
Occorre trovare uno sbocco commerciale per le cosce prodotte per la Dop
ma che a causa dell’elevata percentuale di carne magra non possono
fregiarsi dell’importante marchio
“Il Sistema qualità nazionale – sottolinea Rossi –
potrebbe rappresentare una valida opportunità perché potrebbe
essere lo strumento in grado di valorizzare nel segmento della carne fresca
cosce comunque prodotte con i crismi del Disciplinare di produzione del
Prosciutto crudo di Parma”. Un progetto su cui si sta già
lavorando anche perché, nonostante la richiesta espressa da numerosi
allevatori, molto difficilmente Bruxelles concederà una moratoria
all’applicazione delle nuove equazioni di stima che sono già
formalmente operative.
Paolo Bodini
Responsabile Ufficio Comunicazione ed Eventi di CremonaFiere
Tel. +39 0372-598206
Cell.+39 345-2586239
paolo.bodini@cremonafiere.it
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