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Newsletter 51 / 24.3.2008


Mettiamo il cibo e la sua qualità al centro del dibattito politico
Il manager dietro i fornelli
Franciacorta ai vertici del gusto tedesco, vince il territorio
Fao, concorso fotografico per l'anno internazionale
Berrette bianche con passione
Tonno rosso, operatori nel mirino


Mettiamo il cibo e la sua qualità al centro del dibattito politico
Il cibo, la sua produzione, trasformazione e distribuzione, hanno assunto nelle moderne economie post-industriali una nuova, decisiva centralità. Il cibo, con tutte le sue implicazioni economiche, ambientali, sociali, etiche è diventato un tema fisso nell’agenda politica internazionale e sarà sempre più al centro del dibattito – sia all’interno dei singoli Paesi, del Nord come del Sud del mondo, che sul piano delle relazioni mondiali tra nazioni e tra grandi organismi internazionali.
Il prossimo Parlamento e il prossimo Governo dovranno prendere importanti decisioni in materia agro-alimentare, con ricadute a breve, medio e lungo periodo.
Da queste considerazioni e in concomitanza con l’importante momento elettorale che sta vivendo il nostro Paese, la Coalizione ItaliaEuropa-Liberi da ogm, un vasto schieramento costituito da 32 organizzazioni che rappresentano nel loro insieme diversi milioni di italiani, chiede ai candidati a sedere nel prossimo Parlamento di sottoscrivere il seguente appello:
«Sostengo un modello agro-alimentare in cui il cibo e la sua qualità (organolettica, ambientale e sociale) siano il cuore dello sviluppo fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibilità e innovazione, fondato sulla biodiversità, libero da ogm» (testo completo in allegato).
La forza della Coalizione risiede nella trasversalità dei soggetti che - grazie alle organizzazioni che la compongono - essa riesce a intercettare: vi troviamo il mondo della produzione agricola e alimentare, della distribuzione e della trasformazione, i consumatori e gli ambientalisti, associazioni che esprimono pezzi importanti della società civile e della cultura.
In occasione della consultazione nazionale su “ogm e modello di sviluppo agroalimentare dell’Italia”, organizzata dalla Coalizione e svoltasi dal 15 settembre al 9 dicembre 2007, sono stati raccolti complessivamente oltre 3.600.000 voti. Un risultato che ha legittimato pienamente la scelta di uno sviluppo agroalimentare dell’Italia libero da ogm.
L’Italia gode di un privilegio straordinario: la sua storia, le caratteristiche del territorio e il lavoro degli uomini hanno contribuito a creare un patrimonio agro-alimentare unico, che oggi contribuisce in maniera determinante alla ricchezza del Paese, a garantire occupazione, a offrire ai cittadini un sistema alimentare tra i migliori al mondo.
Oggi più che mai si rendono necessarie scelte importanti che vadano nella direzione di un consolidamento di questo patrimonio, minacciato non solo dalle conseguenze più negative della globalizzazione ma anche da altri fattori quali l’introduzione massiccia di ogm in agricoltura e nella filiera alimentare.
