Newsletter 70 / 8.9.2008


Formaggio avariato: la precisazione del Sottosegretario Martini
Ismea-Uiv: vendemmia in crescita
Marinando 2008, inizia la "Settimana azzurra"
Il Recioto di Gambellara è la quarta DOCG del Veneto
Allarme carne e latte clonati
Le vacche tedesche inquinano come i Suv



Formaggio avariato: la precisazione del Sottosegretario Martini
In merito alle notizie pubblicate il 5 settembre su alcuni quotidiani, concernenti l’immissione sul mercato di formaggio avariato, il Sottosegretario di Stato, On.le Francesca Martini, comunica di essere intervenuta sull’argomento in questione già dal 4 luglio u.s. Il Sottosegretario inoltre, al fine di verificare se i consumatori avessero corso dei rischi per la salute da tali pratiche oggetto d’inchiesta della Procura della Repubblica di Cremona, ha richiesto, per il tramite della competente Direzione Generale della Sicurezza degli alimenti e della nutrizione, informazioni alla sopraccitata Procura allo scopo di procedere all’eventuale ritiro dal commercio dei prodotti e di assolvere all’obbligo comunitario di attivazione del Sistema di allerta rapido così come prevede il Reg. U.E. 178/2001. Al riguardo, il 4 agosto la Procura ha comunicato di non poter essere nelle condizioni di fornire quanto richiesto poiché la fase delle indagini preliminari non era ancora conclusa e pertanto qualsiasi informazione sull’indagine era sottoposta al vincolo del segreto istruttorio.
Comunque, si ha motivo di ritenere che, se la stessa Procura avesse ravvisato un rischio per la salute pubblica, avrebbe tempestivamente attivato le procedure del sistema di allerta, attraverso gli Uffici competenti del Ministero del Lavoro, Salute e politiche sociali, quale punto di contatto comunitario.
Lo stesso Sottosegretario di Stato On.le Francesca Martini ricorda di aver già disposto un intervento del NAS fin dal mese di luglio su tutte le ditte che intrattenevano rapporti commerciali con quelle oggetto di indagine da parte della Procura di Cremona e di aver chiesto analoghe verifiche a livello internazionale. Sono state disposte ispezioni congiunte tra il Ministero e le Regioni presso gli stabilimenti del settore lattiero caseario che prevedono, tra l’altro, la verifica delle procedure che i servizi, responsabili del controllo ufficiale devono predisporre. A livello comunitario, il Sottosegretario ha sollecitato un intervento normativo sul settore in considerazione dell’estensione del problema che ha investito anche altri Paesi comunitari.
E’ evidente – sottolinea il Sottosegretario On.le Francesca Martini - che tali pratiche fraudolente ancorché non abbiano messo a repentaglio la salute dei cittadini, creano comunque allarme oltre che atteggiamenti di sfiducia nei consumatori, danneggiano le aziende che operano sul mercato correttamente e minano il buon nome del nostro Paese in materia di qualità e sicurezza alimentare. Infine è stato chiamato in causa, in un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica, il comandante dei Nas di Cremona senza specificare, ovviamente, fatti concreti a lui attribuibili ma dove sono espresse solo illazioni gratuite che generano sospetto e ombre su quanti operano per la tutela e per il bene comune. Affermazioni virgolettate così generiche per esprimere opinioni generano discredito su un ufficiale dell’arma dei carabinieri e non fanno bene al diritto di cronaca e di informazione né tanto meno riguardano la verità giuridica e processuale. www.ministerosalute.it
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Ismea-Uiv: vendemmia in crescita
La vendemmia 2008 sarà più generosa della precedente senza però recuperare pienamente le perdite dello scorso anno. E' quanto emerge dalla seconda ricognizione effettuata congiuntamente da Ismea e Unione Italiana Vini. Le stime attestano la produzione a 46 milioni di ettolitri, con un incremento del 7% rispetto ai 43 milioni dichiarati dall'Istat per il 2007. L'analisi effettuata in questi giorni disegna uno scenario meno ottimistico di quello di inizio estate e ridimensiona, anche se di poco, le aspettative degli operatori. In generale, però, oltre al discreto incremento produttivo, si attende anche una buona qualità, con punte di ottimo. La cautela è però d'obbligo, perché l'esito finale dipenderà molto dall'andamento climatico delle prossime settimane.
