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Newsletter 64 / 23.6.2008


Costi della carne e latte alle stelle. Record per mai e soia.
Export vino, un freno nel primo trimestre 2008
Coltivare il futuro": il mondo del biologico si confronta al 16° congresso Ifoam
Incidenti lavoro: bene il Tavolo sulla sicurezza
Le abitudini alimentari del tifoso


Costi della carne e latte alle stelle. Record per mai e soia.
Un nuovo record storico viene fatto segnare dai prezzi del mais e della soia che rappresentano la principale fonte per l'alimentazione degli animali negli allevamenti e fanno dunque schizzare alle stelle i costi di produzione di carne e latte nelle stalle. Lo rende noto la Coldiretti nel riferire che se il mais ha raggiunto per la prima volta la quotazione record di 7,42 dollari a bushel (oltre 17 centesimi di euro al chilo) mentre la soia si è assestata a 15,58 dollari per bushel (38 centesimi al chilo) per le consegne a luglio alla chiusura del Chicago Board of Trade che rappresenta la borsa di riferimento per il mercato dei prodotti agricoli. L'alimentazione - sottolinea la Coldiretti - incide per quasi un terzo nei costi di allevamento degli animali destinati alla produzione di latte e carne con i rincari di mais e soia che si sommano a quelli derivati dal petrolio di energia e gasolio che in Italia ha fatto registrare un aumento del 30 per cento rispetto allo scorso anno. Una situazione insostenibile per gli allevatori che venerdì 20 giugno 2008 alle ore 10,30 a Torino in piazza CLN davanti alla Fontana del Po porteranno in piazza i propri maiali che vengono pagati poco piu’ di 1,2 euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre i cittadini sono costretti a pagare oltre 24 euro al chilo il prosciutto.
A spingere i prezzi verso l’alto sono state le notizie governative sugli effetti dell’alluvione nel Mid West dove è stato sommerso dall’acqua il 10 per cento del terreno a coltivazioni di mais dell’Iowa considerato il granaio degli Stati Uniti. Il record fatto segnare dal mais e dalla soia ha trascinato - precisa la Coldiretti - anche orzo e grano che hanno fatto segnare un forte balzo in avanti nelle quotazioni. Un andamento che, dopo il calo dei mesi scorsi, potrebbe rappresentare - secondo la Coldiretti - una inversione di tendenza con i prezzi delle materie prime agricole che riprendono ad aumentare per effetto delle informazioni sugli andamenti dei raccolti mondiali minacciati da maltempo e siccità.
Ammontano a 1,2 milioni gli ettari di terreno coltivati a mais colpiti dall’alluvione negli Stati Uniti da dove partono - precisa la Coldiretti - il 60 per cento del mais, un terzo della soia e un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale. Ma difficoltà si registrano anche in altri Paesi produttori come in Cina dove si sono già verificati allagamenti nel Guangdong, una importante zona agricola, dove si produce riso, frutta e verdura con 860mila ettari di terreno danneggiati. La mancanza di pioggia, peraltro, ha costretto l'Australia a tagliare del 9 per cento le sue stime sul raccolto di grano, dopo che il mese di maggio è stato il più asciutto degli ultimi anni.
La maggiore vulnerabilità delle coltivazioni ai cambiamenti climatici, l’aumento del benessere in economie emergenti come la Cina e l’India e la crescita della popolazione si traduce - sostiene la Coldiretti - in una maggiore richiesta di sicurezza alimentare dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Una situazione che richiede un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e un ruolo piu' centrale da svolgere per l'agricoltura che - sottolinea la Coldiretti - ha bisogno di politiche forti per garantire la disponibilità di cibo ad una crescente popolazione mondiale. Occorre - conclude la Coldiretti - investire nella produzione agricola per dare stabilità ai mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nelle diverse realtà del pianeta, dove le politiche di mercato devono valorizzare prima di tutto le produzioni locali per essere meno dipendenti dalle esportazioni.
www.coldiretti.it

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Export vino, un freno nel primo trimestre 2008
Nel primo trimestre del 2008, secondo i dati preliminari diffusi dall'Istat, l'export italiano di vini è stato di 3.9 milioni di ettolitri di vini, il 9,1% in meno rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso mentre in valore è aumento del 7,7% per un importo pari a 798 milioni di euro, trainati da un prezzo medio in salita del 18,6%, a 2,02 euro al litro. Lo sottolinea in un comunicato l'Unione italiana vini
Sempre secondo l'Uiv, a livello di macroaree l'Unione europea ha segnato una performance negativa in volumi (-12%), ma positiva in valori (+8,4%), mentre è stabile l'export verso i Paesi terzi, fermi a +0,5% in volumi, ma comunque in crescita del 7% in valori.
