Newsletter 85 / 22.12.2008


Una banca dati per la sicurezza alimentare
Natale 2008, Ministro Zaia: "sciopero dell'ananas" per difendere il made in Italy
Consumi per Natale: + 8% la spesa fatta direttamente in campagna
Fra Natale e l'Epifania 350 mila ospiti per l'agriturismo
Crisi: migliaia di imprese agricole rischiano di chiudere
Rimandato il vertice WTO

IN OCCASIONE DELLE PROSSIME FESTIVITA’ L’AUGURIO DI PACE E SERENITA’



Una banca dati per la sicurezza alimentare
Secondo il rapporto dell’Eurispes 2008 il nostro Paese perde ogni anno 2,8 miliardi di euro a causa delle contraffazioni, il cui business raggiunge invece la cifra di 52,6 miliardi di euro.
Per arginare la circolazione del cibo ‘taroccato’ e rafforzare il controllo sulla sicurezza dei prodotti, il Dipartimento Identità Culturale (Dic) del Cnr e l’università di Pisa hanno di recente avviato una nuova iniziativa, stipulando un accordo per istituire un Osservatorio sul diritto agroalimentare, che ha fra i suoi obiettivi la realizzazione di una Banca dati on line della normativa nel settore. Rispetto a quelle già esistenti, questo Data base consentirà una consultazione più agevole: le leggi, la giurisprudenza, anche internazionale, le regole esistenti in materia saranno ordinate e raggruppate in modo sistematico e critico. I prodotti saranno "schedati" e messi in relazione con gli atti (contratti collettivi, accordi interprofessionali, posizioni assunte da organizzazioni) e i documenti correlati ad ogni livello. La scelta di utilizzare un linguaggio comprensibile a chiunque, permetterà a questa banca dati una forte ricaduta pratica, non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per il semplice cittadino che vuole conoscere la normativa vigente relativa a un alimento.
www.politicheagricole.it
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Natale 2008, Ministro Zaia: "sciopero dell'ananas" per difendere il made in Italy
Sì a zampone e cotechino e no ai prodotti fuori stagione, che non appartengono alla nostra tradizione e che, spesso, vengono coltivati in Paesi dove è ancora possibile utilizzare insetticidi epatotossici. E' quanto ha affermato il ministro Luca Zaia in occasione dell'incontro con i giornalisti, italiani e stranieri, organizzato il 16 dicembre al Mipaaf, in vista delle imminenti festività natalizie, per ringraziarli della rinnovata attenzione riservata all'agricoltura italiana e per tracciare un bilancio del lavoro svolto in questi primi otto mesi di lavoro. "Abbiamo costruito insieme il nuovo rinascimento agricolo italiano, restituendo al settore il ruolo e l'immagine autorevole che gli spettano", ha affermato il ministro Luca Zaia, in occasione dell'incontro con i giornalisti, italiani e stranieri, organizzato il 16 dicembre al Mipaaf, in vista delle imminenti festività natalizie, per ringraziarli della rinnovata attenzione riservata all'agricoltura italiana e per tracciare un bilancio del lavoro svolto in questi primi otto mesi di lavoro.
"L'agricoltura italiana sta cambiando, ha affermato Zaia, e il vecchio stereotipo del contadino non esiste più. L'agricoltura è giovane, ha sottolineato il Ministro, ed infatti mi arrivano numerose richieste di ragazzi che, pur non essendo figli di agricoltori, vogliono intraprendere questa strada. A noi il compito di sostenerli e aiutarli, a voi quello di raccontare un mondo uscito finalmente dal cono d'ombra cui era stato relegato".
"Sappiamo fare qualità, ha continuato il ministro Zaia, e la qualità non è un lusso, ma uno standard dell'agroalimentare italiano; stiamo infatti lavorando per la difesa del made in Italy, sia attraverso la valorizzazione del lavoro dei giovani che attraverso il Disegno di legge sulla competitività del sistema agroalimentare italiano che, per la prima volta, introduce nel nostro Paese l'obbligo di indicare l'origine dei prodotti in etichetta, che, ha sottolineato il Ministro, non vuole essere assolutamente un'angheria contro qualcuno".
"Mi immagino, ha spiegato il Ministro, il punto vendita del futuro in cui il consumatore può scegliere di dirigersi verso il comparto 'made in Italy' o quello internazionale, perché l'Europa delle multinazionali e dei gusti standardizzati non ci piace."
Il Ministro ha poi rivolto un invito a tutti i presenti: "per Natale consumate e regalate i prodotti del territorio, come lo zampone ad esempio, abbiamo 4.500 prodotti tipici che sono il simbolo del nostro Paese; certo a dicembre non ci saranno tutti, ma almeno 2000 si!"
