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Newsletter 45 / 11.2.2008


Distinti Salumi - Edizione 2008
Nove su dieci sono Made in China
Etichettatura olio, un provvedimento all'avanguardia
Ue, indagine sui mercati
Dimezzate le api, a rischio un terzo delle coltivazioni
E’ lo Spagnolo Roger Viusà il miglior sommelier d’Europa - WSA


Distinti Salumi - Edizione 2008
Distinti Salumi a Cagli (Pesaro Urbino), Rassegna Nazionale del Salume, in corsa per la sua IV Edizione – 25-26-27 aprile 2008, ospita nelle sue tre giornate la migliore produzione della norcineria italiana all'interno dei numerosi palazzi nobiliari e nei principali siti storici del centro della città. Un viaggio nel gusto dell'arte norcina accolti nei cortili, negli androni, nell'ottocentesco Teatro Comunale, varcando i portali monumentali degli antichi palazzi, passeggiando a ridosso del robusto Torrione collegato alla rinascimentale rocca costruita da Francesco di Giorgio Martini, o percorrendo le vie del centro storico nelle vicinanze del medievale Palazzo Pubblico che domina la piazza principale. Autentico appuntamento per appassionati gourmet, produttori, consumatori, pervaso dalla filosofia Slow Food, per l'edizione 2008 si amplierà e consoliderà ancora di più il suo carattere nazionale proponendosi di aprirsi a prodotti meno noti, di arricchirsi con maggiori testimonianze straniere come lo sarà la speciale partecipazione di Chef Kumale con i suoi Talk Food, e di moltiplicare gli incontri culturali legati alle tradizioni alimentari. Un percorso che si connota per essere evento, fiera, mercato e palcoscenico di idee e progetti. Un evento che si svela passeggiando e toccando i luoghi della festa: piccole porzioni di città che si mettono in mostra, preziose e succulente risorse gastronomiche che solleticano i sensi e seducono il palato, luoghi carichi di storia millenaria che invitano a perdersi o inoltrarsi per vedere, annusare, partecipare, sapere e gustare le delizie della migliore norcineria. Una Rassegna dove nascono progetti: esempio concreto il Manifesto dei salumi, con il quale è già partita la seconda fase operativa per analizzare l’intero corpus della letteratura scientifica sulle produzioni norcine; mentre il clima e la qualità dei salumi saranno oggetto di un convegno nella prossima edizione. Un filo d'Arianna che parte dalle occasioni più golose e si orienta in altrettanti momenti di fusione con la cultura della città e i luoghi più incontaminati di queste terre. Ad aiutare i visitatori tra sapere e sapori penseranno ancora una volta gli organizzatori: si può far tappa nei Cortili del Sale dove degustare una sintesi di salumi provenienti da tutta Italia nonché alcuni insaccati, ospiti per l'occasione negli antichi palazzi nobiliari. Altra meta del sapere è il Chiostro del Sale, il Mercato nazionale di produttori artigiani e di piccole realtà commerciali accuratamente selezionate da Slow Food su tutto il territorio nazionale. Sono sostenitori della qualità che mettono in mostra e in vendita i propri prodotti, alimenti preziosi e di sicuro valore e raccontano le proprie esperienze, differenze e biodiversità, ospitati nel chiostro della Chiesa di San Francesco, la più antica chiesa francescana delle Marche. Aggiunge preziosità al sapere il Bookshop delle più importanti case editrici nazionali legate al mondo della tavola, a itinerari del sapore, guide eno-gastronomiche, storie ghiotte di artigiani del gusto, di antichi mestieri e nuove professioni che allestiscono gli spazi del Salone dell'Editoria. Esperti Slow Food e del settore, da soli o coadiuvati da valenti artigiani e/o allevatori, animano e conducono i Laboratori del Gusto nel seicentesco Palazzo Felici. Ogni laboratorio è luogo di assaggio, di degustazione ma anche di scambi di opinioni e commenti, è fatto di domande e pareri e di molta curiosità. Novità dell'edizione 2008 sarà la speciale partecipazione di Chef Kumale, massimo esperto di World Food, ovvero di cucine internazionali, per scoprire gli ingredienti, i segreti e le usanze dei principali piatti di altre etnie. Parteciperà a Distinti Salumi con il suo talk food incentrato sulla cucina ebraica, sui principali insaccati iberici e sugli insaccati d'eccellenza dei sultani nella tradizione turco-ottomana.
