FATTI E PERSONE

Avanzi di cibo? Niente paura, c’è il foodsharing

Foodsharing è la nuova risposta dell'uomo al problema del cibo avanzato. Le eccedenze e gli scarti sono da sempre una problematica paradossale dopo i secoli in cui l'uomo ha vissuto in piena carestia e mancanza di alimenti. Capita spesso, spessissimo anzi, che nelle case dei paesi industrializzati si butta via del cibo che potrebbe assolutamente ancora essere servito in tavola...
La soluzione a quanto appena detto si chiama Foodsharing, e nel Nord Europa il fenomeno sta dilagando. Basti pensare al sito foodsharing.de, in Germania, 43 mila iscritti, nato un paio d’anni fa con una pretesa: quella della condivisione degli avanzi. Sembrava fuori luogo in tutti sensi “quest’assurda idea”, adesso invece l’espansione del fenomeno pare proprio non intenda arrestarsi.
Foodsharing.de in Germania è comunque un’istituzione per quanto riguarda il mondo digital tedesco, non è infatti solo un sito internet bensì un’organizzazione decisamente capillare, estesa in tutto il territorio nazionale, dove di fatto non solo si può mangiare gratis ma si può davvero contrastare in pieno il fenomeno dello spreco di cibo. Ci sono comunque alimenti che sono però assolutamente vietati per problemi legali nei flussi di scambio online: tra cui uova, pollame e carne.
Anche l’idea di Dan Newmann e Bryan Somersett a Seattle è in netta evoluzione, due giovani che hanno avuto un’idea analoga a foodsharing.de, creando LeftOverSwap, con lo stesso scopo della più famosa piattaforma tedesca ma finora con meno successo, in un paese dove è circa il 40% il cibo prodotto che non viene consumato, di fronte ad una popolazione dove il 70% è sovrappeso.
E in Italia? In Italia la situazione è che se sta sempre di più sensibilizzando l’opinione pubblica grazie alla spinta di Coldiretti, tant’è che un buon 17% di persone che vanno al ristorante sono abituati a portare a casa gli avanzi con apposito sacchetto.
Diversi sono gli esperimenti internet mobile che sono nati anche nel nostro paese dunque per porre fine all’assurda e pessima abitudine di sprecare cibo. Come Bring The Food ad esempio, è una di quelle. Funziona soprattutto per ristoranti e bar e permette di calcolare le eccedenze mettendole a disposizione di organizzazioni umanitarie. L’applicazione ha avuto negli ultimi due anni un discreto successo, sono stati infatti 1681 i chili di alimenti che grazie all’app sono stati donati a chi ne aveva bisogno.
Non mancano anche progetti assai curiosi anche se di minor portata. Ratatouille in Veneto è l’app per IPhone che ti mette in condizione di calcolare le eccedenze nel proprio frigo, e tra qualche mese uscirà Senza Spreco, un’app che è stata già premiata all’Innovatation Hub di quest’anno.
(www.sostariffe.it)



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