Newsletter 80 / 17.11.2008


Anno Internazionale della Patata in Piemonte
Costo semine alle stelle, è allarme
Olio, opera d'arte del made in Italy
Filiera agroalimentare & mafia
Controlli, il sistema italiano presentato negli Usa
Secondo l’Anmfit i pomodori anticancro sono solo chimere



Anno Internazionale della Patata in Piemonte
In occasione dell'Anno Internazionale della Patata 2008, con il sostegno della Regione Piemonte e della Provincia di Torino, il Consolato generale del Perù di Torino organizza per venerdì 21 novembre 2008 a Torino, presso la sede della Regione Piemonte, un convegno sul tema delle patate.
Al convegno parteciperanno:
Mino Taricco - Assessore all’Agricoltura Regione Piemonte, Sergio Bisacca – Assessore all’Agricoltura Provincia di Torino, Liliana Gòmez de Weston - Console Generale del Perù a Torino, On. Hernando Torres Fernandez - Responsabile Ministero RREE del Governo del Perù per la Celebrazione dell’Anno Internazionale della Patata,
Sara Beatriz Guardia - scrittrice peruana e vincitrice di premi internazionali con il libro“La flor morada de los Andes”,
Gonzalo Angosto V.- Chef peruanao esperto di cucina a base di patate, Massimiliano Borgia – giornalista e autore del volume “La patata della montagna torinese”, Cesare Balsamo – Presidente AS.PRO.PAT. , Riccardo Chiabrando – Presidente Coldiretti, Valeria Demonte – Presidente Associazione Produttori della Patata di Montagna, Giulio Re – Esperto di colture agricole, Gigliola Braga – nutrizionista “Valori nutrizionali della patata”, Franco Aimo - Chef esperto di tradizioni piemontesi con protagonista la patata.
Coordina il convegno Gladys Torres – giornalista.
Sabato 22 novembre a Frossasco, presentazione del libro di Enrico Bricarello dal titolo “Buona tavola, salute e bellezza con le patate”.
www.asa-press.com
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Costo semine alle stelle, è allarme
La crisi finanziaria sta rendendo piu’ difficile l’accesso al credito ed ha introdotto una grande incertezza sulle prospettive future e di conseguenza molti produttori agricoli, sopratutto nei paesi meno sviluppati, sono costretti a ridurre le semine di grano e degli altri cereali, anche per effetto degli aumenti dei costi di sementi, fertilizzanti e degli altri fattori della produzione. E’ questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti, sulla base delle previsioni Fao, in occasione della Giornata del Ringraziamento, l'appuntamento annuale promosso dall'Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), con il quale Coldiretti collabora portando il proprio contributo di forza sociale protagonista della campagna italiana.
Il prezzo mondiale del grano - sottolinea la Coldiretti - è crollato del 60 per cento in sei mesi sul mercato internazionale con perdite di oltre 120 miliardi di euro per i contadini dei diversi continenti che rischiano di essere costretti ad abbandonare una coltivazione dalla quale dipende la sopravvivenza di miliardi di persone, con un raccolto di quasi 680 milioni di tonnellate all’anno nel 2008. Un quantitativo record, in aumento del 10 per cento rispetto allo scorso anno, che tuttavia si prevede possa calare drasticamente per effetto del crollo delle prossime semine dovuto alle previsioni di bassi prezzi per i raccolti che non riescono a coprire il forte aumento dei costi di produzione (energia, sementi, fertilizzanti) che molti produttori, soprattutto nei paesi poveri, non riescono ad anticipare a causa della stretta creditizia dovuta alla crisi.
Al Chicago Board of Trade, punto di riferimento per il commercio mondiale delle materie prime, dalla fine del mese di marzo, quando le quotazioni avevano raggiunto i 12,5 dollari per bushel, il prezzo del grano - precisa la Coldiretti - ha iniziato a crollare per raggiungere il valore minino di 5,2 dollari per bushel a novembre, con un calo del 60 per cento in sei mesi. Al contrario, a livello internazionale, sono quasi raddoppiati i costi dei concimi necessari per fertilizzare i terreni.
“Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” è il tema della Giornata Nazionale del Ringraziamento di quest’anno. Nel messaggio della Cei si legge, tra l'altro, che “lo sviluppo dell’agricoltura e l’attenzione al mondo rurale devono essere presenti a quanti sono chiamati a compiere scelte di lungo respiro”
Cosi come i governi mondiali stanno prendendo provvedimenti per limitare gli effetti della crisi finanziaria allo stesso modo, ci si deve rendere conto delle necessità di intervenire poichè - sostiene il Presidente della Coldiretti Sergio Marini - le forte oscillazioni dei prezzi dei prodotti alimentari legati a fenomeni speculativi rendono ancora piu’ drammatico il problema della fame. “L'emergenza alimentare non si risolve con i prezzi bassi all'origine per gli agricoltori, perché di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione e, nel lungo periodo, portano alla chiusura delle imprese e alla destrutturazione del sistema con immaginabili ripercussioni di carattere economico e sociale”, precisa il presidente della Coldiretti nel sottolineare che “serve sui mercati una maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e consentire una adeguata programmazione della produzione e una più equa distribuzione del valore nella filiera”.
L'andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è - sottolinea la Coldiretti - fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli delle materie prime come il petrolio ma anche grano, mais e soia. Manovre finanziarie sul cibo che hanno aperto le porte alle grandi speculazioni internazionali che stanno “giocando” senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove - precisa la Coldiretti - hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi.
La situazione - conclude la Coldiretti - è drammatica anche in Italia con il grano duro sotto i 22 euro per quintale, valori al di sotto di quelli di venti anni fa che non consentono di coprire i costi di produzione in forte ascesa (+ 63 per cento in un anno per i concimi).
www.coldiretti.it
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Olio, opera d'arte del made in Italy
"Ogni bottiglia d'olio è una vera e propria opera d'arte", ha sottolineato Ranieri Filo della Torre, direttore generale Unaprol, in apertura della conferenza stampa di presentazione di Olio d'Autore, la campagna di promozione dell'olio extra vergine di oliva Dop e Igp, promossa da Unaprol, Consorzio olivicolo italiano, e cofinanziata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dall'Unione europea. Alla conferenza stampa, che si è svolta il 7 novembre alle ore 10,30 a Roma, presso il Mipaaf, sono intervenuti: oltre a Ranieri Filo della Torre, Antonio Buonfiglio, sottosegretario di Stato alle Politiche agricole e forestali; Massimo Gargano, presidente di Unaprol; Enrico Lupi, presidente dell'associazione nazionale Città dell'Olio.
Nel fine settimana del 29 e 30 novembre, in 200 frantoi e 100 Comuni di tutta Italia, il mondo dell'olio extra vergine di oliva autenticamente made in Italy fa sistema sulla qualità del prodotto e dei territori. "Olio d'autore" sarà una vera e propria festa, durante la quale i visitatori avranno la possibilità di avere informazioni, materiali e approfondire curiosità sul prodotto, con il prezioso aiuto dei frantoiani. La manifestazione si svolge in coincidenza della settima edizione di "Pane e olio in frantoio &...", organizzata dall'associazione nazionale Città dell'Olio, ed a "Frantoi aperti" nel Lazio, promossa da Arsial.
"Obiettivo dell'iniziativa, ha continuato Ranieri Filo della Torre, è educare il consumatore al gusto e fargli capire le caratteristiche sensoriali e le proprietà salutistiche dell'olio extra vergine di oliva".
Ranieri Filo della Torre ha poi fatto il punto sulla situazione di mercato: "da un lato, c'è un aumento dei consumi, anche in mercati nuovi, ma dall'altro, il prezzo non è mai stato così basso, arrivando anche a meno di 3 euro al litro. Soprattutto nel Sud, ha concluso il direttore Unaprol, i prezzi sono molto vicini a quelli dell'extra vergine convenzionale e, in alcune zone, il prodotto Dop non è pagato più di 3,30/3,40 euro al litro."