Percorsi diversi con un solo obiettivo, quello di invitare i visitatori a godere appieno delle delizie della migliore norcineria italiana in un territorio ameno e ricco di storia e soprattutto di approfondire cosa sta dietro a ciò che mangia.
info@distintisalumi.it - www.distintisalumi.it
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Nove su dieci sono Made in China
Viene dalla Cina l'86 per cento degli oltre 250 milioni di articoli contraffatti sequestrati alle frontiere nell'Unione Europea in un anno. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che se i prodotti maggiormente contraffatti sono nell'ordine le sigarette, l'abbigliamento, scarpe e i tecnologici di uso comune, a crescere è il fenomeno delle falsificazioni pericolose, cioè quelle riguardanti generi alimentari, prodotti per la cura personale e medicinali che sono aumentate del 400 per cento in Europa, sulla base delle statistiche doganali pubblicate dalla Commissione europea. La sicurezza dei prodotti cinesi è un problema che - sottolinea la Coldiretti - non riguarda solo l’Europa come dimostra la vicenda dei ravioli “al veleno” esportati dalla Cina in Giappone dove si registrano numerosi casi intossicazioni. Si tratta - continua la Coldiretti - solo dell'ultima denuncia sulla sicurezza dei prodotti Made in China che ha già coinvolto giochi per bambini, dentifrici, alimenti per cani e gatti, anguille, pesce gatto e conserve vegetali. Una escalation che ha messo in allarme le stesse Autorità cinesi che sono intervenute ritirando le licenze per la produzione a centinaia di industrie alimentari per problemi legati alla sicurezza alimentare, dopo aver verificato che nei primi sei mesi del 2007 il 19,1 per cento dei prodotti cinesi destinati al mercato interno non rispettavano gli standard di qualità con il pesce essiccato e la frutta e ortaggi in scatola e che presentavano i maggiori problemi a causa della presenza di additivi e di contaminazioni batteriche, secondo i dati dell'Amministrazione Generale per il Controllo della Qualita', l'organismo statale cinese addetto al controllo delle norme di sicurezza. L'importazione di prodotti alimentari provenienti dalla Cina in Italia è aumentata del 60 per cento e riguarda principalmente aglio, funghi, mele e conserve vegetali oltre alle specialità tipiche destinate alle comunità cinesi. A partire dal primo gennaio 2008 grazie al pressing della Coldiretti sono definitivamente entrate in vigore le norme sull'obbligo dell'etichettatura di provenienza per la passata di pomodoro, al fine di evitare che sia spacciata come Made in Italy quella ottenuta dalla rilavorazione di concentrato di pomodoro cinese. Un rischio reale considerato che nel 2007 - sottolinea la Coldiretti - sono quasi triplicate le importazioni di pomodoro concentrato dalla Cina (+163 per cento) per un quantitativo che di 160 milioni di chili che equivale a circa un quarto dell'intera produzione di pomodoro coltivata in Italia. Se il pomodoro in scatola rappresenta circa un terzo del valore delle importazioni nazionali, dalla Cina - precisa la Coldiretti - arrivano anche aglio, mele e funghi in scatola. Si tratta di prodotti che - denuncia la Coldiretti - rischiano di essere spacciati come Made in Italy per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Di fronte all'estendersi dell'allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre immediatamente - sostiene la Coldiretti - allargare l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l'immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini. Per non rincorrere le emergenze e di fronte ai rischi per la salute e' necessario - precisa la Coldiretti - intervenire urgentemente con la trasparenza dell'informazione per consentire la rintracciabilita' delle produzioni e i controlli necessari ad individuare ed eliminare eventuali rischi. Per questo - conclude la Coldiretti - occorre immediatamente applicare le norme contenute nella legge 204 del 2004 ottenuta grazie alla raccolta di un milione di firme da parte della Coldiretti, per rendere obbligatoria l'indicazione in etichetta dell'origine dei prodotti in vendita.
www.coldiretti.it
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Etichettatura olio, un provvedimento all'avanguardia
Un provvedimento all'avanguardia, che tutelerà consumatori, produttori ed industriali oleari.
