LUOGHI

Piemonte: tra storia, cultura, folclore, paesaggio e soste golose
“Tra Gotico e Templari, viaggio nei Misteri tra Saliceto e Monesiglio”

Saliceto, Anno Domini 1314.
“L’uomo avvolto nel bianco mantello, camminava con passo sicuro. La luna illuminava i bianchi capelli, la barba fluente e quella strana Croce rossa a otto punte impressa sul manto, simbolo dei Cavalieri Templari.
Le Voci del Silenzio, della Notte, accompagnavano i suoi passi mentre si avvicinava alla piccola porta laterale della chiesetta, poco distante dal Castello. Si guardò attorno con circospezione.
La mano sull’elsa della spada, con l’altra dischiuse la porta, entrò e si diresse verso l’arco destro accanto all’altare, percorse alcuni passi e si avvicinò a qualcosa, armeggiò, e come per magia si aprì un passaggio segreto.
L’uomo scese i nove gradini ed entrò nella grande stanza (scavata sotto all’altare), su cui si aprivano quattro cunicoli che formavano una croce. Al centro una tavola di pietra con incisi strani simboli e tutt’attorno delle sedie anch’esse di pietra, con incisi simboli ermetici.
Le luci delle torce illuminavano i volti di altri uomini seduti attorno al tavolo: qualcuno indossava il mantello simile a quello dell’uomo, altri erano di foggia diversa, con un cappuccio e sul mantello una Croce con al centro una Rosa, a simboleggiare l’Ordine dei Rosacroce.
Uno di questi si alzò, si avvicinò accanto ad un piccolo tavolo su cui ardeva una candela che illuminava una Rosa coperta da un velo, lo sollevò scoprendola e con voce possente disse: “Fratelli, ora solo Lei racchiuderà tra i petali le nostre Parole e le sue Spine le proteggeranno”.
“Salutem Punctis Trianguli” (Saluti su tutti i Punti del Triangolo),
risposero i Rosacroce.
“Non Nobis, Domine, Sed Nomine Tuo Da Gloriam (Non a noi, Signore, ma al Tuo Nome dà Gloria). Il Santo Sepolcro è distrutto! Chi difenderà il Tempio?”,
fecero eco i Cavalieri Templari.
“Nessuno! Il Tempio è distrutto”
risposero tre volte tutti i presenti.


Pochi giorni dopo, il 18 marzo, Jacques de Molay, ultimo Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari e Goeffrey de Charney, vennero condannati al rogo, e arsi vivi a Parigi, sull’isola della Senna, nei pressi di Notre Dame chiudendo un capitolo della storia dei Cavalieri dell’Ordine del Tempio: i Templari.

Anno Domini 2012, Saliceto.
Molti secoli sono trascorsi e poco importa se le descrizioni di incontri segreti tra Rosacroce e Templari è frutto della mia fantasia. Nel tempo, al posto di quella chiesetta ora sorge una grande chiesa, ma ciò che importa è che il Tempio non è andato distrutto!
I roghi hanno solo distrutto i corpi, ma le Anime dei Cavalieri Templari sono rimaste in ogni luogo che li ha visti combattere con le armi... o con il cuore, in difesa della Cristianità e come la Fenice, che ogni volta ricostruiva il proprio nido, essi hanno ricostruito il Tempio e creato nuove cattedrali, magioni, cappelle e chiese, come questa di Saliceto!

Saliceto, in provincia di Cuneo, è una piccola località dell’Alta Langa.
Sconosciuta, fuori dalle rotte del grande turismo, spesso sconosciuta persino a chi vive ad una manciata di chilometri: un nome sulle cartine geografiche del cuneese, un piccolo puntino su quelle del Piemonte, pressoché inesistente sulle carte e sulle pubblicazioni turistiche... eppure è uno scrigno di incredibile bellezza, degno di figurare tra le grandi opere del FAI e dell’UNESCO!



Storia, cultura, folclore si intrecciano al moderno turistico che ha sostituito i vecchi souvenir con quelli più attuali legati all’enogastronomia territoriale e in un’esplosione di colori impressi sulle pareti delle chiese, nelle cappelle, nei castelli, nelle bellezze del paesaggio, si fonde il mistero di simboli esoterici, ermetici, mistici e magici, in uno strano ma non inusuale incontro tra il Cristianesimo, il misticismo dei Rosacroce, l’esoterismo dei Templari e l’alchimia della Massoneria.
Tutto questo l’ho veduto, toccato e percepito non solo attraverso gli occhi, il tatto, l’udito, ma con il Cuore che più di ogni visione parla all’Anima!
In quest’epoca in cui tutti sono “dottò!”, “cavaliere”... perchè così sta scritto su pergamene... a pagamento, o solo simbolicamente di “cavalieri” onorari e quindi senza rito dell’investitura o altro, il ché non li rende effettivamente tali, andrebbe ricordato che “Templari si nasce e non si diventa!”: è l’Anima che fa il Templare, come il Rosacroce o il Massone! Solo quello Spirito ha dentro di sè la vera Essenza che racchiude le Regole di questi Ordini e “nelle occasioni” dà emozioni, sensazioni, percezioni e... nuovi insegnamenti, quelli che nessuna scuola e maestro terreno possono darti!