Dopo i forti anticipi dello scorso anno, il 2008 ha riportato il calendario vegetativo più vicino a quello considerato normale; in molte aree si registra addirittura un ritardo. Il freddo dell'inverno, le prolungate piogge primaverili e la siccità, che ha colpito principalmente il Sud, non hanno permesso al vigneto Italia di svilupparsi al meglio e di portare in cantina tutto il proprio potenziale. Le condizioni meteo, non del tutto positive, hanno inoltre favorito la diffusione di alcune malattie. A tale proposito è sempre più evidente che il risultato quali/quantitativo della vendemmia è strettamente legato alla gestione del vigneto. Dall'analisi effettuata si delinea, anche per quest'anno, un'Italia divisa in due. A differenza dello scorso anno, però, è il Meridione a mostrare recuperi significativi a fronte di un Nord che sostanzialmente conferma i livelli dell'anno precedente. www.ismea.it
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Marinando 2008, inizia la "Settimana azzurra"
L'obiettivo della campagna di sensibilizzazione, promossa dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, è di sensibilizzare alunni e professori sull'importanza, per noi tutti, del mondo del mare e della pesca, proponendo di raccontarlo con la loro fantasia e la loro sensibilità per mezzo di una rappresentazione teatrale o un video. "Marinando rappresenta un'iniziativa storica di questo Ministero – ha affermato il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia – che ha un importante merito: aver portato tra i banchi di scuola un tema troppo a lungo trascurato. Marinando, infatti, coinvolge i ragazzi in un percorso di riscoperta e di valorizzazione del mare, delle sue risorse, dei pescatori e della loro vita".
Studenti e insegnanti provenienti da tutta Italia, operatori del settore e rappresentanti istituzionali saranno, dal 7 al 13 settembre, ad Ostuni, il cui centro storico ogni sera farà da cornice al Festival teatrale e video di Marinando, rassegna che già da alcuni anni ha assunto una dimensione internazionale e che quest'anno coinvolgerà studenti provenienti da Turchia, Francia e Slovenia.
L'augurio del Ministro Zaia è che un domani questi stessi ragazzi siano protagonisti di un processo che porti ad una maggiore e migliore condivisione del Mar Mediterraneo e delle sue risorse.
La settimana si concluderà sabato sera 13 settembre con la manifestazione di premiazione, nel corso della quale sarà consegnata ai vincitori assoluti delle sezioni "Il pescatore in teatro" e "Video Festival" di Marinando la prestigiosa Coppa del Presidente della Repubblica. www.politicheagricole.it
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Il Recioto di Gambellara è la quarta DOCG del Veneto
La vendemmia in corso nel Veneto vede la nascita della quarta Denominazione d’Origine Controllata e Garantita della Regione: la DOCG “Recioto di Gambellara”, nelle due tipologie Classico e Spumante. Il relativo Decreto ministeriale, datato 1 agosto 2008, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 196 del 22 agosto scorso. “Per l’enologia Veneta – ha affermato il vicepresidente Franco Manzato – è un nuovo importante traguardo di qualità nel cotesto di una piramide produttiva capace di soddisfare qualsiasi esigenza, con punte di assoluta eccellenza mondiale, al migliore rapporto prezzo – qualità. E che non sia una frase fatta ma un vanto concreto, lo dimostra il fatto che il Veneto esporta all’estero oltre il 60 per cento della sua produzione enologica, per una quantità che nel 2007 ha superato 4.791.039 ettolitri, per un valore di 930.517.339 euro. Di questo valore, 543.879.884 euro è rappresentato dal vino venduto nell’Unione Europea, 250.828.584 euro da quello venduto in America Settentrionale. Il Veneto esporta dunque oltre il 28 per cento della produzione nazionale, in quantità e valore. E questa quarta DOCG, che si aggiunge al Recioto di Soave DOCG, al Bardolino Superiore DOCG e al Soave Superiore DOCG, è foriera di ulteriori traguardi economici, di soddisfazione per i produttori e di valorizzazione del territorio”.
“A questo proposito – ha aggiunto Manzato – confermo la volontà di utilizzare i nostri vini e le altre produzioni agoalimentari di qualità del Veneto come veicolo di promozione, secondo una strategia che prevede di accompagnare i nostri prodotti certificati con il logo unificato del Leone di San Marco, affiancato dalla stella a sette punte e dalla frase “Veneto: tra la terra e il cielo”. Stiamo inoltre studiando la possibilità che, “strappando” questo marchio, il consumatore trovi una immagine significativa del nostro Veneto. Il vino diventerà così un vero e proprio ambasciatore della nostra regione”. Nella Gazzetta Ufficiale sono stati anche pubblicati la modifica al disciplinare DOC Gambellara e l’aggiornamento di quello della DOC Breganze. www.gustiegusto.info
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Allarme carne e latte clonati
Latte, formaggi e carne provenienti dalla prole di animali clonati sono già entrati nella catena alimentare statunitense e potrebbero arrivare anche in Europa dove il Parlamento in una dura risoluzione invita a vietare su tutta la linea la clonazione per fini alimentari. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare la necessità di introdurre norme sul commercio internazionale per impedire che questa allucinante realtà arrivi sulle tavole dei consumatori comunitari. Dopo il via libera della Food and Drug Administration (FDA) di gennaio, il divieto volontario per la vendita di carne e latte è stato mantenuto negli Stati Uniti per gli animali clonati, ma non per la loro prole che allevatori hanno già inviato alla normale macellazione, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal che riferisce della diffusa opposizione dei cittadini che hanno inviato ben 150mila lettere di protesta alla FDA.
