QUALITA'

Confeuro: l’Italia faccia sentire la sua voce contro l’abolizione dell’etichettatura facoltativa delle carni bovine

Da agosto 2011 (e ora atteso in seconda lettura nel prossimo Consiglio dei Ministri europeo) si sta discutendo in sede europea della possibilità di modificare il regolamento 1870/200 sull’etichettatura facoltativa delle carni bovine. La proposta – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – ha come oggetto la soppressione della normativa fino ad ora vigente. E’ però tuttavia incredibile e incomprensibile come nel mezzo di una fase recessiva senza precedenti si valuti la possibilità di aumentare ulteriormente la perdita di fiducia dei consumatori verso il mondo agroalimentare.
Modifiche di questo genere – continua Tiso – non otterranno altro risultato che insinuare gravi dubbi sulla qualità delle produzioni, nonché sulla loro genuinità e salubrità. D’altronde, se non per impedire alle aziende virtuose di farlo, non si capisce il senso di abolire un qualcosa che è già facoltativo e quindi non obbligatorio.
La motivazione fino ad ora sostenuta a favore della sua modifica è quella economica (l’etichettatura facoltativa ha un costo per l’Europa di € 320.000,00), ma i suoi vantaggi sono molto più significativi e generano un clima di fiducia verso il primario di cui oggi più che mai vi è assoluto bisogno.
Come Confeuro – prosegue Tiso – intendiamo opporci con tutte le nostre forze alla modifica di quei provvedimenti capaci di valorizzare la qualità delle produzioni nostrane e di tutelare i diritti dei consumatori; ed è per questo che, al fianco di altre organizzazioni del settore come UNICARVE che per prime hanno evidenziato i rischi di questi interventi normativi, auspichiamo una presa di posizione fortemente contraria e incisiva del governo italiano. (www.confeuro.it)


 


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