Newsletter 68 / 25.8.2008


Il made in Italy alle Olimpiadi di Pechino
Frutta e verdura gratis nelle scuole europee
Acciughe sotto sale del Mar ligure, nuova Igp
Il 60% della produzione vinicola sara' DOC, DOCG O IGT
Grappa in casa? Prima pensiamo alle distillerie
E se gli assaggiatori non fossero infallibili?



Il made in Italy alle Olimpiadi di Pechino
L’edizione cinese delle Olimpiadi si è conclusa ieri e assieme ai successi dei nostri atleti possiamo citare anche quelli della produzione agroalimentare italiana. "I prodotti di qualità e il vino per promuovere i nostri territori li vogliamo far conoscere in occasione di una grande vetrina internazionale, come quella delle Olimpiadi. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha allestito uno spazio informativo e ha incaricato Veronafiere, che da dieci anni con Vinitaly porta con successo il vino italiano in Cina, di organizzare a Casa Italia l'area wine&food ". Questa la dichiarazione di Luca Zaia, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, in occasione della conferenza stampa del CONI a Casa Italia per presentare la Squadra Olimpica Italiana. E infatti nello stand allestito dal Mipaaf durante le settimane della kermesse olimpica è stato distribuito ampio materiale informativo e compact disk sui prodotti italiani di qualità. In particolare è stato realizzato uno speciale sulla mozzarella di bufala campana. Vinitaly poi, portabandiera dell'eccellenza enologica ed agroalimentare italiana, ha firmato il Wine bar dove fino al 24 agosto sono state proposte al pubblico internazionale delle Olimpiadi alcune tra le più prestigiose produzioni enogastronomiche italiane.
La promozione dell'Italian style nel mondo passa attraverso l'enogastronomia, la sicurezza alimentare e il buon bere. Casa Italia, all'Haidian Exhibition Center, uno spazio di quasi dieci mila metri quadrati a pochi chilometri dal Bird Nest (lo stadio olimpico) vicino al Villaggio Olimpico, ha promosso tutti i giorni delle Olimpiadi vini Doc, Docg e Igt attraverso degustazioni abbinate a prodotti rappresentativi del patrimonio agroalimentare italiano Dop e Igp come il prosciutto crudo, i salumi, i formaggi, l'olio extravergine di oliva e il pane.
La Cina è un mercato nuovo per i prodotti italiani e in particolare per il vino e si presentano importanti prospettive di crescita. Si prevede che entro il 2012 diventi l'ottavo mercato mondiale.
"Proprio in Cina, a Shanghai, nel 1998 – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – è iniziato il percorso di internazionalizzazione di Vinitaly e del sistema di imprese che rappresenta. Da quella positiva esperienza è nato il Vinitaly World Tour, un sistema integrato di promozione che porta i produttori italiani nei più importanti mercati emergenti del mondo, dagli USA all'India. Nel 2008 le tappe di Vinitaly China diventano tre: dal 19 al 22 novembre a Shanghai, Pechino e Macao». www.politicheagricole.it
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Frutta e verdura gratis nelle scuole europee
In questo modo non si combatte solo l’obesità, particolarmente diffusa tra i giovani, ma si rilancia anche il consumo di un prodotto “principe” della dieta mediterranea che, soprattutto in Italia, mostra evidenti segni di crisi. Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori, quindi, l’iniziativa lanciata dalla Commissione Ue è importante e va sostenuta e sviluppata. La Commissione Ue -ricorda la Cia- ha presentato il primo testo di Regolamento con alcune linee-guida di questa grande campagna di promozione dell’ortofrutta nelle scuole europee. Regolamento che attualmente è presso il Consiglio dei ministri. In tale ambito si è riunito un gruppo di lavoro il 25 luglio scorso che tornerà ad incontrarsi nuovamente il 10 settembre. Dopodichè il testo andrà all’esame del Consiglio dei ministri in programma il prossimo 19 settembre.