www.italiaeuropaliberidaogm.org
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Il manager dietro i fornelli
L’annuncio è di una trattoria vicentina e, a prima vista parrebbe abbastanza delirante: “Si organizzano, su richiesta, corsi di cucina per i manager di aziende con scopo team building (gioco di squadra)”. Eppure la cosa, a volerla un po’ approfondire, magari sarà sempre delirante agli occhi di un profano, ma parecchio diffusa. Ci sono cascati anche quelli di La cucina italiana, gente seria, mica gli ultimi capitati per strada. Scoviamo sul loro sito il titolo: “Serate di bon ton e cucina per manager”. Questo il testo: “Tra le nostre numerose proposte, non manca l’attenzione rivolta a chi lavora ricoprendo un ruolo di rilievo in azienda. L’idea di organizzare dei corsi di cucina ad hoc per manager è nata proprio dalla consapevolezza di quanto, a volte, la cucina sia considerata uno dei più grandi piaceri della vita al quale, però, è difficile dedicare del tempo. (…) I corsi di bon ton, spesso naturale conseguenza di un corso di cucina, possono risultare estremamente utili (…) al manager che, oltre a dedicarsi ad un corso divertente, ha l’opportunità di apprendere i trucchi per un’impeccabile ospitalità”. Un po’ tirata per i capelli, ma insomma esiste anche una motivazione ufficiale. Dunque, da piazza Affari al matterello: la moda pare dilagante, ne ha parlato nei giorni scorsi anche il Corriere della Sera. In sostanza, spiegava via Solferino, corsi di cucina e di degustazione aiuterebbero a creare squadre di manager poiché il confronto intorno a un bicchiere di vino stimolerebbe il rapporto tra loro e li aiuterebbe a creare alleanze.
Ora, noi siamo abbastanza digiuni di psicologia, difettiamo nella gestione del management, ignoriamo poi del tutto la pratica del team building, che per noi è puro ostrogoto. Dunque, da totali incompetenti, citeremo Paolo Villaggio nel giudicare queste iniziative “una boiata pazzesca” (Ugo Fantozzi non diceva “boiata”, ma il senso è pur sempre quello). Per capirci: siamo certi che chiacchierare sorseggiando un buon bicchiere di barbera aiuti a creare rapporti interpersonali, a fare banalmente amicizia (pardon, team building). Una volta, però, ci si affidava all’osteria sotto casa, e anche oggi le enoteche son lì apposta. E poi, proprio non si capisce perché socializzare attraverso i fornelli e non attraverso partite a briscola, o a risiko (che sono ideali per “creare alleanze”, dato che questo pare sia uno degli scopi principali). Oppure perché dedicare queste serate ai manager e non agli impiegati delle poste: hanno lo stesso bisogno di amicizia, ma vantano un budget finanziario assai più limitato (forse è questo il vero discrimine?). Ma in conclusione vogliamo essere magnanimi: tra le sciocchezze del nostro tempo, questa ci pare tra le più innocue. Che poi l’amministratore delegato spignatti affannato per preparare le lasagne, apparirà magari inverosimile, ma assolutamente consolante.
Carlo Passera – www.asa-press.com
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Franciacorta ai vertici del gusto tedesco, vince il territorio
Sull’importante rivista WeinWelt vengono descritti i risultati di una degustazione che ha appassionato giornalisti, sommelier e produttori tedeschi, curata dal famoso giornalista degustatore di vini Richard Grosche, che descrive 65 etichette italiane in totale e in un confronto tra i maggiori territori di produzione italiana ha confermato ancora una volta la Franciacorta come il più completo territorio vocato alla produzione di bollicine di qualità.
“Sebbene la Franciacorta possa vantare una storia relativamente giovane nel panorama enologico italiano -commenta Adriano Baffelli, Direttore del Consorzio per la tutela del Franciacorta- la sua fama ha già ampiamente superato i confini nazionali e i riconoscimenti per il valore della sua produzione e del suo impegno arrivano copiosi. Ancora una dimostrazione che la qualità e una politica di condivisione sono gli strumenti più importanti per imporsi sui mercati esteri e scardinare vecchi gusti e consuetudini”. Annate millesimate e non, dai Brut ai Satén, dai Rosé ai Non Dosati, in una gamma di espressioni ampia e complessa sono passati sotto la lente di ingrandimento di professionisti tedeschi che riconoscono il nostro territorio come l’alternativa valida ai più consolidati cugini d’oltralpe. E la Franciacorta ha dimostrato, ancora una volta, di avere nella sua produzione delle punte di eccellenza, ma soprattutto, rispetto al resto della generica spumantizzazione, che tutte le aziende distribuite sul territorio franciacortino hanno consolidato un livello di qualità molto alta e riconoscibile.
Ma non solo.