"Dobbiamo lanciare lo sciopero dell'anas, ha continuato il Ministro, e di tutti quei prodotti che nulla hanno a che vedere con l'agricoltura italiana. Sì, quindi, a zampone e cotechino. E no, invece, ai prodotti fuori stagione, che non appartengono alla nostra tradizione e che, spesso, vengono coltivati in Paesi dove è ancora possibile utilizzare insetticidi epatotossici, e talvolta, cancerogeni.".
Per quanto riguarda l'allarme, scattato in questi giorni, per gli alti livelli di diossina trovati in alcuni maiali allevati in Irlanda, il Ministro ha sottolineato che "la carne di maiale è sicura se proviene dai nostri allevamenti ed inoltre possiamo garantire che in Italia i controlli funzionano; in un anno abbiamo effettuato oltre 8.000 controlli sulla qualità dei prodotti agroalimentari ed abbiamo inaugurato la stagione della 'tolleranza zero' per difendere produttori e consumatori".
In conclusione, il Ministro, rispondendo alla domanda di un giornalista sulla questione dell'utilizzo di alcolici e vino tra i giovani, ha affermato: "Per me chi guida non deve toccare alcool. Nella mia esperienza di presidente della Provincia di Treviso ho fatto un'esperienza che considero positiva, ha spiegato Zaia. Quando arrivai i morti erano 167 ed era la Provincia più a rischio per gli incidenti stradali, dopo uno sforzo congiunto di tutte le istituzioni, con un progetto ad hoc, siamo riusciti a dimezzare quei morti scendendo a 60-70". Zaia ha poi aggiunto che "sulla questione della sicurezza stradale mi affido all'esperienza e alle decisioni dei Ministri competenti."
Rispondendo alle altre domande dei giornalisti presenti, il Ministro è tornato a parlare anche di ippica. "Quella che abbiamo avviato è una vera e propria rivoluzione, che farà pulizia del passato, per salvare 'uomini e cavalli'. Il Disegno di legge approvato dal Parlamento, ha detto Zaia, è la prima pietra per la riorganizzazione del settore ippico italiano. Prevede infatti la destinazione dello 0,70% delle somme giocate con le slot-machine in particolare per il montepremi. Si tratta di una riforma che salverà oltre 50 mila famiglie, oltre ad essere a costo zero per la collettività. L'Unire dovrà poi indicare, entro il 31 gennaio di ogni anno, la destinazione dei fondi assegnati in regime di assoluta chiarezza e dovrà presentare un piano industriale annuale che passerà al vaglio del Ministro in persona. L'ippica deve cambiare le proprie fondamenta e l'immagine distorta che ha nel tempo acquisito".
Infine, per quanto riguarda gli aiuti agli indigenti, il ministro Zaia ha sottolineato che "l'Europa ha assegnato al nostro Paese il plafond più alto in assoluto: 129 milioni di euro, ossia il 26% del totale dei fondi comunitari. Questa somma sarà utilizzata per acquistare, riso, zucchero, cereali, prodotti lattiero - caseari come il Parmigiano, da distribuire agli oltre sette milioni di persone che vivono con meno di 600 euro al mese".
www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Consumi per Natale: + 8% la spesa fatta direttamente in campagna
Un italiano su due (52 per cento) ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita nel 2008 battendo nell’alimentare negozi (- 1,3 per cento) ed ipermercati (+1,8 per cento) grazie ad un incremento dell’ 8 per cento del valore delle vendite per un totale stimato in 2,7 miliardi di Euro. E’ quanto è emerso dal “Rapporto sugli acquisti dei prodotti alimentari direttamente dalle imprese agricole”, realizzato da Coldiretti/Agri2000 e presentato in occasione delle festività di Natale quando si prevede un vero boom per la spesa di campagna e per il turismo enogastronomico con gli acquisti in fattorie, cantine e mercatini per cenoni e regali convenienti e originali. Dei circa 2,7 miliardi di euro ben il 43 per cento - sottolinea la Coldiretti - viene speso per l’acquisto di vino in cantina, mentre il 23 per cento dall’ortofrutta, il 12 per cento per i formaggi, il 7 per cento per carni e salumi, il 6 per cento per l’olio di oliva e il 5 per cento per le piante ornamentali.
Si tratta - continua la Coldiretti - di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo dopo i recenti allarmi alimentari, dai maiali alla diossina irlandesi al latte alla melamina cinese. Tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (63 per cento) seguita dal gusto (39 per cento) e dal risparmio (28 per cento). Ma esistono anche - continua la Coldiretti - enormi spazi di crescita con quasi la metà (44 per cento) dei consumatori che non effettuano acquisti direttamente dai produttori e che non lo fanno perchè non sanno a chi rivolgersi o dove andare, tanto che l’88 per cento della popolazione si recherebbe in un farmers market se c’è ne fosse uno nella propria zona.