"La ricchezza dell'olio, ha sottolineato Enrico Lupi, sta nella sua diversità e questo week-end servirà a dare una nuova chiave di lettura dei territori nei quali si produce questo frutto nobile della natura, che insieme ai tanti tipi di pane contribuisce ad alimentare il turismo enogastronomico".
"Quella del 2008/09, ha affermato Massimo Gargano, sarà un'annata a cinque stelle per la qualità e la quantità del prodotto". Secondo le previsioni, effettuate dall'osservatorio economico di Unaprol, sarà un'annata con i fiocchi per l'olio extra vergine di oliva con volumi in netto recupero rispetto ai due anni precedenti. L'incremento di produzione si stima, infatti, intorno al 15%, rispetto alle 500mila tonnellate della scorsa campagna.
"Nell'anno di entrata in vigore del decreto che rende obbligatoria l'indicazione dell'origine in etichetta, ha continuato Gargano, è necessario offrire al consumatore l'opportunità di acquistare un prodotto effettivamente rispondente ad un disciplinare di alta qualità con requisiti organolettici e sensoriali superiori rispetto all'olio extra vergine convenzionale".
Gargano ha inoltre annunciato che Unaprol, d'intesa con le più valide imprese di filiera del settore, si renderà parte attiva di un grande progetto di definizione, valorizzazione e promozione commerciale del made in Italy di alta qualità.
"E' uno dei pochi prodotti di cui abbiamo qualità e quantità, ha affermato Antonio Buonfiglio, e non è riproducibile in tutte le zone, ma è tipico dell'area mediterranea. In Italia abbiamo 350 varietà di olive diverse. Dobbiamo mettere in moto dei meccanismi per valorizzare la qualità italiana, ha sottolineato Buonfiglio, ed il contratto di filiera Unaprol ne è un esempio, perché, per un prodotto di cui l'Italia può avere il monopolio, sarebbe scandaloso non riuscire a creare ricchezza per i produttori".
Arianna Latini - www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Filiera agroalimentare & mafia
La parola mafia viene associata forse troppo sbrigativamente con la droga, con lo smaltimento dei rifiuti, con il traffico delle armi e con tutto ciò che procura illegalmente (nonché vigliaccamente e brutalmente) soldi facili. Pochi pensano che anche il mondo agricolo, dalle nostre parti peraltro in perenne affanno, potesse attirare gli appetiti della criminalità. Mondo agricolo da intendersi nella sua intera filiera. Eppure è sciaguratamente vero. Infatti i fenomeni illegali e criminali in agricoltura hanno necessità di una lettura unitaria e di sistema, poiché sono elementi in grado di condizionare e penalizzare l’intero sistema agroalimentare nazionale nelle sue diverse articolazioni di filiera. E’ quanto emerge dal rapporto della Fondazione Cloe - uno dei nomi di Demetra dea dell’agricoltura che significa “verde germoglio”. Insomma, anche se molti lo paventavano o ne avevano notizie confuse, la mafia minaccia di dominare l'agroalimentare italiano. Presentando il suo primo rapporto sul settore, la fondazione mette in evidenza le crescenti minacce della criminalità organizzata alle specialità italiane. Nel 2006, si legge, il valore dei prodotti contraffatti e delle usurpazioni delle denominazioni protette aveva superato i 5,4 miliardi di euro. Tra il 2005 e il 2006 sono state denunciate oltre 2.600 persone e sequestrate oltre 400 aziende. Le reti criminali controllano spesso mercati ortofrutticoli e florovivaistici, soprattutto al Sud ma, come riportato spesso dalle cronache anche il mercato ortofrutticolo di Milano è da tempo al centro di polemiche per presunte infiltrazioni mafiose. In alcune aree del Paese l'acquisto e la vendita dei terreni agricoli è condizionata "da soprusi, minacce violente e meccanismi di compravendita pilotati". Esiste un vero e proprio mercato fondiario parallelo, in cui gli agricoltori sono costretti a cedere la terra o l'attività ai clan che in questo modo riciclano il denaro. Ma le attività criminali riguardano anche la macellazione clandestina, il cui volume di affari ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro e le truffe scoperte sui finanziamenti europei, che ammontavano nel 2006 a 454 milioni di euro. "Il confine tra legale e illegale - ha spiegato il presidente della Fondazione, Marco Minniti - è a volte indistinto e ambiguo: si sono verificati casi in cui anche grosse catene distributive e titolari di marchi noti hanno operato sotto il controllo di organizzazioni mafiose attraverso l'uso di prestanome e la copertura di insospettabili imprenditori". Per la fondazione serve l'introduzione di un quadro normativo più organico, con un coordinamento operativo dei numerosi organismi di vigilanza, "che spesso lasciano disapplicate talune norme fondamentali, altre volte rendono onerosa presso gli operatori del settore l'attuazione di altre".
