FATTI E PERSONE

Dieta mediterranea in calo, -4% olio e -7% pesce

La dieta mediterranea rischia di fare la fine di 'Cenerentola': abbandonata dagli italiani che nel 2014 hanno ridotto i consumi di alcuni alimenti base dello stile di vita alimentare 'in salsa tricolore'. Lo segnalano la Coldiretti e il Barilla Center for Food and Nutrition: nel 2014 si registra un -4% per l'olio extravergine d'oliva, un -7% per il pesce, e un -4% per la verdura fresca rispetto ai consumi del 2013, secondo le elaborazioni su dati Ismea nel primo bimestre dell'anno.
In difesa della dieta mediterranea la Coldiretti ha deciso dunque di scendere in campo non solo con l'operazione 'Sos frutta' che porterà migliaia di agricoltori nelle spiagge italiane per una maxi azione educativa, ma anche decidendo di aderire agli obiettivi del Protocollo di Milano per Expo 2015. L'associazione si aggiunge ai sottoscrittori dell'Accordo su cibo e alimentazione promosso dalla Fondazione Barilla Center for Food Nutrition. Il Consiglio europeo, ricordano i promotori, ha di recente invitato i 28 Stati membri dell'Ue a incoraggiare la società civile a una sana alimentazione, sottolineando l'importanza dei regimi alimentari che contribuiscono a condurre una vita in salute.
Come la dieta mediterranea appunto, iscritta dall'Unesco dal 2010 nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Una dieta ricca di alimenti indicati come sani, tra cui frutta, cereali integrali, verdura, carne magra, pesce, olio di oliva in sostituzione dei grassi saturi. Pane, pasta, pesce, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino, se consumati a tavola in pasti regolari, si sono dimostrati - precisa la Coldiretti - un elisir di lunga vita per gli italiani: nel corso di 10 anni sono più che raddoppiati (+138%) gli ultracentenari presenti nel Belpaese, che può contare su 15.080 over 100, secondo l'ultimo censimento Istat del 2011.
Gli italiani "sono tra i più longevi del mondo con una vita media che ha raggiunto i 79,4 anni per gli uomini e gli 84,5 per le donne. Ma il futuro è preoccupante", avverte la Coldiretti. "L'Italia - conclude il presidente Roberto Moncalvo - ha la fortuna di poter contare su un patrimonio agricolo legato al territorio in grado di esprimere eccellenze dal punto di vista ambientale, qualitativo, della sicurezza alimentare e per la salute, che rappresenta il vero valore aggiunto del made in Italy.
L'impegno per una corretta alimentazione è una responsabilità di tutti, perché stimolare uno stile di vita sano partendo dalla dieta significa garantire un futuro migliore alle persone e al pianeta". Guido Barilla, presidente della Fondazione Bcfn, si dice "molto lieto" di ricevere l'adesione di Coldiretti al Protocollo di Milano. La Fondazione Bcfn, "il prossimo 9 ottobre, presenterà a Bruxelles un Policy Paper che chiede alla Commissione Europea di sviluppare un programma di lungo termine attraverso gli stati membri per promuovere le diete sostenibili, illustrandone i vantaggi salutistici e ambientali rispetto ad altri regimi alimentari". (www.adnkronos.com)

 


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