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Gelato: i giornalisti ASA a lezione di degustazione

Ancora non esiste un codice di degustazione per il gelato, mentre i panel test sono una realtà per un grande numero di alimenti e bevande.
Ma il gelato è una realtà “molto italiana”: praticamente tutti gli Italiani lo consumano, come conferma anche un recente sondaggio, e probabilmente i gelatai italiani sono i migliori del mondo, tanto che la denominazione “gelato all’italiana, in tutto il mondo è sinonimo di gelato artigianale di alta qualità.
Dalla “ufficiale data di nascita”, il 28 ottobre 1533 al banchetto nuziale di Caterina de Medici durante il quale è stato proposto il primo “Fior di latte” della storia, il gelato ha conquistato i palati più raffinati. Pochi anni dopo l’architetto Buontalenti crea la prima miscela di “Crema” (aggiungendo le uova alla preparazione artigianale del “Fior di Latte”) e, attorno alla metà del ‘600, a Parigi, grazie a Procopio, si ha il primo gelato mantecato. Da allora il gelato ha fatto molta strada, e oggi si avvale di macchine e ingredienti studiati ad hoc per offrire il meglio di questo alimento che piace in tutti i gusti e a ogni età. Esistono due tipologie di gelato: quello artigianale (nel quale l’aria viene incorporata) e quello industriale (nel quale l’aria viene insufflata) e si sta affermando, da pochi anni, una terza versione “ice-cream” per il quale servono miscele e macchine particolari.
I giornalisti A.S.A., nella prestigiosa cornice dell’Hotel Enterprise, Corso Sempione 91, Milano, hanno avuto modo di confrontare le caratteristiche principali di tre gusti di gelato (cioccolato, fragola, crema) provenienti da tre diverse gelaterie artigianali milanesi, oltre ad un gelato di produzione industriale.
Sotto l’esperta guida del collega Davide Oltolini ciascuno dei presenti ha dato un punteggio per:
- aspetto
- struttura/corpo/consistenza
- dolcezza
- cremosità
nonché l’eventuale acidità (nel caso del gelato alla frutta) o di untuosità (più tipica del gelato industriale).

Il risultato del panel è stato interessante, così come lo è stato tutto il percorso di studio.
I nostri ringraziamenti vanno al bravissimo docente Davide Oltolini, all’Hotel Enterprise che ci ha ospitati nella accogliente enoteca con soffitto a volta, e alla collega Ketty Fargion che ha provveduto all’organizzazione.