Tra saliscendi sopra le colline vitate delle Langhe, tra campi coltivati, boschi e panorami stupendi raggiungiamo il luogo dell’incontro.
Saliceto ci attende per il tour “Giornata del Gotico in Alta Langa”, dedicato alla pittura gotica, fra chiese, cappelle campestri e castelli: completamente gratuito, con possibilità di pranzare in uno dei locali a prezzo concordato (minimo) o al sacco.
La prima cosa che notiamo è l’accoglienza, con l’ampio parcheggio e la struttura dove rinfrescarci, che si presenta pulito (il che rende da subito piacevole l’accoglienza).
Non mancherà un gentile abitante che aprirà la porta della sua abitazione per farci vedere il cortile di Casa Roddolo, dove dormì Napoleone nel 1796 e cercherà di attingere acqua dal pozzo per farmela assaggiare, con una vecchia pompa a stantuffo: anche questa è ospitalità!
Accanto al piazzale, nel centro del paese, si erge il maestoso castello che ospiterà la conferenza. Edificato nel 1588, si accede attraverso una rampa che conduce al portale di pietra. Raro esempio rinascimentale, vero gioiello perfettamente conservato, con notevoli affreschi e stanze arredate è visitabile.
info: www.comunesaliceto.it - saliceto@gmail.com - tel. 3423570641

Ad accoglierci il sindaco Enrico Pregliasco e Ugo Valesano presidente del Parco Culturale Alta Langa, indispensabile tratto di unione di tutti quei piccoli paesi dell’Alta Langa che hanno molto da offrire al turista, ma purtroppo sono ancora sconosciuti.

Stefano Ponteprino ci viene incontro: oltre ad essere tra gli organizzatori è stato anche un valido narratore dei misteri di Saliceto, nonchè paziente sopportatore delle mie curiosità di giornalista appassionata delle bellezze paesaggistiche, storiche, e affascinata dai misteri, desiderosa di conoscere qualcosa che non è ancora riportato sui libri...

Ci accompagneranno per tutta la giornata illustri storici e le loro narrazioni saranno non solo interessanti e curiose, ma prima di tutto la loro capacità espressiva non sarà cattedratica e quindi incomprensibile ad un gruppo di semplici turisti senza competenze storiche: narrate con semplicità renderanno il tutto gradevole, comprensibile e quindi coinvolgente!

Guido Araldo storico di Saliceto ha iniziato il convegno introducendoci alla pittura gotica, geografia iconografica dei santi. Interessante anche gli altri suoi interventi durante la visita al maniero, con gli affreschi gotici del castello di Taddeo di Bartolo, alla Confraternita di Sant’Agostino e alla chiesa di San Lorenzo, a pochi passi dal castello, cinquecentesca e pregevole “Monumento nazionale”, vero esempio di misteri legati ai Templari... e non solo... di cui nel 2010 si è anche occupata Mediaset, mandando in onda un filmato nella nuova serie della trasmissione “Mistero” in onda su “Italia 1” (nel 2011).



Altrettanto interessante è stato l’intervento dello storico Aldo Clerico che con proiezioni di immagini della cappella ha illustrato il ciclo di affreschi gotici della scenografica chiesa di San Fiorenzo in Bastia Mondovì (CN), un gioiello d’arte e di storia!
Visite guidate gratuite, aperta al pubblico tutte le domeniche da aprile ad ottobre, dalle ore 15 alle 19, per altri giorni e per informazione tel. 017460125 - 3384395585
email: sanfiorenzo@infinito.it - www.sanfiorenzo.org.
Ha ripreso la parola anche per illustrare le immagini della “Cavalcata dei Vizi” e di altri affreschi tardo gotici di San Rocco di Mombarcaro.


Ma si sa che, come dice la piccola Momo, in “Momo” di Michael Ende le ore vivono nel cuore:
tutti sappiamo che, talvolta, un’unica ora ci può sembrare un’eternità, e un’altra invece passa in un attimo… dipende da quel che viviamo in quest’ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.”, e così il nostro tempo vola e senza accorgercene giunge l’ora del pranzo.
Si riparte in direzione frazione Mù di Saliceto, dove ci attende la tavolata imbandita dall’agriturismo “La Mesa Verde” (tel. 3336673253 - 3386023591). Christian e il padre Donato, si occuperanno del servizio tavoli, ai fornelli una favolosa Justine che ci delizierà con uno squisito menù:
Salame crudo tradizionale e salame di cinghiale con focaccine calde.
Involtino di fontina, prosciutto cotto e crudo, con mascarpone: avvolto nello zucchino con base di margherita di pasta frolla al formaggio.
Antipasto alla contadina, di rucola su cui posa un triangolo di bresaola ripieno di maionese e mais.
Tortina salata di zucchini e porri.
Cestino di pastafrolla salata con ripieno di funghi.

