FATTI E PERSONE

Agricoltura bio per combattere la crisi

Esportazioni italiane al primo posto in Europa e decollo del consumo interno. Il bel paese a testa alta al Biofach, fiera mondiale del biologico, dal 12 al 15 Febbraio a Norimberga

Altro che crisi. Il mercato del biologico conferma, anche nell’ultimo anno, il suo continuo trend positivo di crescita in controtendenza rispetto alla maggior parte degli altri settori di vendita.
Secondo una ricerca elaborata da AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) sulla base di indagini FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) e su rilevazioni Ismea Gfk-Eurisko, in Italia, nel primo semestre 2013, nonostante il calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali, si è registrato un incremento dell’8,8 % dei consumi di biologico.
Alla buona performance sul mercato interno si affiancano, inoltre, i numeri in crescita relativi all’export degli operatori nazionali, con un fatturato oltre frontiera che si assesta, secondo gli ultimi dati, sopra il miliardo di euro. L’Italia, infatti, si conferma il primo paese europeo per esportazione di prodotti biologici nonché grande protagonista sulla scena europea e mondiale: poco meno di 50 mila operatori impegnati nella produzione, su 1,2 milioni di ettari di terreno, muovono un giro d’affari di oltre 3 miliardi di euro.
Sono questi alcuni numeri con i quali l’Italia si presenta, dal 12 al 15 febbraio, alla più importante Fiera mondiale del Biologico, il Biofach di Norimberga. Un appuntamento immancabile per tutti gli operatori del settore e che prevede per questa 25esima edizione, la partecipazione di circa 2.400 espositori e 40.000 operatori.
“Il movimento del biologico – dice Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB - è per sua natura dinamico e rappresenta un’avanguardia che ha aperto e apre scenari di sviluppo per il sistema agroalimentare ma anche per il sistema economico italiano nel suo complesso. Si tratta di numeri che evidenziano da parte dei consumatori, sia a livello italiano sia a livello europeo e mondiale, un forte aumento di interesse, di informazione, di attenzione e quindi di domanda”.
Per quello che riguarda la domanda dall’estero l’Italia è, infatti, da diversi anni ai primi posti della graduatoria europea per le aree coltivate a bio, in particolare per la coltivazione di ortaggi, cereali, agrumi, uva e olive. Il principale acquirente europeo di prodotti italiani è la Germania che importa da noi soprattutto ortofrutta, sia fresca che trasformata (primeggiano le conserve di pomodoro) seguita da vino, olio e altri prodotti dal forte carattere Made in Italy, come la pasta.
Per quello che riguarda invece la domanda interna, il tasso di crescita è stato più elevato negli anni della crisi economica, (+7,8% della media annua) che in quelli precedenti (+3% nel biennio 2008 -2009). Il fatturato dato dalle vendite al dettaglio in negozi specializzati, grande distribuzione, vendite dirette in aziende agricole, gruppi d’acquisto, ristorazione e altri canali di filiera corta è stimato in circa 2.011 milioni di euro.
Degna di nota anche la crescita  del  consumo  di   alimenti   biologici   nelle   scuole   italiane: i risultati di una recente ricerca Nomisma/Pentapolis confermano, infatti, che le mense “sostenibili” sono aumentate, in cinque anni, del 50%, con quasi 1,2 milioni di pasti bio consumati annualmente.
“Il bio – conclude Vizioli -  non è solo alimentazione ma è cultura, territorio, innovazione, tradizione, sostenibilità, solidarietà, etica, ricerca, economia. Tutto un insieme che fa la differenza. Ci auguriamo fortemente che questo trend così in crescita sensibilizzi maggiormente la politica e si traduca in azioni concrete a favore di tutto il settore”.
L’Associazione, che rappresenta una grossa parte di produttori biologici ma anche di operatori del settore e consumatori, nell’ambito dell’evento di Norimberga organizza, mercoledì 12 febbraio dalle 15,00 alle 16,00, un convegno dal titolo: “Sementi biologiche, un passo avanti”. Un confronto internazionale sui temi della biodiversità, i diritti degli agricoltori, le aspettative dei consumatori e su come organizzare meglio il settore e come influire su una nuova normativa europea sulle sementi.Saranno inoltre organizzati, dalle sezioni regionali di AIAB, momenti di degustazione e promozione di prodotti biologici tipici e rappresentativi del Made in Italy e delle peculiarità territoriali italiane. (www.aiab.it/)


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