Bernard Burtschy –tra i più grandi giornalisti di vino in Francia- pubblica sul numero attualmente in edicola della Revue du Vin de France una classifica dei migliori vini italiani stilata durante i suoi “pellegrinaggi” nel nostro Paese. Le sue degustazioni hanno contribuito alla edizione in italiano e inglese di una “Guida ai migliori vini d’Italia 2008”. Nel suo recente articolo cita la Franciacorta come zona di produzione di vini “effervescents” di qualità, uno dei due territori, insieme a quello trentino, unici concorrenti seri delle bollicine d’oltralpe ponendo varie aziende della Franciacorta in testa alla classifica della produzione in Italia.
Rosanna Ferraro – ufficio stampa – www.franciacorta.net

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Fao, concorso fotografico per l'anno internazionale
Il 2008 è l'anno internazionale della patata. Tra le tante iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul contributo fondamentale della patata all'agricoltura, all'economia ed alla sicurezza alimentare mondiale, la Fao e le Nazioni Unite hanno lanciato un concorso fotografico a livello internazionale.
"Obiettivo su un alimento mondiale", il titolo del concorso, invita i fotografi di tutto il mondo in a catturare immagini che illustrino la biodiversità, la coltivazione, l'industria di trasformazione, il commercio, il consumo e l'utilizzazione di questo prezioso tubero.
"La patata rappresenta la quarta coltivazione mondiale dopo riso, grano e mais, con una produzione annuale di oltre 300 milioni di tonnellate", dice NeBambi Lutaladio, esperto FAO, che coordina l'anno internazionale della patata. "È coltivata in oltre 300 paesi, dalle Ande all'altopiano dello Yunnan in Cina, dai bassopiani subtropicali dell'India alle pianure del Nord Europa ed alle steppe dell'Ucraina. I fotografi in cerca di ispirazione troveranno abbondante materia da ritrarre nel mondo della patata".
Sponsorizzato dalla Nikon, il concorso ha categorie separate per fotografi professionisti e dilettanti ed accetterà sia singole immagini digitali che serie di foto (sino a gruppi di otto), sia a colori che in bianco e nero. I partecipanti possono caricare i propri files digitali direttamente via internet connettendosi al sito o spedire i CD via posta ordinaria.
I vincitori saranno scelti da una giuria composta da fotografi professionisti noti a livello mondiale e riceveranno nelle diverse categorie premi in denaro per un totale di 11.000 dollari e macchine fotografiche Nikon. Il termine per presentare i lavori è il 1° settembre 2008.
www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Berrette bianche con passione
Si è svolta nelle magiche e prestigiose location toscane, a Montecatini Terme, la manifestazione, organizzata e promossa dall'Associazione professionale cuochi Italiani, per premiare chef professionisti e ristoratori con lo speciale trofeo d'onore le "Stelle della ristorazione". Questo importante evento è nato infatti con l'idea di valorizzare coloro che operano quotidianamente con passione e professionalità nel settore della ristorazione.
Il premio rappresenta quindi una prestigiosa onorificenza nazionale al merito professionale, ideato e realizzato dall'Associazione per premiare l'attività dei cuochi, svolta con dignità e passione, in favore della millenaria tradizione culinaria italiana.
La manifestazione è iniziata il 10 marzo presso la prestigiosa Villa medicea di Monsummano Terme, dove ha avuto inizio il workshop di prodotti tipici di qualità dedicati alla ristorazione, presentati ai 200 chef presenti, perché ne diventassero promotori e interpreti.
Martedì 11 marzo invece, nella Sala congressi del Grand hotel croce di Malta di Montecatini, si è svolta l' Assemblea generale ordinaria dei soci. Al termine è stato offerto il pranzo di commiato in onore delle berrette bianche d'Italia che hanno ricevuto il trofeo "Stella della ristorazione".