Oltre alla fornitura gratuita alle scuole di ortofrutta, sia fresca che trasformata, è previsto -rileva la Cia- un contributo Ue di 90 milioni di euro, al quale si aggiungeranno altri 90 milioni di euro da parte degli Stati membri. Inoltre, la Commissione redigerà una lista “negativa” dei prodotti da escludere dalla campagna promozionale, mentre i singoli paesi potranno scegliere i prodotti da promuovere all’interno della rosa autorizzata da parte dell’Ue. L’iniziativa -avverte la Cia- è, dunque, finalizzata a favorire il consumo di ortofrutta da parte dei bambini ed abituarli così ad un’alimentazione corretta ed equilibrata. Basti pensare che oggi nell’Unione europea ci sono oltre 22 milioni di bambini in soprappeso, di cui più del 25 per cento obesi. Una percentuale che è destinata ad aumentare di molto nei prossimi anni. Fenomeno che anche in Italia sta assumendo dimensioni allarmanti.
Quindi, Bruxelles è decisa ad incoraggiare i giovani a consumare prodotti salubri, come la frutta e la verdura, e ad abbandonare quell’alimentazione “spazzatura” che, in questi ultimi anni, ha provocato preoccupanti riflessi negativi alla salute. Serve, insomma, una dieta sana che -rimarca la Cia- inizi ad educare i bambini a mangiare in modo realmente corretto. Non solo. Iniziative del genere possono contribuire a rilanciare anche i consumi di ortofrutta che sono scesi in tutta Europa, ma soprattutto nel nostro Paese. Nel 2007 -sostiene la Cia- si è, infatti, avuto un calo del 2,5 per cento nelle vendite di frutta e del 4,2 per cento in quelle di verdura e di ortaggi freschi. Segno inequivocabile della crisi della dieta mediterranea, come evidenziato anche in un recente studio della Fao. www.cia.it
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Acciughe sotto sale del Mar ligure, nuova Igp
La Commissione europea il 5 agosto ha iscritto le "Acciughe sotto sale del Mar ligure" nel Registro comunitario delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette. Sale così a 172 il paniere italiano dei prodotti Dop-Igp con autorizzazione comunitaria che confermano la leadership europea al nostro Paese. Bruxelles ha ammesso a regimi protetti anche altri due prodotti alimentari, la cicoria di Bruxelles, più conosciuta come indivia belga, e le uova di Louè in Francia, che si aggiungono alla lista degli 800 prodotti tradizionali e di alta qualità che rientrano nel campo di applicazione delle apposite normative europee.
L'unicità e l'autenticità delle "Acciughe sotto sale del Mar ligure" è strettamente collegata alla tradizione e alla comune cultura dell'arte conserviera delle marinerie liguri. In Liguria infatti già nel XVI secolo, la pesca dell'acciuga e il suo commercio, sia come prodotto fresco che conservato sotto sale, erano regolamentati nei vari statuti dei principali borghi marinari della costa ligure e la Repubblica di Genova era allora in grado di controllare tutto il percorso di approvvigionamento del pesce, i prezzi, la commercializzazione e le regole che dovevano osservare i pescatori.
Note come "pan do mâ" (pane del mare) per essere il principale nutrimento dei pesci predatori e pesce azzurro per il bel colore argenteo, le acciughe sono uno dei prodotti più pescati nel nostro mare e, di conseguenza, uno dei più consumati ed esportati. Grazie al livello di salinità delle acque liguri, le acciughe hanno un gusto in bilico tra sapidità e delicatezza che le rende apprezzate non solo presso i Liguri, che le gustano sia fresche che conservate, ma anche oltre i confini regionali. A partire dal XII secolo si perfezionò la tecnica della conservazione del pesce: affumicatura, sott'olio e salatura. Tecnica antichissima pertanto la conservazione sotto sale che in Liguria è pratica tuttora diffusa. La particolare morfologia e la posizione geografica regionale (temperatura media annua, tasso di umidità dell'aria e la salinità del mare), permettono di ottenere un livello di salagione ottimale e caratteristico.