Cannelloni al forno.
Rolata di tacchino con contorno di patate arrosto.
Tris di dolci e gelato.

E dopo il caffè e il... grappino, come “pusa cafè” finale il limoncello e un incredibile liquore alla liquerizia... rigorosamente della casa!



Indubbiamente penserete: “Ma quale piatto hai preferito?”. Il piatto... ve lo lascio, quello che c’era dentro:tutto!Particolarmente due cose che non avevo mai provato: l’involtino e l’antipasto alla contadina.
A colpirmi è stata la gentilezza di Christian e Donato, ad entusiasmarmi la giovanissima Justine a cui il richiamo in sala e l’applauso ha inumidito gli occhi: bravissima in cucina ha dimostrato anche sensibilità e semplicità..., quella che solitamente i “blasonati chimici” della cucina moderna non hanno perchè per loro, come dicono gli spagnoli, “E’ difficile essere modesti quando si è i migliori!”... o credono di esserlo!
Ma “La Mesa verde” è un nome insolito per un agriturismo nel cuneese!
Il “Parco Nazionale di Mesa Verde” si trova in America, nello stato del Colorado, è “patrimonio dell’umanità dell’UNESCO” ed è noto per i numerosi villaggi costruiti sotto le rientranze della roccia, simile alle nostre balme montane, come Balma Boves a Sanfront in Valle Po, ma comprendente interi villaggi.
Questo ristorante prende il nome dalla passione dello zio per i fumetti del il mitico Tex e la copertina di “La Mesa Verde” è in bella mostra nella sala!
Confesso che non sono una grande mangiatrice, i chili sono arrivati... senza che li cercassi svuotando i piatti, però sono curiosa per... distorsione professionale e quindi mi domando cos’altro di semplice ma contemporaneamente raffinato, preparato con prodotti normali del territorio ma nel contempo cucinato, abbinato, e presentato in modo insolito... è in grado di preparare Justine!
Si risale sulle auto, un’altro luogo di incredibile bellezza ci attende: la vista alla cappella romanica di San Martino in Lignera, con abside interamente affrescata in stile tardo-gotico.
Stupendo l’impatto visivo appena si oltrepassa la soglia! Incredibile, magnifica con i suoi enormi affreschi e quegli insoliti cavalli... che sorridono!
Non molto distante ci attende Monesiglio e grazie ad Ugo Valesano presidente del Parco Culturale Alta Langa, possiamo visitare lo stupendo castello che si presenta con le stanze addobbate e curate, e i piani inferiori come se il tempo si fosse fermato per sempre: si cammina sulla terra su cui un tempo si sono posati i passi della servitù, si può osservare il cunicolo che conduce alla ghiacciaia come in uso a quell’epoca, scavata sottoterra o costruita all’esterno e riempita di neve durante l’inverno.
Non manca la tetra prigione e la stanza delle torture: rabbrividisco mentre mi ripeto “Speriamo non sia mai servita!”.
Fernando Ballocco ci accompagna e da perfetto cicerone e conoscitore della storia di Monesiglio ci narra le vicende storiche e le origini, non manca il suo invito a visitare la stupenda Cappella Marchionale del Castello dei Conti Caldera con affreschi tardo-gotico di Antonino Occello da Ceva, meraviglioso esempio di cappella dei nobili con incredibili affreschi.

Il tour “delle meraviglie” termina poco distante, al Santuario di S. Maria d’Acqua Dolce” altro gioiello gotico di rara bellezza.
Purtroppo la giornata volge al termine e ci lasciamo con la presentazione del prossimo tour che farà visita a Prunetto, Levice e Bergolo e a noi non resta che... prenotarci per il prossimo viaggio nelle terre del gotico e del mistero...
Ma...non senza segnalare la presenza di un importante quanto illustre ospite, il professore Walter Accigliaro che per tutta la giornata ha seguito ogni fase del tour intervenendo con importanti quanto interessanti nozioni sugli affreschi, e in modo espositivo impeccabile che ha dimostrato la profonda conoscenza dei luoghi e la storia dei dipinti.
Ma un’altro particolare mi ha colpita: tutti gli storici, come lo stesso prof. Accigliaro, esperto di arte e pittura gotica, o gli accompagnatori hanno sempre avuto un atteggiamento “non di superiorità” che ha contribuito a fare di una giornata culturale anche una giornata... tra amici con la stessa passione per l’arte e la cultura!
Questo mio narrare di una giornata tra gotico e misteri è breve, solo la presentazione di una manifestazione culturale, ma sono tante le cose meravigliose che ho visto e tanto c’è da scrivere su ognuna e lo farò in modo più approfondito e dettagliato e a voi basterà seguirmi sul Cammino a Ritroso nel Tempo: vi narrerò di arte e di storia, di Cavalieri Crociati, Fratelli Muratori e di Giardini di Croci e Rose...

Info. Parco Culturale Alta Langa 017492199 - 3407916097
email: cultura.altalanga@libero.it

testo Alexander Màscàl
foto Matteo Saraggi



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