IL BENESSERE A TAVOLA

A cura di Gudrun Dalla Via
[dallavia@asa-press.com]


I CAVOLI: SALUTE, BELLEZZA E SAPORE

In realtà, parlare dei soli cavoli sarebbe riduttivo: prendiamo in considerazione tutta la numerosa famiglia delle Crucifere che comprende più di 2000 specie, presenti in tutti i continenti. In Italia ne abbiamo un buon numero, per esempio: Brassica (cavolo, rapa, cavolfiore, colza ecc.); Sinapis ( tra cui la senape); Raphanus (ravanello e simili); Eruca (p.e.rucola).
Molte piante della famiglia delle Crucifere sono dotate di proprietà medicinali (quelle antiscorbutiche, per esempio, sono note dai tempi in cui i grandi velieri navigavano alla scoperta di nuovi continenti), e moltissime sono coltivate come piante ornamentali.
Sono piante erbacee, e possono essere annue o perenni.

UN ALIMENTO PREZIOSO
Tutta la famiglia delle crucifere alimentari è un’ottima fonte di minerali – potassio, magnesio, zolfo, calcio – e di vitamine – A, C e K – In particolare il cavolo è ricco di indoli – contenenti zolfo – i quali aiutano a prevenire alcuni tumori, soprattutto quelli allo stomaco, al colon, alla prostata e alla vescica.
La vitamina C invece, oltre ad aiutare l’organismo a prevenire le malattie da raffreddamento, interviene nella biosintesi del collagene.
Inoltre, il cavolo è ricco di fibre che influiscono sull’intestino regolandolo e migliorandone la funzionalità.
L’apporto calorico è modesto: 25 Kcal per 100 g, pochi grassi e naturalmente zero colesterolo.
Per quanto riguarda “l’odore di cavolo” il rimedio c’è: per esempio si può evitare l’inconveniente aggiungendo dell’aceto o mezzo limone con la buccia nell’acqua della cottura (l’aceto infatti limita la presenza di componenti volatili contenenti zolfo). In ogni caso è preferibile consumare l’ortaggio crudo perché la cottura in acqua abbassa il contenuto di vitamine – si verifica un calo tra il 25% e il 40% - e delle sostanze antitumorali che diminuiscono del 50%. Vi sono tantissimi piatti gustosi, a base di crocifere crude.



PER UNA DIGESTIONE PERFETTA

C’è chi afferma di non digerire bene i cavoli. Però molto dipende dal tipo di cavolo scelto, cioè dalla varietà botanica, ma anche dal tipo di coltivazione, dalla freschezza, e soprattutto dal tipo di preparazione.
Le verdure crude sono quasi sempre più facilmente digeribili rispetto a quelle cotte. La cottura breve è comunque preferibile, rispetto a quella lunga, anche sotto il profilo della digeribilità. Brasare o cuocere a vapore dà luogo a piatti più digeribili rispetto alla lessatura – almeno per la maggior parte delle persone. Cuocere in forno o sulla piastra è preferibile alla frittura, ma anche qui dipende molto dai particolari della tecnica.
Infine, mentre riscaldamento o ricottura possono essere accettabili per le crocifere a foglia o a radice, possono diventare di digestione difficilissima quelle a fiori, cioè cavolfiore, broccolo, cavolo broccolo e cavolini di Bruxelles.
C’è chi si lamenta di flatulenza, dopo il consumo di alcuni tipi di cavolo. Tuttavia, la formazione di gas intestinali, o di gonfiori, non ha un diretto legame con la digeribilità delle crocifere: si può benissimo gustare un piatto, digerirlo perfettamente, ma avvertire ugualmente una maggiore formazione di gas rispetto al solito. La colpa non è necessariamente dei cavoli – almeno non soltanto. Può trattarsi anche della combinazione tra i vari ingredienti del piatto o del pasto. Molte ricette tradizionali suggeriscono l’uso di carni grasse, spesso di maiale insieme ai cavoli. Effettivamente si ottengono dei piatti particolarmente saporiti, e anche assai calorici, quindi più adatti alla stagione invernale. Chi soffre di flatulenza ma ama i piatti a base di cavoli e dei loro parenti stretti può provare preparazioni più “leggere”, le quali sono anche più adatte alle abitudini di vita moderna. Quindi, al posto di pancetta, lardo, strutto, grasso d’oca, possiamo ricorrere all’olio di oliva, allo yogurt, magari ad un po’ di burro fuso, e probabilmente il ventre sarà meno gonfio. L’aggiunta di semi di finocchio o di anice, di foglie di alloro, di un rametto di rosmarino o di qualche pezzetto di zenzero può ridurre notevolmente la tendenza a produrre flatulenza. Inoltre, meno il cavolo è cotto, e meno tende a formare gas intestinale. Infine, la flatulenza si forma più facilmente in persone che conducono vita sedentaria; magari i piatti più “rustici” possono essere riservati ai giorni in cui comunque facciamo più movimento.

