Newsletter 83 / 8.12.2008


9 mln di euro a produttori italiani di patate
Prorogati i tempi per raccolta uva e produzione vino
Progetto sulla tracciabilità del grano per fronteggiare micotossine
Natale: la crisi non colpisce il vino
Boom export tartufi made in Italy
In spazzatura il 10 % della spesa



9 mln di euro a produttori italiani di patate
''Per l'Italia l'autorizzazione europea rappresenta un ulteriore passo in avanti nella tutela e la valorizzazione della produzione e commercializzazione delle patate italiane''. Con queste parole il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, ha commentato il via libera della Commissione Europea al regime nazionale di aiuti in favore del settore pataticolo. La Commissione Ue ha ritenuto compatibile con le regole comunitarie il programma di aiuti nazionali per l'anno 2008, che saranno erogati fino al 31 dicembre 2011.
''I 9 milioni di euro stanziati per l'anno 2008 - ha spiegato il ministro - serviranno principalmente a sostenere l'attuazione dell'accordo interprofessionale 2008 per le patate destinate alla trasformazione industriale. L'obiettivo - ha aggiunto Zaia - e' avviare alla trasformazione per la prima annualita' almeno 160.000 tonnellate di prodotto. Nell'ambito della filiera si dara' inoltre vita a un programma sperimentale triennale per trovare nuove forme di integrazione che consentano di contenere i costi di produzione entro valori competitivi con quelli della concorrenza del Nord Europa''. res-map/dnp/alf
www.asca.it
[Indice]


Prorogati i tempi per raccolta uva e produzione vino
E' stata accolta, a Bruxelles, la richiesta italiana di offrire agli Stati membri dell'Ue la possibilità di prorogare al 15 gennaio 2009 il termine ultimo per presentare le dichiarazioni di raccolta uve e produzione vino. La decisione è stata assunta dal Comitato di gestione OCM unica - settore vino, svoltosi il 2 dicembre, che ha espresso parere favorevole sul progetto di regolamento presentato dalla Commissione dell'Ue sulla base delle richieste formulate dalla delegazione italiana. Il progetto sarà pubblicato al più presto sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea ed è applicabile a decorrere dal 10 dicembre 2008. Non appena il Regolamento sarà pubblicato, verrà adottato il decreto ministeriale di proroga della data al 15 gennaio 2009. Sono previste sanzioni pecuniarie nazionali in casi di mancata o ritardata presentazione delle dichiarazioni.
"Sono soddisfatto della decisione assunta a Bruxelles, dove ancora una volta le richieste italiane sono state considerate con grande attenzione. Sono certo – ha spiegato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia – che i rappresentanti del settore vitivinicolo nazionale accoglieranno con particolare favore la notizia della proroga". "Con la nostra proposta, infatti – ha precisato Zaia - abbiamo voluto dar voce alle esigenze del comparto e alle istanze delle regioni".
La richiesta di prevedere la proroga del termine per la presentazione delle dichiarazioni di produzione vino - la cui data ultima è prevista per il 10 dicembre di ciascun anno - era infatti stata formulata dagli Assessori regionali nel corso dell'ultima riunione del Comitato tecnico permanente di coordinamento in agricoltura del 13 novembre 2008. La stessa richiesta era stata formulata anche dalle maggiori Organizzazioni professionali. www.politicheagricole.it

[Indice]


Progetto sulla tracciabilità del grano per fronteggiare micotossine
I fattori geografici e stagionali hanno un ruolo decisivo nello sviluppo di contaminazioni da micotossine nei cereali lungo la filiera. In un momento in cui la tutela della sicurezza alimentare è requisito sostanziale nelle attività produttive, occorre lavorare alle soluzioni organizzative che possano garantirne il massimo livello in ogni area e condizione operativa. È con questo obiettivo che Fedagri-Confcooperative ha realizzato il progetto di tracciabilità dell’origine e dell’assenza di micotossine nella filiera cooperativa del grano che oggi è stato presentato agli operatori del settore, presso il Consorzio Agrario di Ravenna, alla presenza di una nutrita platea di operatori del settore.
“Il progetto di tracciabilità del frumento costituisce il completamento di un percorso avviato da Fedagri in materia di tracciabilità delle produzioni della filiera cooperativa e assume valore particolare in vista della prossima campagna - ha detto Giovanni Rizzo, presidente del settore Agricolo e Servizi di Fedagri-Confcooperative - alla luce delle criticità emerse con il raccolto 2008 nel Nord Italia, complice un andamento meteorologico avverso”. “Esso vuole essere quindi – ha proseguito Rizzo - uno strumento in più a disposizione degli operatori per accompagnare efficacemente le buone pratiche agricole, la programmazione degli investimenti colturali, la gestione dello stoccaggio e di conseguenza una collocazione sul mercato, che restano i presupposti fondamentali delle produzioni di qualità, nell’interesse economico di tutti gli attori della filiera e della sicurezza del consumatore”. www.fedagri.confcooperative.it
[Indice]