In Europa, dopo il parere ambiguo presentato a fine luglio dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) secondo la quale non ci sono indicazioni che sussistano differenze di sicurezza alimentare per latte e carne di animali clonati e della loro progenie, è particolarmente importante - sottolinea la Coldiretti - la decisa presa di posizione del Parlamento Europeo. Nel testo della risoluzione si chiede infatti - riferisce la Coldiretti - di proibire ''la clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare'', di vietare ''l'allevamento di animali clonati o della loro progenie'', di interdire ''l'immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati'' e dai loro discendenti e, infine, di vietare anche ''l'importazione di carni, latte, derivati, seme ed embrioni di animali clonati”. Dopo oltre undici anni dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, la clonazione - riferisce la Coldiretti - riguarda oggi già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli, con sperimentazioni effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche con un muflone selvatico.
Se la netta contrarietà dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la Dean Food a impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it in Italia una netta maggioranza del 55 per cento ritiene necessario che l'Italia e l'Europa proibiscano sempre la possibilità di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati e ben il 36 per cento dei rispondenti chiede che l'Italia e l'Europa consentano la vendita di questi alimenti con una etichettatura obbligatoria che permetta ai consumatori di distinguerli. Solamente l'8 per cento ritiene - prosegue la Coldiretti - che la scienza ha dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione, mentre l'1% non in grado di dare una risposta. La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è - conclude la Coldiretti - un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi. www.coldiretti.it
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Le vacche tedesche inquinano come i Suv
Non la scampa più nessuno, questa battaglia sui cambiamenti del clima. Ora, è il momento delle vacche tedesche: inquinano quanto i Suv e «sono una bomba climatica», sostiene Thilo Bode, numero uno di Foodwatch, organizzazione di difesa dei consumatori della Germania. Solo che – aggiunge – la lobby agricola è finora riuscita a tener il fatto nascosto, al contrario di quanto non hanno saputo fare acciaierie, produttori di energia, industria dell’automobile, compagnie aeree.
LO STUDIO - Foodwatch, dunque, ha effettuato uno studio, insieme all’Istituto per la ricerca sull’economia ecologica (Ioew), e i numeri che ne sono usciti sono assolutamente interessanti. L’agricoltura tedesca (ma ovviamente il discorso in varie misure vale per tutti i Paesi) manda nell’atmosfera ogni anno l’equivalente di 133 milioni di tonnellate di anidride carbonica, poco meno di quella emessa da tutto il traffico sulle strade della Germania (152 milioni di tonnellate). Mentre alle automobili stanno per essere applicate norme europee piuttosto severe per ridurre le emissioni, l’agricoltura è però praticamente assente dai programmi di abbattimento dei livelli di gas serra del governo tedesco e della Ue. Invece, dice Foddwatch, la questione non va sottovalutata e, anzi, dovrebbe spingere tutti a consumare meno carne, “a tornare al rito dell’arrosto domenicale”, ha detto Bode al settimanale Spiegel.
I NUMERI - Produrre un chilo di carne bovina con metodologie intensive (le più usate) equivale, in termini di emissioni, a un viaggio di 70,6 chilometri in utilitaria. Ancora peggio se il chilo di carne è prodotto con metodologia biologica: l’equivalenza è di 113,4 chilometri. Un chilo di formaggio emette quanto un’auto che viaggia per 71,4 chilometri. È necessario ridurre i consumi di carne, dicono dunque gli scienziati. Il calcolo delle missioni agricole e zootecniche tiene conto di una varietà di fattori: l’uso di fertilizzanti, di diserbanti, di pesticidi e il costante uso agricolo di zone umide, che provoca il rilascio nell’atmosfera di grandi quantità di anidride carbonica. Ma considera anche le emissioni corporee di ogni singolo animale: i ruminanti, per dire, emettono costantemente metano, un gas serra 23 volte più potente dell’anidride carbonica. Il ministero dell’Agricoltura tedesco, finora, ha evitato di affrontare il problema. Ma il ministero dell’Ambiente di Berlino ha preparato un documento (riservato) nel quale si sostiene che non ha senso lottare contro i cambiamenti climatici se poi si danno, attraverso la Politica agricola comunitaria, miliardi di euro a un settore che finora non si è nemmeno posto il problema dell’effetto serra. Ovviamente, c’è già chi propone di mettere una tassa “ecologica” sulla carne e sul latte. Danilo Taino, Corriere della Sera
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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