E' il giudizio di Massimo Gargano, presidente di Unaprol - Consorzio Olivicolo Italiano, in merito al decreto di attuazione del provvedimento normativo sull'etichettatura obbligatoria, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Finalmente, secondo Unaprol, esiste una norma che offre la possibilità di identificare l'origine del prodotto ma anche l'azienda che ha scommesso sull'origine in etichetta. "Un segnale - ha spiegato Gargano - che il mercato saprà apprezzare, premiando le aziende e i marchi che difenderanno il diritto dei consumatori a poter fare scelte di acquisto consapevoli".
Una grande opportunità per l'industria olearia italiana, dunque, quella che - ricorda Unaprol - ha contribuito a fare la storia del made in Italy nel mondo e che sta diversificando la propria offerta con etichette più trasparenti e in sintonia con il sistema delle imprese olivicole, sempre più tese a produrre valori del territorio.
Il provvedimento inoltre - conclude Unaprol - consentirà agli stessi industriali di far luce sulle zone d'ombra di un settore che, nella confusione normativa di questi ultimi anni, ha visto il proliferare di comportamenti scorretti da parte di operatori indifferenti al concetto di qualità e di origine, che ha bruciato ricchezza e reso tutti più poveri.
Sabrina Menichetti - www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Ue, indagine sui mercati
In un numero crescente di settori si assiste al manifestarsi e al proliferare di tutta una serie di prassi nel commercio al dettaglio che sembrano distorcere le scelte dei consumatori e influire sui loro comportamenti e potrebbero addirittura fungere da ostacoli ad una concorrenza effettiva. Continuano inoltre ad essere un problema anche i sistemi più visibili volti a limitare le scelte dei consumatori, come ad esempio le clausole vessatorie nei contratti che vincolano il consumatore e gli rendono difficile passare ad un altro fornitore.
Il 31 gennaio è stato quindi inaugurato a Bruxelles, dal commissario Ue per la Tutela dei consumatori Meglena Kuneva, il nuovo processo di "Consumer Market Watch" (osservatorio del mercato dei consumatori) che servirà per monitorare i mercati alla ricerca delle distorsioni, delle violazioni della concorrenza, dell'opacità dei prezzi e della qualità ingannevole dei servizi.
Questo nuovo processo si articola in due fasi: la prima consiste in un monitoraggio dei mercati al dettaglio alla luce di cinque indicatori chiave (prezzi, reclami, frequenza di cambio dei fornitori, soddisfazione e sicurezza) in modo da individuare modelli (pattern) rivelatori di un malfunzionamento del mercato. Queste irregolarità, che possono essere sintomo di pratiche atte a distorcere le scelte dei consumatori e ad ostacolare la concorrenza a livello del commercio al dettaglio, possono far scattare la seconda fase che consiste in un'indagine approfondita del mercato dei consumatori oltre che in interventi correttivi.
Il risultato principale del primo monitoraggio è costituito dalla mancanza di dati comparabili e completi su questioni di fondamentale importanza per i consumatori; nel 2008 ci sarà quindi molto da fare per raccogliere questi dati in stretta cooperazione con gli istituti statistici degli Stati membri, le organizzazioni di consumatori e i policy maker.
Nel primo monitoraggio gli indicatori del consumo per paese e per settore rilevano un eventuale cattivo funzionamento a livello del commercio a dettaglio in tutta una serie di mercati. Alcuni esempi servono a dimostrare alcuni problemi che i consumatori si trovano ad affrontare: i prezzi delle macchine digitali possono presentare variazioni addirittura del 30% tra paesi vicini; la telefonia fissa in Belgio costa oltre il 20%in più che nei Paesi Bassi; in Italia l'elettricità costa il doppio che in Finlandia o in Grecia; i costi medi di gestione dei conti bancari vanno da zero a più di 80 euro tra i diversi paesi dell'Ue. Com'è quindi possibile spiegare una simile differenza in un mercato che si vuole "unico"?
Si sta quindi studiando il modo per affrontare i problemi sollevati in diversi settori chiave come quello delle telecomunicazione e dell'energia. A causa però delle limitatezza delle risorse e sulla base di dati disponibili dal monitoraggio, il Commissario ha annunciato 3 ambiti prioritari per il 2008: servizi finanziari al dettaglio, vendite transfrontaliere di beni di consumo, riparazione.
