LA VITA DELLA VITE

A cura di Marco Tonni [tonni@asa-press.com]


Vendemmia 2011: l’anno strano


La stagione viticola 2011 si è caratterizzata per una serie di anomalie climatiche decisamente spiccate, che nel complesso hanno tuttavia determinato come risultato una vendemmia di elevata o elevatissima qualità delle uve. Non si tratta del solito slogan per il mercato ma di una considerazione tecnica.

L’apertura delle gemme si è verificata mediamente tra la fine di marzo ed i primi di aprile, senza particolare precocità, mentre il caldo anomalo di aprile (soprattutto nella prima metà del mese) ha decisamente accelerato le successive fasi di accrescimento dei germogli; anche maggio è stato favorevole con temperature superiori alla media e piovosità quasi assente, tanto che fioritura ed allegagione si sono susseguite senza il minimo problema, a partire dalla seconda decade di maggio, con un anticipo paragonabile solo a quanto osservato nel 2007 e pari a ben due settimane rispetto al 2010. Fino alla fine di giugno l’annata è stata eccezionalmente anticipata, la più precoce di sempre assieme al 2007 ed al 2009. Tuttavia, il mese di luglio tra i più piovosi e freddi degli ultimi decenni, con un preoccupante susseguirsi di perturbazioni che portavano elevata umidità atmosferica, piogge, temporali (con grandine devastante in alcune zone dell’Oltrepò, che ha indotto alcune Aziende a ri-potare come fosse inverno) ha frenato la corsa della vite, l’invaiatura (ossia la fase di inizio maturazione) ha rallentato in modo deciso e si è protratta molto più a lungo del solito, creando nuove incertezze sulle previsioni della data di vendemmia 2011.
Come ciò ha inciso sulla sanità e sulla qualità delle uve?

Aprile è stato caldo e siccitoso, maggio e giugno sono stati caldi e con piogge distribuite in modo uniforme. I giorni di pioggia ad aprile e maggio sono stati in provincia di Brescia il 57% in meno rispetto al 2008 (Aprile con il 74% di giorni piovosi in meno rispetto al 2008) e ciò ha permesso alla vite di crescere con regolarità e moderazione ed ai viticoltori di programmare la lotta antiparassitaria senza difficoltà. Questa primavera si è rivelata particolarmente salubre per la vite, che non ha avuto nessun problema sanitario laddove opportunamente protetta. La protezione dei vigneti da parte delle Aziende è stata molto agevolata dalla distanziata cadenza delle piogge, che ha permesso di intervenire tranquillamente a protezione del vigneto durante i giorni di clima asciutto.
A luglio le uve sono più sviluppate e meno suscettibili a Peronospora, quindi le piogge frequenti ed abbondanti non hanno determinato danni, mentre il periodo freddo ha permesso alle uve della Franciacorta di mantenere tenori acidici più elevati del normale, a tutto vantaggio della qualità delle basi per Franciacorta.

A differenza del difficilissimo 2010, quest’anno la Botrite (altro patogeno fungino, che determina il “marciume” del grappolo) è stata ovunque assente per tutta la stagione, a tutto vantaggio della qualità.

Quando ormai si attendeva già la fine di un’estate povera di sole e caldo, dalla seconda metà di agosto si è assistito ad un periodo caldo mai registrato in quella fase, così intenso e prolungato, alla faccia del famoso adagio “la prima pioggia di Agosto rinfresca il bosco”.
Il caldo è benefico per la vite, ma non se esagerato. Fortunatamente le vigne non sono andate in stress da siccità perché luglio aveva rimpinguato le riserve idriche dei suoli, ma l’eccessivo calore ha determinato scottature e soprattutto “colpi di calore” con allessamenti ed avvizzimenti dei grappoli delle varietà più suscettibili, con perdite di produzione e di qualità talvolta significative.

Temperature nettamente superiori alla media, bassa umidità atmosferica e quasi totale assenza di precipitazioni hanno caratterizzato anche settembre e questi primi giorni di ottobre.
Il gran caldo ha da un lato fatto danni, ma ha anche permesso alle uve di tutte le varietà di maturare alla perfezione.
Anche per le uve rosse di alta gamma, per le quali una fine estate fredda e piovosa dopo un luglio come quello del 2011 sarebbe stata disastrosa, si è invece assistito a un andamento della maturazione per certi versi entusiasmante.
Certo, tutte le Aziende si sono dovute cimentare in vendemmie più impegnative del previsto, poiché è stato indispensabile cernere le uve separando gli acini turgidi da quelli avvizziti e scottati, perdendo tempo e prodotto, ma le selezioni così ottenute si possono dire di eccezionale qualità.
Probabilmente le uve destinate a Rosati e Chiaretti non sapranno esprimere la finezza olfattiva di stagioni fredde, ma è pressoché certo che la qualità dei rossi 2011 farà dimenticare a tutti le delusioni del 2010.

In definitiva, si può affermare che la qualità ottenuta nel 2011 è stata assolutamente eccezionale per tutti i parametri in Franciacorta (l’unica zona viticola ad aver concluso le vendemmie entro il 20 Agosto e quindi ad essere quasi per nulla interessata dal grande caldo), mentre le uve più tardive, che hanno dovuto subire la calura agostana hanno sì espresso qualità elevatissime, tuttavia a costo di forti selezioni in vendemmia che spesso hanno determinato minori produzioni ad ettaro.
Per le quantità raccolte, a dispetto delle “mitiche” previsioni – o meglio preveggenze - che ogni anno a luglio preannunciano ottime quantità e altrettanto ottime qualità, non si può certo dire che quest’anno l’uva sia tanta: tranne che per la Franciacorta, pressoché ovunque ci sono cali produttivi più o meno consistenti a seconda delle zone e delle varietà, con punte del 20-30% in meno rispetto ai limiti dei disciplinari in alcuni vigneti. Anche per questo aspetto, tuttavia, si riscontrano eccezioni considerevoli, dato che alcune – ma poche – aziende hanno prodotto più del 2010.

Marco Tonni




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