Natale: la crisi non colpisce il vino
A Natale il vino “made in Italy” dribbla la crisi. Si stapperanno più di 80 milioni di bottiglie, il 94% di produzione nazionale, con un aumento, in valore, del 3,5% rispetto al 2007. A vincere sarà la qualità e soprattutto le denominazioni di origine che cresceranno, in quantità, del 2,2 per cento. A segnalarlo è la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori per la quale si conferma l’andamento al rialzo dei consumi delle produzioni “etichettate”, mentre risultano in flessione (meno 3,6%) per i vini sfusi. I “rossi” ancora una volta saranno preferiti ai “bianchi”, con un rapporto di 4 su 5. Una tendenza, questa, che si consolida -afferma la Cia- proprio nel periodo invernale e che durante le feste natalizie aggiunge il suo apice.
Sulle tavole di Natale, quindi, non mancherà un buon bicchiere di vino. La scelta degli italiani -sottolinea la Cia- sarà rivolta soprattutto alle produzioni a denominazione d’origine, i cui prezzi si sono mantenuti, tranne qualche eccezione, pressoché stabili rispetto alle feste dell’anno passato. Dunque, spazio ai 316 Doc, ai 120 Igt e ai 41 Docg, che rappresentano più del 65 per cento della produzione nazionale. Così anche gli acquisti di vino da parte dei nostri connazionali -rileva la Cia- si fanno più attenti e l’occhio è rivolto alla qualità. Non si compra più vino tanto per bere. Ma si acquistano bottiglie di marca che racchiudono particolari caratteristiche. Pertanto, un acquisto mirato dove si riscontra un vero exploit per il “classico”. Non solo. Anche tra i regali natalizi il vino -ricorda la Cia- è uno dei più gettonati. Nell’85 per cento dei “pacchi-dono” c’è una o più bottiglie di vino a denominazione d’origine. Gli acquisti di vino -sostiene la Cia- verranno spartiti tra supermercati (dove si trovano bottiglie “etichettate” per tutti i gusti e prezzi) ed enoteche, che riescono a mantenere, pur con qualche difficoltà, un soddisfacente trend.
Da registrare, infine, un deciso aumento dei vini “biologici” che conquistano -conclude la Cia- spazi sempre più consistenti di mercato. Per quest’anno si prevede una crescita delle vendite pari al 6,5 per cento rispetto alle feste natalizie del 2007. www.cia.it
[Indice]


Boom export tartufi made in Italy
Aumentano del 35 per cento in quantità le esportazioni di tartufi italiani nel mondo dove il pregiato “'tuber magnatum pico” conquista le tavole di Natale di un numero crescente di buongustai nei diversi continenti. E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base dei dati relativi alle esportazioni di tartufo italiano nel mondo nei primi otto mesi del 2008, proprio mentre dalla Francia giunge l’allarme sul rischio clonazione per il tartufo locale secondo quanto riportato dalla prima pagina del Financial Times. In Italia, a fronte del boom nelle esportazioni si registra - sottolinea la Coldiretti - un crollo delle importazioni a dimostrazione del fatto che sembra al momento scongiurato il rischio dell’invasione di tartufi dalla Cina da cui partono ogni anno ben 800 tonnellate di tartufi per un valore di oltre 15 milioni di euro.
La raccolta in Italia coinvolge decine di migliaia di professionisti impegnati, insieme all'amico più fedele dell'uomo, a rifornire anche negozi e ristoranti con tartufi che alimentano un business comprensivo di indotto che potrebbe raggiungere nel 2008 - sottolinea la Coldiretti - un valore stimato in circa mezzo miliardo di euro per una specialità venduta fresca, conservata o trasformata. Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all'Umbria, dall'Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria. La ricerca dei tartufi praticata già dai Sumeri - precisa la Coldiretti - svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici come dimostrano le numerose occasioni di festeggiamento organizzate in suo onore.
Il tartufo - riferisce la Coldiretti - è un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell'albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia - spiega la Coldiretti - il tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio. I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina - conclude la Coldiretti - il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il bianco, invece va rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti. Per quanto riguarda i vini il tartufo bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i bianchi. www.coldiretti.it
[Indice]



In spazzatura il 10 % della spesa
Nonostante la crisi, circa il 10 per cento dei soldi spesi dagli italiani per l'acquisto di prodotti alimentari finisce nella spazzatura con una tendenza all'aumento dovuta ai cambiamenti degli stili di vita con minor tempo dedicato alla preparazione e alla conservazione dei cibi ma anche al recupero degli avanzi a tavola. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che ammonta a 560 euro all'anno per famiglia il valore del cibo che finisce tra i rifiuti secondo l'Adoc, in occasione della giornata della Colletta Alimentare.
Ad essere gettati nel bidone sono sopratutto - sottolinea la Coldiretti - gli avanzi quotidiani della tavola ma anche prodotti scaduti o andati a male con frutta, verdura, pane, pasta, latticini e gli affettati che si classificano tra i prodotti piu' a rischio.
Tra i piu' spreconi ci sono i single per la necessità di acquistare spesso maggiori quantità di cibo per la mancanza di formati adeguati ma anche - conclude la Coldiretti - per uno stile di vita che li porta spesso a mangiare fuori casa e rende piu' facile dimenticare in fondo al frigorifero la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni iniziati, tutto inesorabilmente destinato a finire nella pattumiera. www.coldiretti.it
[Indice]

ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



IMPORTANTE
Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Gli indirizzi E-Mail presenti nel nostro archivio elettronico provengono o da richieste di iscrizioni pervenute direttamente al nostro sito o dalla nostra sede. (D.L. 30/06/2003 n. 196). Il copyright di eventuali pittogrammi presenti nella notizia è dell’ASA e tutti i diritti sono riservati.
Le notizie da noi pubblicate sono state direttamente a noi inviate o selezionate da comunicati o articoli liberi da vincoli.
Per cancellarsi dalla mailing list inviare una email a
newsletter-unsubscribe@asa-press.com (lasciando l'oggetto ed il testo del messaggio vuoti) adoperando l’e-mail da eliminare dal nostro mailing.