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AZIENDE
E PRODOTTI
Le analisi del vino saranno sempre più a scatola chiusa
In Champagne si monitorano vecchie
bottiglie senza stapparle, grazie ad un laser italiano. E dal Portogallo
arriva la botte con sensori ottici che rende “obsoleti” i
prelievi per le analisi
Le analisi del vino saranno sempre più
a scatola chiusa: in Champagne, per monitorare la salute di vecchie e
costosissime bottiglie senza toccare il tappo, si usa L.Sensor.Co, tecnologia
fabbricata in Italia. E, dal Portogallo, arriva
Il primo è stato progettato da LPRO srl, una società spin-off
dell’Università di Padova e riesce a fornire la pressione
e il contenuto totale della bottiglia senza forare o rimuovere il tappo.
L.Sensor.Co utilizza, infatti, il passaggio di un fascio laser attraverso
l’apertura nella parte superiore della bottiglia per misurare (mediante
spettroscopia), assorbimento, la pressione totale di tutti i gas presenti
nella bottiglia e calcola il Co presente nel collo della bottiglia. Il
macchinario è ancora molto costoso (il prezzo si aggira sui 100.000
euro) ma il Comité interprofessionnel des vins de Champagne già
ne vanta l’utilizzo.
La botte invece è un’invenzione di WatGrid, un team dedicato
alla viticoltura di precisione, che ha vinto il primo premio al “33entrepreneurs
Lisbona EuropaTour”, un concorso indetto da 33entrepreneurs, il
primo acceleratore di startup dedicato al vino, con sede a Bordeaux. Il
progetto consiste in una botte che eliminerebbe la necessità di
analizzare i liquidi prelevandoli, rendendo così più facile
il lavoro in cantina, grazie ai sensori ottici che monitorano la “condizione”
del contenuto in maniera costante.
Tecnologia che aiuta, certo, ma non cambia il fatto che, per fare un vino
buono è fondamentale la perizia del vigneron. (www.winenews.it)
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