FATTI E PERSONE

Inflazione: dai campi un grande aiuto al contenimento dei prezzi. Ma i consumi rimangono sottoterra

Secondo la Cia, la riduzione forte dei listini dell’ortofrutta, in particolare dei vegetali freschi (-6%), contribuisce a bilanciare gli aumenti di altre voci, come quelle per trasporti e servizi ricettivi legate alle festività di Pasqua. I consumi interni restano comunque al palo, anche quelli per la tavola, con oltre la metà degli italiani (il 58%) che sceglie il cibo solo in base al prezzo, facendo incetta di prodotti a basso costo e offerte speciali.
 
Dall’agricoltura arriva un grande freno alla risalita dell’inflazione, che ad aprile torna a crescere dopo dieci mesi registrando +0,6 per cento. In particolare i prezzi della verdura fresca, in flessione del 6 per cento tendenziale, contribuiscono a bilanciare voci come quelle relative ai trasporti e ai servizi ricettivi che, anche per effetto delle festività pasquali, aumentano rispettivamente del 2,8 e dell’1 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati sui prezzi al consumo diffusi dall’Istat.
Nonostante la forte riduzione dei listini ortofrutticoli e la stabilità dei prezzi alimentari in generale, che registrano uno 0,5 per cento in ulteriore rallentamento su base annua -osserva la Cia- le famiglie continuano a non comprare, con gli acquisti per la tavola ancora in territorio negativo (-1 per cento) ai livelli di trent’anni fa.
Vuol dire che la domanda interna resta sempre debole e che, complice la lunga crisi, la stragrande maggioranza degli italiani -osserva la Cia- ha ormai fatto proprio uno stile d’acquisto improntato al risparmio e alla sobrietà. Oggi infatti il 77 per cento degli italiani fa economia e al supermercato fa incetta di prodotti a basso costo e in promozione: da inizio anno sono praticamente raddoppiati gli acquisti di alimentari in offerta speciale e il prezzo è diventato il fattore fondamentale nella scelta di cibo e bevande per il 58 per cento dei consumatori, come dimostrano l’aumento degli scontrini nei discount (+3 per cento) e le 6,5 milioni di famiglie che dichiarano di fare ormai regolarmente la spesa in questa tipologia di esercizio commerciale. (www.cia.it)

 


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