Il rapporto evidenzia e specifica inoltre alcuni dati che testimoniano della grande forza e vitalità del sistema agroalimentare italiano. L’agroalimentare è notoriamente e da sempre un settore economico ad elevata competitività in grado di rappresentare nella maniera più efficace la qualità ed i contenuti simbolici del made in Italy nel mondo.
Giuseppe Cremonesi - cremonesi.web@asa-press.com
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Controlli, il sistema italiano presentato negli Usa
Continueremo a lavorare per il rafforzamento dei rapporti di fiducia con le autorità americane, che hanno dimostrato di apprezzare e riconoscere l'efficacia del nostro sistema di controlli, che garantisce ai consumatori di tutto il mondo elevati standard di sicurezza alimentare".
Con queste parole il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato la buona riuscita del seminario "Italian Wine Quality Control System" che si è tenuto a Washington, a margine del Vinitaly Us Tour 2008.
Dopo le tappe di Chicago e New York, infatti, l'evento di promozione del vino italiano negli Stati Uniti si è spostato nella capitale Usa. Trenta le aziende vitivinicole partecipanti e oltre 400 gli operatori statunitensi del settore, fra importatori, distributori, ristoratori, rappresentanti della stampa ed opinion leader.
Durante il seminario, che si è svolto nella prestigiosa sede e grazie all'organizzazione dell'Ambasciata d'Italia, si è voluta dimostrare l'efficacia del nostro sistema di controlli e si è avuto modo di far incontrare la delegazione italiana inviata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con le autorità americane, in particolare con i responsabili del Ttb (Alcohol and tobacco tax and trade bureau, Department of Treasury) e del Ustr (Us trade representative), incaricati della difesa del consumatore, per consolidarne la collaborazione all'indomani dell'insorgere della vicenda del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano.
I due relatori del seminario, Giuseppe Serino, capo dipartimento dell'ICq (Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari) e Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc (Confederazione nazionale dei consorzi volontari per la tutela della denominazione dei vini italiani) hanno illustrato alle autorità americane l'efficacia del doppio sistema di controllo, pubblico-privato, della qualità dei nostri prodotti agroalimentari, in particolare i vini.
"Il sistema di controllo pubblico - ha spiegato Serino - si avvale della collaborazione di ben dodici laboratori, dislocati sul territorio italiano, e prevede un controllo nei vigneti, presso gli stabilimenti di produzione e di imbottigliamento e controlli incrociati di tracciabilità, unico caso in Europa, presso gli stessi operatori".
A riprova dell'efficacia e della serietà dei controlli effettuati dall'Icq e della qualità del nostro vino, Serino ha poi sottolineato come, nel corso del biennio 2007-2008, i funzionari del suo Dipartimento abbiano eseguito oltre 17.500 ispezioni su oltre 12.500 operatori, che hanno portato a 548 prodotti sequestrati.
Ricci Curbastro ha presentato il vero fiore all'occhiello del sistema di controllo predisposto dalla Federdoc in collaborazione con l'Icq, denominato "tracciabilità informatica presso gli operatori di filiera".