Alla manifestazione hanno partecipato molte aziende ed istituzioni che hanno contribuito a rendere questo momento un' ottima opportunità professionale e didattica grazie all'alto livello dei prodotti che hanno proposto.
Tra le aziende che hanno preso parte all'evento troviamo: Cantine Concilio, eccezionali vini italiani che gli Chef hanno avuto la possibilità di degustare; Mgm, ha presentato una selezionata scelta di prodotti di alta qualità, quali tartufi proposti in accompagnamento a prelibati formaggi, fois gras con miele ed i particolari vini cileni; Canuti, grazie all'abilità dello Chef Saiani, ha fatto degustare le sue novità "da paura": i nuovi paciocchi; e tante altre ancora.
Oltre alle aziende, hanno partecipato anche il Consorzio Castelmagno che ha proposto tre differenti tipologie del rinomato formaggio di diverse stagionature in abbinamento al miele ed alla marmellata di porri; l'Unasco, (Unione nazionale organizzazioni coltivatori olivicoli), presieduta da Elia Fiorillo, che ha realizzato, grazie all'agronomo Valerio Cappio, una lezione di come scegliere e degustare i migliori extra vergini italiani; Regione Calabria che oltre a proporre un'ampia gamma di prodotti per offrire una vetrina calabrese, ha offerto un aperitivo tipico: protagonisti salumi, formaggi e vini.
Arianna Latini – www.politicheagricole.it
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Tonno rosso, operatori nel mirino
"Ci avviciniamo a grandi passi - affermano in un comunicato congiunto i presidente della Agci Agrital (Giampaolo Buonfiglio), della Federcoopesca-Confcooperative (Massimo Coccia) e della Lega Pesca (Ettore Ianì)- verso la campagna pesca 2008 e per gli operatori si intravedono all'orizzonte nuove complicazioni. Al di là di una massiccia campagna di controllo che ci auguriamo non intralci eccessivamente le operazioni di pesca c'è chi invoca, dopo la riduzione delle quote pescabili, una riduzione delle flotte tonniere, come se le navi fossero noccioline da mangiare o gettare a seconda dell'allarme sulla dieta in vista della prova costume. Navi che solo in piccola parte sono comunitarie (58 su 283), come affermato dallo stesso WWF che indica la flotta turca come la più sovracapacitaria". Le associazioni di categoria sintetizzano così la preoccupazione per la campagna lanciata dalla Commissione europea contro la pesca eccessiva al tonno rosso, nel quadro del piano quindicinale di recupero dello stock, fortemente contestato dal settore.
"Dato che il Commissario Ue alla pesca Joe Borg, proseguono Buonfiglio, Coccia, Ianì, ha l'intenzione di dare retta alle accuse degli ambientalisti, senza preoccuparsi ancora una volta della affidabilità dei loro dati, farebbe però bene a preoccuparsi di reperire i fondi per la riconversione di una flotta da cui dipendono moltissimi posti di lavoro e l'economia di centinaia di importanti imprese operanti nella cattura e nell'indotto. Come ha già dimostrato per la crisi del caro-gasolio, la Ue non ha la minima intenzione di rendere disponibili risorse straordinarie ed aggiuntive al Fep, mentre né Borg né nessun'altro può imporre alla Turchia, alla Libia e ad altri Paesi extra Ue la demolizione di una flotta per loro strategica".
"Siamo molto preoccupati, concludono Buonfiglio, Coccia, Ianì, per le notizie che giungono da Bruxelles e per le affermazioni legate alla presunta sovraccapacità delle flotte che pescano il tonno rosso. Non è sicuramente questa la strada da seguire per tutelare gli stock. Così facendo verranno favoriti solo gli operatori non comunitari che pescano nel Mediterraneo, a discapito di quelli europei, senza contribuire in alcun modo a salvaguardare le risorse. Una operazione che non ci sembra, comunque, coerente con le deroghe alle taglie minime concesse nell'Atlantico ed in Adriatico in favore di operatori europei e non ".
www.federcoopesca.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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