I cali più consistenti, sempre per quanto riguarda i volumi, si segnalano in Germania (-12%), Francia (-26%) e Regno Unito (-9%). In calo anche l'Austria, la Repubblica Ceca e l'Est europeo in generale, con il mercato russo che segna una forte battuta d'arresto: -63% in volume e -26% in valore.
In leggera crescita, continua la nota, invece gli Usa (+2,3% e +3,2 a volumi e valori), mentre vanno bene Canada (+6% e + 12%), Giappone (+7,6 e + 12%) e Svizzera (+1,6% e +11%).
Buone notizie dall'Oriente, trainato da Corea del Sud, Hong Kong, Cina e India, e dal Centro e Sudamerica, dove crescono ancora Brasile e Messico.
Per Andrea Sartori, presidente dell'Unione italiana vini dopo l'andamento per nulla entusiasmante dell'ultimo trimestre del 2007 la flessione in questa prima frazione dell'anno era attesa. "Io non spiegherei il fenomeno con il fattore euro, sottolinea , in quanto gli Stati Uniti, dove ci si aspettava un calo per via del rapporto con il dollaro debole, dimostrano di saper tenere"
Secondo Sartori bisogna invece spostare l'attenzione sul fatto che, "a differenza degli altri competitor, sia europei che extra Ue, l'Italia è l'unico Paese ad aver aumentato, e non di poco, il prezzo medio del prodotto, specie sui prodotti e le varietà più richieste. Oggi, in uno scenario economico internazionale difficile, con una crisi finanziaria globale di cui non s'intravede la coda, con certi prezzi rischiamo di non essere competitivi".
www.politicheagricole.it
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"Coltivare il futuro": il mondo del biologico si confronta al 16° congresso Ifoam
Organizzato da Ifoam (la Federazione internazionale che riunisce i movimenti per l'agricoltura biologica di 108 Paesi) e da ModenaBio2008, un consorzio creato dalla Provincia di Modena e da Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica) dell'Emilia-Romagna, l'appuntamento – promosso con il sostegno del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, del ministero dell'Ambiente e della Regione Emilia Romagna – richiamerà a Modena i protagonisti internazionali dell'agricoltura biologica, dell'economia e della cultura sostenibile.
Dal 18 al 20 giugno, ricercatori, tecnici, agricoltori e produttori si riuniranno per fare il punto e tracciare le linee guida del movimento biologico internazionale. A ispirare il lavoro dei congressisti saranno le prolusioni dei principali protagonisti della cultura sostenibile mondiale che, a partire dalle preconferenze tematiche in programma lunedì 16 e martedì 17, interverranno nelle sessioni plenarie.
Le conferenze si svolgeranno in 15 sedi nel solo comune di Modena, altre quattro in provincia. Sede principale sarà il Parco Novi Sad dove all'interno di una grande tenso struttura saranno allestiti la sala plenaria, l'esposizione dei poster, i punti di registrazione e informazione, la sala stampa riservata ai circa cento giornalisti accreditati (una trentina quelli stranieri), e l'area espositiva con gli stand delle aziende sponsor e partner.
Dal 18 al 20 giugno saranno illustrate oltre 400 presentazioni orali e 350 poster, che rappresentano i più recenti risultati di ricerca scientifica del biologico, del settore alimentare e non. Nelle sessioni parallele i temi affrontati saranno argomenti come biodiversità, educazione alimentare, giustizia sociale, politiche di supporto all'agricoltura biologica, mercati, sicurezza alimentare, donne e cooperazione allo sviluppo.
www.ifoam.org
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Incidenti lavoro: bene il Tavolo sulla sicurezza
La convocazione urgente delle parti sociali e l’apertura del tavolo sulla sicurezza è un segnale forte che va nella direzione di mettere in campo tutti i soggetti (parti sociali, istituzioni, Inail, Ispesl), tutte le forze e gli strumenti possibili perché eventi tragici, come quelli di Mineo, si verifichino sempre di meno. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
E’ di particolare importanza il richiamo fatto dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi alla bilateralità e alla condivisione; approccio, questo, indispensabile per gestire la sicurezza sul lavoro in modo efficace e rispetto al quale la Cia è già attivamente impegnata (accordo Inail-Agriform su piano triennale di prevenzione per l’agricoltura).
Piena disponibilità ha poi dato la Cia a raggiungere tempestivamente l’avviso comune sulla sicurezza, proposto da Sacconi.
Tutto ciò -a giudizio della Cia- va inserito in un contesto virtuoso di regole che dovrà necessariamente portare ad una revisione del T.U. nelle parti che risultano più carenti a raggiungere l’obiettivo prevenzione, vale a dire semplificazione degli adempimenti, miglioramento della qualità e coordinamento delle attività ispettive, modulazione delle sanzioni e, infine, adeguati incentivi alle imprese, mirati soprattutto alla formazione ed informazione.