Nel 2008 sono saliti a 60.700 con un aumento boom del 57 per cento rispetto al 2001 e del 6 per cento rispetto al 2007, i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente, secondo il rapporto dell’Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti e Agri2000. Si tratta di ben il 7 per cento del totale delle aziende agricole italiane iscritte alle Camere di commercio, diffuse in tutte le Regioni con in testa la Toscana con diecimila aziende (17 per cento del totale) seguita da Lombardia (l’11 per cento), Piemonte (i l 10 per cento), Sicilia, Abruzzo, Veneto ed Emilia Romagna (tra l’8 e il 9 per cento del totale) e le altre regioni in cui l’incidenza non supera il 5 per cento.
Oltre due imprese agricole su tre (68 per cento) utilizzano per vendere locali adattati all’interno dell’azienda, mentre il 14 per cento dispone di un vero negozio aziendale e ben il 30 per cento partecipa a mercati e fiere locali molto diffusi in occasione del Natale. In forte crescita, con il 6 per cento del totale, le consegne a domicilio mentre - continua la Coldiretti - ancora ridotti con il 2 per cento sono i casi di apertura di negozi in città.
“La vendita diretta è una opportunità per il Paese con un aumento della concorrenza che va a beneficio delle imprese agricole e dei consumatori che possono così risparmiare e garantirsi acquisti sicuri e di qualità” afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini” nel sottolineare che “è anche una occasione far conoscere e divulgare i veri sapori della tradizione italiana per poterli riconoscere in tutte le altre forme di vendita senza cadere nell’inganno del falso made in Italy”.
www.coldiretti.it
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Fra Natale e l'Epifania 350 mila ospiti per l'agriturismo
Secondo Agriturist, l’associazione agrituristica di Confagricoltura, le prossime feste si annunciano moderatamente positive per l’agriturismo dopo i dispiaceri dell’estate e di un autunno molto piovoso: fra Natale e l’Epifania, anche grazie alle favorevoli previsioni meteo, saranno 350 mila gli ospiti delle aziende agricole italiane per poco più di 900 mila presenze, e saranno serviti non meno di 1,2 milioni di pasti a base di specialità della cucina tipica regionale.
Così il 2008 dovrebbe chiudersi, per l’agriturismo, con un risultato sostanzialmente stabile rispetto al 2007 che, secondo i rilevamenti ISTAT, aveva fatto registrare 1,1 milioni di ospiti con 8,2 milioni di presenze, con una permanenza media di 4,65 giorni e una utilizzazione media annua dei posti letto pari a 49 giorni. Pur considerando i dati ISTAT ancora sensibilmente distanti dalla realtà, per difetto, Agriturist rileva che le cifre dell’agriturismo 2008 risentiranno pesantemente della crisi economica generale, ma tuttavia evidenziano una buona capacità di reazione del settore alle difficili condizioni del mercato, soprattutto sul versante del contenimento dei prezzi e di un maggiore impegno nella promozione. Il fatturato dell’agriturismo 2008 si confermerà, secondo Agriturist, di poco superiore al miliardo di euro con una flessione del reddito medio per azienda nell’ordine del 15%, determinato dalla crescita dell’offerta (che Agriturist stima, per il 2008, + 5%) e dei costi di gestione (+ 10%).
Nelle 15.600 aziende agrituristiche che offrono alloggio, la permanenza media, durante le prossime festività di fine 2008 e inizio 2009, sarà di 2,6 giorni, in leggero rialzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso grazie al succedersi di “feste comandate” e fine settimana. Buono, come sempre in questo periodo, l’andamento delle prenotazioni per chi propone anche la ristorazione (circa 7.600 aziende); in lieve crescita la richiesta di aziende con alloggio in appartamenti (circa 8.000) dove gli ospiti possono realizzare qualche economia cucinando da sé, dopo aver fatto shopping gastronomico nei dintorni. I visitatori giornalieri, per ristorazione e passeggiate a cavallo, saranno circa 700 mila.
I listini dei prezzi per le prossime feste sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2007; ma la diffusione, anche nell’agriturismo, delle offerte last minute, fa registrare in questi ultimi giorni riduzioni anche del 20%. Nella maggior parte dei casi, per un pernottamento con prima colazione si spende fra 40 e 60 euro; per la mezza pensione da 80 a 100 euro al giorno; il cenone di Capodanno va da 40 a 60 euro. Per Capodanno è ancora disponibile un 10% di posti letto, negli altri periodi il 35%.