Tale sistema permette ad ogni privato cittadino di risalire immediatamente per ogni bottiglia, con il supporto di internet, non solo all'imbottigliatore e alla data di imbottigliamento, ma anche alle caratteristiche chimico-fisiche del vino e in alcuni casi anche al vigneto che ha prodotto quelle uve.
Il seminario ha riscosso il vivo apprezzamento dei funzionari del Ttb presenti, che nel corso della discussione, seguita ai suddetti interventi, si sono detti positivamente colpiti dalla serietà ed efficacia dell'azione italiana in materia di difesa del consumatore ed in particolare dalla dimostrazione di tracciabilità informatica che non ha uguali al mondo.
"Gli americani apprezzano il nostro vino e il nostro cibo. E' nostro dovere - ha detto ancora Zaia - lavorare per potenziare l'export oltreoceano e per mantenere alta la considerazione che all'estero hanno del nostro sistema di controlli sull'agroalimentare".
www.politicheagricole.it
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Secondo l’Anmfit i pomodori anticancro sono solo chimere
“Pomodori color viola con proprietà anticancro? Stupisce che si impieghino così tante risorse in uomini e danaro solo per produrre chimere, in questo caso vegetali, ossia per ottenere le stesse cose già presenti in natura, in particolare nei mirtilli e in molti altri frutti di bosco”. E’ quanto afferma il professor Fabio Firenzuoli, presidente dell' Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti (Ospedale S. Giuseppe di Empoli) e docente di Fitoterapia clinica all' Università di Firenze, circa i risultati, resi noti ieri, di uno studio internazionale (progetto Flora) al quale partecipa anche l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Umberto Veronesi. Lo studio si basa su un esperimento di ingegneria genetica che ha dato vita a un pomodoro particolarmente ricco di antocianine, l’antiossidante del gruppo dei flavonoidi che costituisce il pigmento naturale responsabile del colore violaceo di molti fiori e frutti. Alimentando topi di laboratorio con polvere di questi pomodori viola artificiali, si è scoperto che vivono più a lungo dei topi alimentati con pomodori normali. I quali, benché ricchi di anticancro come i licopeni, sono privi antocianine.
“Questo importante progetto”, commenta Firenzuoli, “è certamente un bell'esempio di alta ricerca applicata al mondo dei vegetali. E’ tuttavia fonte di decisa preoccupazione, per le possibili conseguenze nel campo della nutrizione e della stessa medicina”. E aggiunge: “Che le antocianine siano sostanze ad attività protettiva nei confronti dello sviluppo e della crescita dei tumori è un fenomeno conosciuto da tempo, su cui esiste già una ricca letteratura. C’è semmai da chiedersi perché si debbano creare dei pomodori OGM per riprodurre sostanze che, senza alcuna fatica e senza alcun rischio, si trovano già in natura”. Perché trasformare il pomodoro in mirtillo, senza sapere quale possa essere il reale vantaggio? Quale comitato etico autorizzerebbe mai uno studio sui benefici di questi prodotti quando già abbiamo a disposizione le stesse sostanze in frutti sicuri ? Chi mai ci garantisce della loro innocuità se mangiati per lunghi periodi? Ponendo queste domande, il presidente dei Medici Fitoterapeuti ricorda che i pomodori viola contengono le stesse identiche antocianine presenti in moltissimi frutti di bosco, nelle fragole e nell’uva nera. Questi alimenti non geneticamente modificati crescono da sempre spontanei sulle nostre montagne, nel sottobosco del nostro territorio, oppure sono prodotti della nostra agricoltura. “Invece di impegnare risorse preziose per scoprire cosa si sa già”, dice Firenzuoli, “meglio sarebbe investirle in una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione, ovvero per spiegare alla gente che cos’è un’alimentazione sana, genuina, forse più ricca anche di altre sostanze protettive, e non manipolata. In altre parole, se natura deve essere che sia naturale”.
ANMFIT - anmfit@dada.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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