Su questo ultimo aspetto la Cia auspica che si dia presto seguito agli incentivi (riduzione contributi Inail del 20 per cento) previsti dalla legge 247/07 per le aziende ove non si verificano infortuni, nonché che si trovi una soluzione per sbloccare parte delle risorse che derivano dagli avanzi di gestione dell’Inail.
www.cia.it
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Le abitudini alimentari del tifoso
Le grandi manifestazioni internazionali legate al pallone, in un Paese calciomane come il nostro, divengono spesso – per i tifosi, gli appassionati e le molte loro vittime – una sorta di rito collettivo; assurgono a manifestazione di identità nazionale; trasformano il periodo durante il quale si svolgono (in genere una quindicina di giorni) in un momento quasi sospeso, che diverge da tutti gli altri e durante il quale ogni attenzione, ogni chiacchiera, persino l’organizzazione della propria giornata non può prescindere dalla consultazione del calendario delle partite e/o dagli infiniti dibattiti televisivi che ne seguono (esempio di dialogo: «Ci vediamo domani sera?». «Sei pazzo? C’è l’imperdibile Polonia-Croazia in differita sul terzo canale!»)..
Ovviamente, tutto ciò ha un inevitabile riflesso anche a tavola. Intanto, per alcuni, in positivo: i disinteressati e gli alternativi, se anche buongustai, approfitteranno di quella serata che vede protagonista la nazionale italiana per prenotare con successo il famoso ristorante altrimenti off limits. Stiano semmai attenti che, per l’occasione, anche il famoso chef decida di seguire di meno i fornelli e di più quanto accade allo stadio... Per coloro che invece tifosi lo sono, eccome, le scelte sono comunque numerose. Il classico dei classici è la pizza take away, per una serata di fronte al video con gli amici (unica controindicazione: problemi al fegato al decimo giorno). I canoni dell’alimentazione tradizionale del tifoso “in famiglia”, invece, sono stati fissati in modo indelebile da quello straordinario ritratto dell’eterna Italietta piccolo borghese che è Fantozzi: vestagliona di flanella, Peroni ghiacciata, frittatona di cipolle (e rutto libero)! Le possibili varianti sono sempre in tema nazionalistico: spaghetti a volontà (meglio se tricolori: nell’ordine pesto, burro e pomodoro), abbacchio, parmigiana di melanzane, mozzarelle… Cedere alla tentazione di un gazpacho o di una choucrute potrebbe comportare accuse di collaborazionismo con il nemico da parte dei fan più radicali della nazionale di Roberto Donadoni.
Proprio in questi giorni abbiamo però appreso che tutte queste abitudini alimentari – con le quali bene o male generazioni di tifosi sono sopravvissuti, riuscendo perlopiù a superare indenni gli inevitabili stress alle coronarie – sono tutt’altro che ideali. «Quando seguiamo in televisione la nostra squadra del cuore – ci ha infatti spiegato la nutrizionista milanese Evelina Flachi - possiamo essere soggetti ad un vero e proprio stress emotivo, anche se positivo, come provano due importanti studi scientifici», condotti guarda caso proprio in Svizzera, sede degli Europei di calcio in corso. Il possibile aumento dlele temperature di questi giorni, inoltre, proverebbe ulteriormente l’organismo del tifoso acceso, favorendone così la disidratazione. Ecco perché – conclude la Flachi - per fare il pieno di energia e di liquidi quando siamo riuniti davanti alla tv per una partita dell'Italia, è meglio privilegiare succhi di frutta: «Un succo Ace, a base di carota, arancia e limone, oltre ad essere poco calorico (42 calorie per 100 ml), è una vera bevanda vitaminizzata, che può contribuire a reintegrare vitamine e sali minerali, per avere ogni giorno la carica giusta. Grazie all'apporto di vitamina C, vitamina E ed al beta-carotene, precursore della vitamina A, è inoltre un valido complemento nutrizionale per la nostra dieta. Queste tre vitamine, come dimostrano studi scientifici internazionali, sono valutate tra i più importanti antiossidanti che esistono in natura. Perciò la possibilità di assumerli insieme può favorire le funzioni metaboliche, proteggere i tessuti dagli effetti dannosi dei radicali liberi e svolgere, quindi, un’azione preventiva verso molte patologie degenerative, favorite dall'ossidazione organica». Pur di godere di un gol senza il rischio-infarto, accettiamo il consiglio, ci procureremo Ace in quantità. Però, con tutto il rispetto, in caso di vittoria finale il Franciacorta, che faccia bene o no, è già in frigor.
Carlo Passera – www.asa-press.com
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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