UNA FARMACIA GUSTOSA
Le virtù salutari attribuite ai cavoli, e alle crucifere in generale, sono davvero numerose. Ecco un elenco, né completo né definitivo, che però sicuramente incoraggerà a dare a questi ortaggi un posto di onore in tavola.
Migliora digestione, metabolismo e circolazione; favorisce la produzione cellulare, accelerando quindi il processo di cicatrizzazione delle ferite; combatte le infiammazioni delle vie respiratorie; è utile contro gastriti e ulcere gastroduodenali, colite, acne, dermatosi.
Previene e cura le ulcere (soprattutto se assunto sotto forma di succo), stimola il sistema immunitario, combatte batteri e virus, favorisce la crescita nei bambini, favorisce la longevità, regola la pressione arteriosa.
Contribuisce a proteggere da: malattie cardiovascolari, ictus, tubercolosi, asma, anemia, scorbuto, alcune malattie degli occhi, p.e. la cataratta, gotta, reumatismo, piorrea, cancrena.
Previene tumori di vari tipi e favorisce la guarigione.

IL SUCCO FRESCO
Il succo di cavolo cappuccio è particolarmente apprezzato come rimedio contro l’ulcera gastrica ma anche come cura disintossicante e remineralizzante.
Per ottenere il succo fresco di cavolo è utile disporre di una centrifuga. Altrimenti si possono frullare le foglie mondate e lavate fino ad ottenere una poltiglia fine, e poi passare questa attraverso un setaccio foderato con un telo.
Se desiderate variare sapore o se non sempre trovate cavoli cappuccio freschi potete alternare anche con altri tipi di cavoli; l’efficacia per combattere e prevenire l’ulcera sarà un po’ minore ma pur sempre molto elevata. (fine box)

RICETTARIO DI BELLEZZA
Se desiderate dei cosmetici freschi, “100 % sostanza funzionale” potete divertirvi, finché siete in cucina. Però preparate solo piccole quantità per volta; quello che avanza lo potete mettere in frigorifero, ben coperto, ma lo dovrete consumare entro un paio di giorni.
Gli ingredienti principali possono essere ravanelli, navoni, centrifugato fresco (“succo”) di cavolo cappuccio o broccolo, e acqua di cottura dell’uno o dell’altro. L'acqua di cottura possiede azione tonica, antinfiammatoria, rigenerante e cicatrizzante per l'epidermide; il succo è utile in prodotti estemporanei vitalizzanti contro screpolature, scottature solari e acne.

Maschera purificante
Utile per pelli grassi e acneiche
2 cucchiai di argilla ventilata
1 cucchiaio di centrifugato fresco di cavolo, oppure del liquido dei crauti
½ cucchiaino d’olio
Mescolare accuratamente gli ingredienti, applicare sul viso lasciando libera la zona intorno agli occhi. Rimanere in posizione rilassata per almeno venti minuti, sciacquare con abbondante acqua tiepida e applicare una crema idratante.

