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Macfrut 2013
In “pista di rullaggio” tanta ortofrutta italiana che spiccherà il volo verso nuovi Paesi. Per lo sviluppo del comparto servono Pac e Ocm che supportino l’internazionalizzazione delle imprese.

Dopo il recente via libera per la commercializzazione di mele e pere negli Usa e del kiwi in Corea, si apriranno nuove opportunità per arance, uva, pesche e susine verso Cina, Giappone, India, Messico, Israele e Nuova Zelanda. Agrinsieme: riprendiamoci la leadership europea del settore nell’export. Servono una Pac e una Ocm lungimiranti per lo sviluppo del comparto.
 
 Qualcosa si muove nell’ortofrutta italiana. Il recente via libera all’esportazione di mele e pere negli Usa e dei kiwi in Corea non risolve i problemi del comparto, ma può fungere da apripista per sbloccare situazioni che possono garantire nuovi mercati e nuovi redditi per gli operatori. Proprio in questi giorni, in contemporanea con lo svolgimento del Macfrut a Cesena, Rassegna tutta dedicata al settore, partirà la prima fornitura di mele e pere italiane per il mercato statunitense. Ed è proprio in occasione del Macfrut che Agrinsieme (Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane) illustrerà le proposte per far volare il settore, in un convegno che si terrà il prossimo Venerdì 27 alle ore 10.30 presso la “Sala Europa” di Cesena Fiera.
Un comparto, quello dell’ortofrutta italiana, che attende con ansia di conoscere i contenuti applicativi della nuova Pac (Politica agricola comune) e le nuove proposte sulla specifica Ocm (Organizzazione comune di mercato) del settore. Tutti nodi, insieme alla stesura definitiva dei specifici regolamenti, che dovranno essere sciolti da Bruxelles nei prossimi mesi, se non nelle prossime settimane.
Agrinsieme, in questo contesto, sta lavorando affinché le misure che verranno adottate vadano nella giusta direzione, premiando i redditi di agricoltori, rilanciando la competitività di cooperative ed organizzazioni dei produttori e salvaguardando i consumatori.
 
L’ortofrutta italiana in cifre
463 mila aziende per una superficie coltivata di 1,2 milioni di ettari, con una media della superficie aziendale intorno ai 2,5 ettari. Un valore della produzione che sfiora gli 11 miliardi d’euro all’anno. Circa 85 mila produttori attivi nelle 289 organizzazioni di produttori riconosciute. Quasi 26 milioni di tonnellate di frutta e verdura prodotte nell’ultimo anno. Per un export che muove circa 4 miliardi d’euro. Sul fronte dei consumi, è di 219 grammi, pro capite al giorno, il consumo di frutta in Italia, mentre di 228 grammi quello degli ortaggi, largamente inferiore al quantitativo minimo raccomandato che è pari a 400 grammi giornalieri.
 
Dove potrebbe essere liberalizzata l’esportazione di ortofrutta italiana
Paesi: Cina, Giappone, India, Messico, Sud Africa, Vietnam, Israele, Nuova Zelanda, Marocco.
Prodotti: Arance, uva da tavola, kiwi, pomacee (mele e pere), drupacee (es. pesche e susine).
 
(www.cia.it)

 


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