Market Watch vuole fornire gli strumenti per accertare se ci sono buone condizioni per il funzionamento dell'ultimo segmento del commercio al dettaglio: l'acquisto finale fatto dal consumatore. L'Ue vuole infatti che le transazioni finali avvengano sulla base di una decisione consapevole e non condizionata, in modo da promuovere una sana concorrenza basata sui meriti dei servizi e dei prodotti.
www.europa.eu/pol/agr
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Dimezzate le api, a rischio un terzo delle coltivazioni
Generalmente per tutti noi l’ape non è che un noioso ronzio, o peggio, la perfida ’”esecutrice” di una dolorosa puntura. Fin da bambini, complici mamme e nonne, ci hanno terrorizzato al solo apparire. Le più moderne delle maestre l’hanno usata come paradigma per tentare ingenuamente di spiegare i misteri della procreazione invece di raccontare come questo imenottero sia centrale per l’intero sistema biologico della natura. Senza di loro è a rischio non solo la produzione di miele e suoi derivati, ma l'equilibrio naturale globale, con effetti sulla salute, ma anche sull'alimentazione, che dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate attraverso il loro lavoro di insetti, al quale proprio le api concorrono per l'80%.
I preoccupanti segnali d’allarme sulla massiccia moria di questi insetti lanciati già lo scorso anno allertando (ma neppure troppo) gli apisti, non sono stati raccolti men che meno da noi della stampa specializzata. Ora persino i Tg di tutti i network l’anno posto in evidenza. C’è una riduzione del 30-50% del patrimonio apistico nazionale ed europeo. L'allarme è lanciato ovviamente oltre che dagli apicoltori, dalla Coldiretti in riferimento ai dati divulgati dall'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT), che evidenziano nel 2007 la perdita in Italia di 200mila alveari, con un danno economico per la mancata impollinazione stimato in 250 milioni di euro. Prodotti come mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole e colza dipendono completamente, o in gran parte, dalle api per la produzione dei frutti così come la maggior parte delle colture orticole da seme. Il fenomeno dello spopolamento, comune in molti continenti, a partire dagli Usa e dall'Europa, è denominato "Colony Collapse Disorder" (CCD) ed ha effetti gravi anche in Italia dove a rischio – sostengono in Coldiretti - è una popolazione stimata in circa 50 miliardi di api e un milione di alveari, le quali offrono, come impollinazione alle piante agricole lungo tutto lo Stivale, un servizio del valore stimato in 2,5 miliardi di euro l'anno.
Molte e differenti le teorie sulle cause del profondo malessere che sta colpendo le api; si ipotizza la responsabilità delle onde elettromagnetiche, che secondo uno studio inglese determinerebbe morie fino al 70 %, ma anche gli effetti dei cambiamenti climatici, dell'inquinamento ambientale, nonché gli eventuali effetti di contaminazioni con organismi geneticamente modificati (Ogm). Ma tra i principali sospettati ci sono i parassiti come virus o batteri sconosciuti e agro-farmaci, che potrebbero anche agire in combinazione procurando l'indebolimento e l’uccisione delle api.
Giuseppe Cremonesi – www.asa-press.com
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E’ lo Spagnolo Roger Viusà il miglior sommelier d’Europa - WSA
Giovedì 31 Gennaio 2008, presso il prestigioso London Hilton on Park Lane Hotel si sono svolte le prove finali dell’importante Concorso che ha incoronato il Miglior Sommelier Professionista d’Europa e il Miglior Sommelier d’Europa Comunicatore del Vino e del Cibo.
Le prove sostenute dai candidati hanno compreso la correzione di una carta dei vini, sessioni di degustazione, l’abbinamento cibo-vino e prove pratiche di servizio. La Giuria chiamata a valutare le prove era composta da membri del Comitato Tecnico di Worldwide Sommelier Association e ha incluso la presenza anche del famoso produttore piemontese Angelo Gaja.
Vincitore del Concorso per il Miglior Sommelier Professionista è risultato lo spagnolo Roger Viusà, che svolge la professione di Sommelier presso il ristorante Moo di Barcellona.
Secondo classificato si è piazzato l’italiano Andrea Gori, Sommelier del ristorante Da Burde di Firenze.
Terzo posto per Gabriele Rappo, che lavora presso Selfridges a Londra.
Miglior Sommelier Comunicatore del Vino e del Cibo è stato invece nominato una vera e propria personalità del mondo del vino, si tratta di Juan Muñoz Ramos, Presidente della Unión de Associaciones Españolas de Sumilleres e Vice Presidente di Worldwide Sommelier Association.
www.worldwidesommelier.com
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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