Per quanto riguarda le regioni preferite, secondo un’indagine condotta sulla frequentazione del portale internet www.agriturist.it, al primo posto la Toscana, seguita da Lombardia, Sicilia, Lazio e Piemonte. Esaminando le microaree di destinazione, preferito è il Chianti senese, seguito da Catania-Etna, Perugia-Assisi, e Verona-Lago di Garda.
www.confagricoltura.it
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Crisi: migliaia di imprese agricole rischiano di chiudere
Costi produttivi e oneri sociali raddoppiati, prezzi sui campi a picco, redditi sempre più in caduta libera per gli agricoltori italiani. Migliaia di imprese rischiano di chiudere i battenti. Occorrono subito misure straordinarie per contrastare una crisi che non ha precedenti nella storia recente della nostra agricoltura. Il grido di allarme viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha annunciato il proseguimento della mobilitazione sia a livello territoriale e che nazionale, dopo le manifestazioni che si sono svolte nello scorso mese di novembre e culminate con il sit-in a Roma, davanti alla Camera dei deputati.
Siamo in presenza di uno scenario sempre più fosco e il futuro, senza interventi mirati, appare molto incerto per gli imprenditori agricoli su cui pesano in maniera opprimente -avverte la Cia- i riflessi negativi dei costi produttivi (concimi in testa) e degli oneri sociali. Costi che oggi incidono nella gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e l’85 per cento per cento. Solo nello scorso mese di ottobre l’incremento è stato di oltre il 7 per cento rispetto all’analogo periodo del 2007. I rincari hanno coinvolto tutti i fattori della produzione agricola. Si hanno aumenti stellari per i concimi, con un più 60,9 per cento, per il gasolio (più 7,7 per cento), per l’energia elettrica (più 4,2 per cento), per le sementi (più 2,5 per cento), per gli antiparassitari (più 3,5 per cento).
Non solo. A questi aumenti, che negli ultimi anni hanno frenato l’attività imprenditoriale con un crescendo impressionate, si aggiungono -nota la Cia- anche gli oneri previdenziali (in poco meno di due anni sono cresciuti del 25,7 per cento) e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività.
A rendere più incerto il quadro agricolo del nostro Paese è il crollo verticale dei prezzi praticati sui campi che -sottolinea la Cia- nello scorso mese di ottobre sono scesi, in media, del 6,8 per cento, con punte anche del 35 per cento per i cereali.
E tutto ciò sta avendo riflessi negativi per i redditi dei produttori agricoli. Le stime di quest’anno prevedono una flessione tra l’1,5 e il 2,2 per cento, che fa seguito al meno 10,4 per cento del 2005, al meno 3,4 per cento del 2006 e al meno 2 per cento del 2007. I nostri imprenditori, in dieci anni, hanno visto scendere i loro redditi del 18,7 per cento, con una media superiore al 2 per cento annuo. Dal 2004 la situazione è precipitata in maniera drammatica, determinando il calo più marcato tra i paesi europei.
www.cia.it
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Rimandato il vertice WTO
La partita del WTO subisce, per ora, una battuta di arresto. Bruxelles sottolinea che l'occasione è troppo importante per venire sprecata in discussioni "affrettate", tuttavia ogni sforzo deve essere fatto per raggiungere la massima convergenza tra i paesi e proseguire il lavoro svolto fin'ora anche nella fase della nuova presidenza americana, con la quale i negoziati potranno riprendere all'indomani del suo insediamento nei primi mesi del 2009. Nel frattempo, si legge nel comunicato, "l'Europa continuerà a mantenere un ruolo di guida nei negoziati, sperando che il Wto resista alle pressioni protezioniste".
Sulla questione è intervenuto anche il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, per cui la sospensione dei negoziati a data da destinarsi non va vista in un'ottica negativa, almeno per l'Italia. "A questo punto – ha precisato Zaia - riteniamo che il fallimento, non ancora formale, del tentativo fatto dal Direttore Generale Lamy, sia la soluzione migliore rispetto a conclusioni parziali della ministeriale che si limitassero a consolidare i risultati fin qui conseguiti, notoriamente carenti di punti giudicati dall'Italia prioritari, quali l'estensione della protezione per le indicazioni geografiche e l'avvio del registro multilaterale."
"In ogni caso – ha precisato il Ministro - attendiamo l'annuncio formale del fallimento, che dovrebbe essere dato nel corso della prossima settimana dal TNC (Trade Negotiations Committee) che sarà seguito dal Consiglio Generale".
"Al momento infatti – ha concluso il Ministro – non vi sono i presupposti necessari per giungere a conclusioni che possano ritenersi soddisfacente per tutti gli interessi in causa".
www.wto.org
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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