L'indicazione geografica protetta 'Acciughe sotto sale del Mar Ligure', come sottolinea una nota della Coldiretti, è riservata al prodotto ottenuto dalla pesca (tra il 1 aprile e il 15 ottobre) con il metodo tradizionale della lampara, dalla lavorazione e successiva conservazione sotto sale delle acciughe. La zona di pesca interessa le acque prospicienti la costa ligure e il territorio dei comuni della Regione Liguria che si affacciano sul versante tirrenico. Il pesce, di dimensioni comprese tra un minimo di 12 ed un massimo di 20 centimetri, deve essere lavorato entro 12 ore dalla cattura e ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata e deve rispettare il disciplinare di produzione, garantendo, in tal modo, la tracciabilità del prodotto. Dopo la pulitura, la salagione e la stagionatura nei barili, le acciughe vengono commercializzate in appositi contenitori in vetro denominati 'arbanelle'. Arianna Latini, www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Il 60% della produzione vinicola sara' DOC, DOCG O IGT
Ben il 60 % della produzione italiana di vino potrà essere commercializzata sotto una delle 486 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) riconosciute in Italia. E' quanto stima la Coldiretti alla vigilia dell'inizio delle operazioni della vendemmia 2008 che dovrebbe assicurare un quantitativo di vino, se non interverranno eventi avversi, del 10% superiore ai 44 milioni di ettolitri del 2007. Una produzione, realizzata per quasi i due terzi - precisa la Coldiretti - in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale - sottolinea la Coldiretti ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi , con una leggera prevalenza dei primi.
La vendemmia 2008 è peraltro segnata da importanti novità sul piano organizzativo e normativo dopo che l'approvazione della riforma di mercato del settore vitivinicolo ha recentemente autorizzato sotto la pressione di alcuni paesi europei la pratica dello zuccheraggio, ma anche la possibilità di chiamare vino anche quello ottenuto dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva. Una situazione - precisa la Coldiretti - aggravata dal via libera comunitario all'arrivo sul mercato di vini da tavola senza alcun legame territoriale che potranno riportare con grande evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino e Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni di origine nazionali. Sul piano organizzativo con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo. www.coldiretti.it
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Grappa in casa? Prima pensiamo alle distillerie
Non riscuote consensi in Trentino il disegno di legge dei senatori Montani e Divina che permetterebbe la produzione domestica di grappa. "Ci appare poco opportuno dedicare un'attenzione specifica a questa prassi in un momento in cui sarebbe meglio ragionare sul futuro delle distillerie - ha affermato Beppe Bertagnolli, presidente dell'Istituto Tutela Grappa del Trentino - Abbiamo da poco ottenuto un alleggerimento della burocrazia derivante dalla nuove norme e ora ci troviamo di fronte a questa sorpresa dal sapore ferragostano. Distillare grappa è un processo tecnicamente delicato che non può essere improvvisato. Il settore lavora da anni alla ricerca di una qualità migliore del prodotto anche attraverso investimenti in ricerca cospicui. In definitiva non capiamo i motivi politici che possono avere portato al disegno di legge. Una proposta che speriamo vivamente verrà ritirata, per il buon nome del nostro distillato nazionale, che proprio grazie all'azione dell'Italia in sede comunitaria ha da poco ottenuto il riconoscimento della denominazione geografica, un suggello da non sprecare con produzioni dozzinali". Istituto Tutela Grappa del Trentino press@grappatrentinadoc.it
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E se gli assaggiatori non fossero infallibili?
Con oltre 500 test che hanno riguardato più di 3.500 prodotti e impiegato 5.000 assaggiatori l’Istituto Assaggiatori ha dimostrato, utilizzando tecniche statistiche ampiamente collaudate, che un valutatore sensoriale non è costante nell’esecuzione del compito. Ne consegue che ogni volta che opera è necessario valutare la sua efficacia per poter eventualmente escludere dal set di dati i valori che ha espresso e rielaborare con i giudici restanti.? Quest’anno è anche stato pubblicato un interessante lavoro di ricercatori australiani che hanno considerato i valori espressi in 15 anni da ben 571 giudici giungendo praticamente ad analoghe considerazioni.?Nonostante la notevole convergenza in materia di molti sensorialisti le norme Iso in materia continuano a non contemplare la valutazione del giudice una volta selezionato e addestrato, i concorsi enologici proseguono con regolamentazioni sempre più certosine senza che però vi sia un conrollo dei commissari e dell’attendibilità dei test, e persino la conformità dei vini a denominazione d’origine da parte delle commissioni camerali non contempla alcuna osservazione sui valutatori.? Ammettere la fallibilità dei giudici equivarrebbe a una rivoluzione copernicana, su questo siamo perfettamente d’accordo, ma significherebbe dare una nuova dignità all’analisi sensoriale, un maggiore prestigio ai concorsi e ai riconoscimenti pubblici centrati sulla sensorialità. Luigi Odello, SensoryBlog@assaggiatori.com
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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