Maschera tonificante
100 g di foglie fresche di cavoli
Fecola di patate o farina di riso quanto basta per ottenere un impasto morbido
2 gocce di olio essenziale di rosmarino
Lavare e mondare le foglie di cavolo e porle nel frullatore fino ad ottenere una massa omogenea. (Se il frullato fosse poco omogeneo – dipende dall’elettrodomestico usato – aggiungere poca acqua: giusto quanto basta per ridurre in una poltiglia morbida le foglie di cavoli). Aggiungere gli altri ingredienti ed applicare subito, lasciando libera la zona perioculare. Lasciar agire per 15-20 minuti; sciacquare ed applicare una lozione rinfrescante.

Lozione rinfrescante per pelle grassa o atonica
1 mazzetto di ravanelli
Acqua quanto basta
Lavate e mondate i ravanelli e le foglie sane. Frullate con poca acqua: quanto basta per ottenere un liquido leggermente denso. Stendete con le mani sulla pelle del viso, lasciate agire per pochi minuti, sciacquate con acqua fresca ed applicate una crema idratante.

Peeling con mais e cavolo
2 cucchiai di farina di mais
1-2 cucchiai di succo di crauti (il liquido di governo oppure crauti centrifugati)
Mescolate e applicate con le mani o con una spugnetta sul viso e sulle parti del corpo dove la pelle tende ad essere più spessa e ruvida: gomiti, ginocchia, talloni. Massaggiate: con delicatezza il viso, più energicamente le altre parti. Sciacquate e, occorrendo, ripetete.

Pelle screpolata
Lavate e lisciate bene delle foglie di cavolo, immergetele in olio per dieci minuti e appoggiatele sulla pelle. Fissate con un leggero bendaggio di garza e lasciate in posa per almeno mezz’ora. Spesso basta una sola applicazione per ritrovare la pelle liscia e morbida.

Foruncoli, punti neri
Tutte le impurità e le infiammazioni reagiscono benissimo ad un impiastro con foglie di cavolo. Lavate una foglia di cavolo, asciugate con delicatezza, togliete le vene più dure e tagliate a misura per coprire la parte di pelle: uno o più foruncoli. Adagiate sulla pelle, sovrapponete una garza (o un fazzoletto di carta) e fissate con dei cerotti. Tenete in posa per un’ora circa. Se il foruncolo è molto grosso e infetto, è utile tenere l’impiastro per tutta la notte. In tal caso preparatelo con 5 o 6 foglie sovrapposte. Oppure appoggiate una fetta di navone e lasciate in posa finché diventa calda o cambia colore. Se la zona da trattare è vasta, può essere più comodo grattugiare i navoni e applicare la poltiglia morbida.

Lentiggini
Usate il succo di crauti regolarmente, al posto del tonico, cioè dopo aver deterso il viso e prima di applicare una crema.

Frizione per il cuoio capelluto
Per riequilibrare il cuoio capelluto, sia grasso che con forfora o pruriginoso, il succo di crauti fa ottimi servizi. Usate il liquido di governo oppure preparate un centrifugato di crauti. Conservato in frigorifero può durare alcuni giorni. Frizionate accuratamente tutto il cuoio capelluto con il liquido, prima di procedere allo shampoo.
Ricordate che la salute dei capelli dipende anche tanto dall’alimentazione. Quindi … portate molto spesso in tavola i cavoli, e le crocifere in generale.

Occhi brillanti
Troppo lavoro o troppa TV o troppo computer? Imbevete della garza o dei dischetti di cotone nel succo fresco di cavolo e lasciate sugli occhi per circa 15 minuti.

(Articolo pubblicato su Esthetitaly n. 4, 2010
Approfondimenti sull’argomento su “Cavoli, cavolfiori e broccoli” di Gudrun Dalla Via, casa editrice Red)


Vai all'indice di Il Benessere a Tavola